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L’indipendenza d’Algeria vista dall’Italia

Creato il 05 dicembre 2013 da Ilcasos @ilcasos
Continuano i «Percorsi storici» del Caso S. (programma completo) con il secondo appuntamento. Questa volta al centro del dibattito metteremo la guerra d’Algeria, evento studiato sotto molti punti di vista. Il taglio del lavoro che verrà presentato, tuttavia, è quello ancora poco indagato della partecipazione italiana a questo evento della decolonizzazione africana con un lavoro che si concentra sulla figura di Giovanni Pirelli. Anche qui problemi metodologici sono molteplici: dalla difficoltà di documentare reti che, per forza di cose, dovevano essere clandestine alla difficoltà di analizzare, anche attraverso alcune importanti testimonianze orali, la figura di Giovanni Pirelli, erede di una grande dinastia industriale cui oppone il suo rifiuto di intellettuale e socialista.

Dove: Aula Torresani (ex Aula 39), complesso di S. Giovanni in Monte, (P.zza S. Giovanni in Monte 2, Bologna >mappa)
Quando: lunedì 9 dicembre 2013, ore 17.00

giovanni_pirelli

Giovanni Pirelli (fonte: Ist. E. De Martino)

Giovanni Pirelli l’ho conosciuto brevemente ma mi folgorò, mi colpì moltissimo sia per il calibro intellettuale, che per lo stile e per la cortesia infinita. Andai a casa sua accompagnando una mia amica, la cantante Catherine Sauvage, che apparteneva in qualche modo al “Réseau Jeanson” e sosteneva l’opposizione alla guerra d’Algeria. In quel caso Giovanni si prodigò per aiutare due donne, una liberata e l’altra fuggita dalla prigione della Roquette a Parigi. Fu prodigo di aiuti. Mi lasciò questa impressione di dignità, di un grande coraggio ed energia, umanità insomma.[1]

La guerra d’indipendenza algerina, meglio conosciuta come guerra d’Algeria, è stata una delle più cruente guerre di decolonizzazione del ‘900. Si calcola che all’incirca due milioni di soldati francesi abbiano attraversato il mediterraneo tra il 1955 e il 1962. Essa ha fatto crollare un’intera repubblica, la IV, dando vita al sistema politico presidenziale francese che conosciamo tuttora. Ha prodotto centinaia di migliaia di morti, circa un milione di rimpatriati francesi/europei, un numero imprecisabile di torturati. Ma soprattutto ha causato una lacerazione della memoria francese su questi eventi ancora oggi tutt’altro che sanata.
L’impatto che questa guerra ha avuto a livello internazionale è stato considerevole. L’interessamento italiano, sotto tanti punti di vista, è stato molto significativo e si è concretizzato in diverse forme segnando, fra l’altro, il punto di partenza del fenomeno anticolonialista e antimperialista nella penisola. Il grande protagonista di questo interessamento italiano è stato indubbiamente Giovanni Pirelli che, con il suo enorme impegno personale, ha cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica italiana sulla tragedia algerina, portando a conoscenza, tra le altre cose, l’opera del pensatore-psichiatra Frantz Fanon.

Tullio Ottolini, neolaurato e studioso dell’Algeria nel passaggio da colonia francese a stato-nazione indipendente, condividerà con noi la sua ricerca condotta direttamente sull’archivio personale di Giovanni Pirelli e non solo. Durante l’incontro verrà distribuita una bibliografia di riferimento (a breve scaricarla su questo sito in .pdf).

Note   (↵ returns to text)

  1. Colloquio con Mario Dondero, Orta San Giulio, 25 aprile 2008 (reg. di C. Bermani), cit. in Cesare Bermani, Giovanni Pirelli: un autentico rivoluzionario, in «L’impegno», a. XXVIII, n. 2, dicembre 2008, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e Vercelli; versione online qui.↵

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