L'Internet delle cose è già realtà, e cambierà tutto #IoT

Da Intervistato @intervistato

“340 Undecillion”  Un numero quasi impronunciabile, 340 trilioni di trilioni di trilioni, o 2x10^38, se preferite. Un numero con 39 cifre che corrisponde agli indirizzi assegnabili dall’ IPv6, il successore dell’IPv4, oramai vecchio di 31 anni, ma ancora largamente in uso. 
Perchè è importante, questo IPv6 ? Beh, innanzitutto perchè va a colmare uno dei limiti del vecchio protocollo, ovvero, il “basso” numero di indirizzi attuali che stanno diventando sempre più rari e costosi, ma sopratutto potrebbe dare il via in modo clamoroso a quello che viene chiamato ”Internet delle cose” (IoT / Internet of Things).
Il momento è quello giusto: le tecnologie attuali permettono di condensare in poco spazio e a poco costo degli oggetti “smart” che, fino a poco tempo fa, erano impensabili; si pensi solo al già citato Raspberry_PI, ma anche alle italianissime schede Arduino, e molte altre che si stanno affacciando al mercato e agli sviluppatori.
L’argomento è nell’aria già da qualche anno, ma, grazie anche appunto alle schede low cost come Arduino e alcuni servizi pionieri, come COSM (ex Patchube) e l’italiano Paraimpu è già possibile creare in poco tempo delle applicazioni che facciano da “ponte” tra il mondo fisico e il mondo della rete. Ultimamente, alcuni produttori di elettronica di consumo, come Belkin, hanno cominciato a produrre degli interruttori comandabili da remoto direttamente da PC o Smartphone, ma anche da servizi come IFTTT; il che apre parecchie possibilità alla fantasia, si pensi solo che IFTTT ha, al momento, 59 canali, che vanno da Twitter a Facebook a Dropbox, tutti interfacciabili con un dispositivo fisico.
L’esempio più lampante è quello di poter, ad esempio, accendere una lampadina con un check in di foursquare, o un tweet. E se le lampadine fossero 12, e fossero montate su un Albero di Natale? E’ L’esperimento che si stà tenendo a Lonate Pozzolo, dove un Albero di Natale di 12 metri, realizzato con 34.000 bottiglie di plastica riciclate, si accende mediante parole chiave come “pace”, “amore”, “gioia” e altre; il tutto grazie a Paraimpu e alcune schede Arduino.
Altri oggetti che stanno arrivando sul mercato sono i termostati NEST, oggetti intelligenti e di design (NEST è stato realizzato dallo stesso creatore dell’ iPod),  ma molto arriverà nei prossimi mesi. La Cina ha deciso di investire 800 milioni di dollari nell IoT, i fabbricanti di chip stanno sfornando oggetti sempre più piccoli e in grado di dialogare ( tipicamente via IP) con altri oggetti e con servizi centrali. Alcuni servizi già ci sono, altri ne nasceranno sicuramente, appoggiati ai grandi Cloud e al BigData.
L’IPv6, come già detto, è stato lanciato ufficialmente quest’anno, ed è in grado di mappare, teoricamente, ogni oggetto di questa terra, tanto che qualcuno ha già azzardato che in un prossimo futuro sarà possibile tracciare la vita delle banconote da 20 Dollari, che risultano essere tra le più falsificate.
Noi, più realisticamente, ci aspettiamo che finalmente gli elettrodomestici che abbiamo in casa comincino a dialogare tra loro, non solo per dirci che in frigo il latte è finito, ma anche e sopratutto in ottica di risparmio energetico, ottimizzazione e domotica. L’internet delle cose è già realtà, e cambierà tutto.
Luca Perencin | @No_CQRT



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