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La crisi de l'Unità, e la "carità pelosa "di Stefano Menichini

Creato il 19 luglio 2014 da Tafanus

Menichini-stefanoQualche giorno fa, in pieno dibattito sulla crisi finanziaria de "l'Unità", e prima che apparissero all'orizzointe improbabili "salvatrici" della levatura della Daniela Santanché e di Paola Ferrari "la pallonara", a sorpresa era apparso in un dibattito - a parlare in difesa de l'Unità, Stefano Menichini, il direttore di Europa Quotidiano, ufficialmente organo del PD, ma ufficiosamente - e scopertamente - organo della fazione del PD di marca renziana. Menichini aveva fatto un fumoso discorso su possibili fusioni fra l'Unità e Europa.

La cosa mi aveva molto insospettito. Innanzitutto perchè da ex uomo d'azienda ho sempre pensato che la "sintesi" fra due malati non ha mai partorito un giovanotto palestrato che scoppia di salute. Poi affioravano altre domande di contorno... Chi avrebbe ripianato i debiti? Come si sarebbe chiamato il frutto dell'innesto? Unitopa? Eurità? e chi l'avrebbe diretto, questo ircocervo? Stefano Menichini, o Luca Landò? o direttamente un cugino di Matteo Renzi? Una fretta caritatevole sospetta.

Oggi - con colpevole ritardo di qualche giorno - leggo un comunicato del CdR di "Europa", dal quale scopro che l'interessamento peloso di Menichini al salvataggio de l'Unità è probabilmente dovuto al fatto che "Europa" soffre di una malattia altrettanto grave di quella di cui soffre l'Unità. A questo punto, la strategia diventa chiara: si difende la sopravvivenza di un giornale d'area (anche se non totalmente sdraiato sul renzismo come Europa), per poter chiedere/pretendere azioni di salvataggio equiparabili. Perchè non si dovrebbe salvare Europa dopo aver salvato - forse - l'Unità?

Tafanus

Il comunicato del Cdr di Europa

L'assemblea dei redattori di Europa giudica irricevibili le comunicazioni della società editrice che ha disposto di avviare le azioni necessarie per la chiusura delle pubblicazioni della testata per la fine di settembre. Il Cdr si batterà in tutte le sedi per garantire l'uscita del giornale oltre quella data (Fonte: Europa Quotidiano)
L’assemblea dei redattori di Europa giudica irricevibili le comunicazioni della società editrice che, a seguito del recente Consiglio di amministrazione, ha disposto di avviare le azioni necessarie per la chiusura delle pubblicazioni della testata per la fine di settembre, qualora entro quella data non intervengano fattori nuovi in grado di rendere sostenibili i conti.
La data del 30 settembre, peraltro già indicata pubblicamente, è considerata dal Cda come il termine ultimo per trovare una soluzione che consenta il rilancio della testata, nonostante la società editrice Dlm Europa non sia gravata in alcun modo da debiti e, soprattutto, abbia attivato un regime di solidarietà conservativa per i giornalisti il cui numero si è già ridotto.
L’assemblea dei redattori di Europa ritiene inspiegabile la decisione di avviare le pratiche per la chiusura, non solo al netto della sostenibilità dei conti ancora in essere e dell’assenza di debiti pregressi gravanti sulla testata, ma anche a seguito delle rassicurazioni fornite pubblicamente da esponenti di vertice del Partito democratico che hanno espresso apprezzamento per la qualità del prodotto editoriale e per lo sviluppo online dove, nel corso del 2013 e nella prima parte del 2014, si è registrato un incremento del 300%.Un risultato tanto più importante perché in controtendenza rispetto ad altre realtà informative online (...il CdR parla di incrementi percentuali, ma evita accuratamente di parlare di numeri. Perchè - è solo un esempio - anche passare da 20 lettori a 80 rappresenta un incremento del 300%. Perchè il CdR non di parla di numeri e non di percentuali? e perchè non mette un bel contatore di accessi certficato sul suo sito? Solo per capire... NdR)
Tuttavia, l’assemblea dei giornalisti esprime più di un timore perché, al di là dei riconoscimenti arrivati anche in sedi ufficiali, non si sia ancora dato seguito all’impegno espresso a più riprese di accompagnare finanziariamente Europa in un percorso di rilancio che consenta il proseguimento delle pubblicazioni. Tanto più che sono al vaglio progetti editoriali per consolidare una maggiore presenza della testata sul web, anche alla luce dei buoni risultati fin qui conseguiti che mostrano l’esistenza di una richiesta forte dei contenuti che Europa è in grado di offrire.
Per tutte queste ragioni, il Comitato di Redazione si batterà in tutte le sedi, politiche e sindacali, perché si garantisca l’uscita del giornale oltre il 30 settembre, condizione essenziale per assicurare il suo rilancio.
Il Cdr di Europa

1607/0630/1200


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