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L’edificio della Gran Guardia

Da Antonio

Il Castel Nuovo, conosciuto anche come Maschio Angioino, in epoca aragonese era circondato da una cinta muraria difensiva intervallata da torrioni, di cui alcuni più tardi trasformati in bastioni, definita ‘cittadella’.

In epoca borbonica, il castello venne destinato ad uso militare e divenne sede dell’Arsenale di Artiglieria (con annessa Fonderia), della Real Montatura delle Armi e del Corpo della Real Guardia, quindi tutta l’area circostante fu interessata da una profonda trasformazione. Colmato il fossato, col passare del tempo tutto intorno ci fu un proliferare di fabbriche, capannoni ed alloggi di tutti i tipi.

Tra questi vi era l’edificio della caserma della “Gran Guardia di Cavalleria”, a forma semicircolare con arcate e un colonnato neoclassico che affacciava ad angolo proprio sullo slargo, in prossimità del torrione dell’Incoronata, in quello che allora era chiamato Largo di Castello (oggi Piazza Municipio).

L’edificio della Gran Guardia di Cavalleria fu progettato dal “brigadiere” Francesco Sicuro, lo stesso architetto che progettò il teatro del Fondo (l’attuale Mercadante), e fu costruito e aggiunto alla cinta bastionata di Castel Nuovo nel 1790.

Tutto restò immutato fino alla fine dell’800, quando un processo di risanamento conclusosi agli inizi del ‘900, portò ad un graduale abbattimento delle strutture e ad un completo isolamento del castello, così come lo vediamo oggi (nel 1886 fu demolito il Bastione di Santo Spirito e nel 1870 l’edificio della Gran Guardia). Purtroppo, questa trasformazione comportò la distruzione dell’antica cinta muraria Aragonese (inglobata nei riempimenti borbonici), i cui resti sono stati in parte riscoperti grazie agli scavi per la metropolitana, in particolare la base “segata” del torrione dell’Incoronata, il più antico della cinta.

Napoli - Edificio della Gran Guardia di cavalleria (1858)



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