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L’orgoglio radicale

Creato il 07 settembre 2011 da Malvino

Stamane, chiudendo la sua consueta rassegna stampa su Radio Radicale, Massimo Bordin ha detto: “Infine, sulla pagina delle lettere de Il Foglio, c’è un’appuntita critica ad un articolo di Angiolo Bandinelli da parte di un lettore a proposito di alcuni giudizi di Bandinelli sull’arte, che è questione opinabile per eccellenza. Ma tutto questo deve riempire di orgoglio i radicali perché la replica di Giuliano Ferrara è: «Da un maestro indiscusso, accettiamo ogni cosa». E quindi non solo difende Bandinelli, ma lo definisce pure un maestro indiscusso”Duole deludere lui e i radicali, ma il maestro indiscusso al quale faceva riferimento Ferrara non è Bandinelli, ma l’autore dell’appuntita critica, Giulio Paolini, pittore e scultore di fama internazionale. In quanto all’appuntita critica, si trattava della correzione di ben 5 errori, tutti gravi, commessi da Bandinelli nella sua sciatta pagina sull’Arte Povera, pubblicata su Il Foglio di sabato 3 settembre: non si trattava di giudizi personali, che sull’arte sono sempre opinabili perché attinenti al gusto, ma di solari cazzate, palesi errori di documentazione storica e tecnica. Ferrara non poteva che prenderne atto, ma, non potendo dare pubblicamente del coglione a Bandinelli, ha preferito dare dell’indiscusso maestro a Paolini, in ossequio al principio di autorità che così gli consentiva di svicolare dalle questioni di merito sollevate in quella asciutta letterina.Qui potremmo fermarci,  ma l’errore nel quale è incorso Bordin rivela un altro dato degno di interesse: l’orgoglio radicale, quel sentirsi sale della terra che promuove anche un cretino a superiore intelletto per il solo avere in tasca la tessera di un partito politico, che però sarebbe meglio definire setta. Non è il caso di intrattenerci troppo su questo, basterà solo rammentare a Bordin, se dovesse passare da queste parti, la differenza che cè tra un Paolini



e un Bandinelli  

Così l’orgoglio radicale si dà una calmata.



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