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La campagna elettorale online

Creato il 10 gennaio 2013 da Fabio1983

L'altra volta, c'eravamo lasciati con questa previsione: “Si andrà verso una ‘internettizzazione’ delle campagne elettorali”. E a ben vedere, Sara Bentivegna, professoressa di Comunicazione politica all’Università La Sapienza di Roma e autrice di Parlamento 2.0 e Campagne elettorali in Rete, aveva ragione: “Direi che la Rete è ormai uno strumento imprescindibile, lo dimostra la stessa iniziativa di alcuni giorni fa di Monti su Twitter”. “In questo momento – spiega Bentivegna a T-Mag – si assiste ad una massiccia 'strategia di presenza'. È importante esserci e come muteranno le dinamiche, lo vedremo più avanti”. Con la professoressa decidiamo perciò di passare al setaccio i tre principali leader. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, può permettersi, ad esempio, una dialettica più sobria. “Quella di Bersani (@pbersani) è una strategia integrata. Non ha bisogno di farsi 'sentire', per quanto la sua presenza online sia costante. Ciò dipende dal successo delle primarie e dall'opportunità di occupare a lungo la scena mediatica. Non necessita, come per altri casi, di polemiche ad hoc o di fare 'rumore', di toni urlati”. Berlusconi, invece, da sempre è più felice se c'è da andare in tv. Persino da Santoro. Non ama Twitter e recentemente lo ha ribadito forte e chiaro: “Useremo la Rete, la sto già usando, ma non so se userò Twitter perché noto molte cattiverie inutili e credo che un’affermazione lì potrebbe scatenare un universo di risposte negative”. “Berlusconi – afferma Bentivegna – è stato per molto tempo distante dalla Rete perché la ritiene un ambiente a lui ostile. I suoi consulenti, però, sanno che i media tradizionali, da soli, non sono più sufficienti. Dunque proliferano account satelliti su Twitter, su tutti@Berlusconi2013, che seguono una strategia volta a creare un potenziale 'effetto polverone'. Si tratta, in ogni caso, di un modello che funziona, data la consolidata partecipazione degli utenti”. L'ultimo approdo in ordine di tempo, è quello del premier Mario Monti. Anzi,@SenatoreMonti. “La candidatura incerta fino all'ultimo momento – prosegue nella sua disamina la professoressa della Sapienza – ha tenuto in sospeso la creazione del suo account e di quello di @scelta_civica, la lista che fa a lui riferimento. Monti si è subito distinto per il rapporto diretto con gli utenti tramite la formula question-answer. Le poche risposte concesse celavano alcune funzioni latenti. In particolare protrarre l'attenzione l'indomani della presentazione del logo di Scelta Civica. Poi quale occasione di ascolto delle istanze dei cittadini, anche per sondare gli umori degli utenti interessati alla sua agenda e ottenere così una banca dati in vista di una organizzazione più mirata”.


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