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l’evoluzione della valigia

Creato il 16 gennaio 2011 da Luci

la mia prima valigia era assai grande. l’ho consumata quando vivevo a liussembiurghio.

ne comprai un’altra ASSAI più grande, che ancora mi fa compagnia e che ha fatto milioni di volte dresda-pisa (o firenze) e l’equivalente di un paio di volte il giro dell’equatore.

poi, stanca del peso e con la voglia di portarmi dietro un bagaglio a mano in modo da  non rischiare smarrimenti, mi sono comprata un trolley più piccolo.

stamani, per l’aquila, ho aperto la minivaligia comprata ai saldi: dimensioni minuscole, contiene: un paio di pantaloni, due gonne, due maglie, calze, calzini %Co, cose varie da femmina (dallo spazzolino alla spazzola per capelli, più o meno, sono una femmina assai spartana), un paio di scarpe eleganti e forse ma forse riesco a infilarci il computer.

non sono sempre così fortunata, nel senso che vado via per pochi giorni, in un posto che conosco bene, in un albergo (il che evita asciugamani e accappatoi).

non sono né una patita del microbagaglio né del contrario, registro solamente che la mia valigia si è ristretta nel tempo, è diventata più ragionata, più essenziale, più leggera.

solo che adesso ho una domanda:

dove lo infilo il chilo d’aglio di sulmona che mi sono ripromessa di riportare in tosKana dall’abruzzo?

:D


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