La lettura dell’eccellente pezzo di Francesco Costa su Edwin Edwards, il quattro volte governatore della Louisiana che ieri 13 gennaio 2011 è uscito di prigione dopo aver scontato (senza condizionale ne sospensioni ne domiciliari) una condanna a dieci anni di carcere, inflittagli nel 2001, quando già aveva compiuto i settantaquattro anni, per corruzione, associazione a delinquere, estorsione e riciclaggio di denaro, chissà come chissa perchè, mi ha riportato alla mente un vecchio film in bianco e nero del 1958, “The last hurrah” di John Ford, con Spencer Tracy, ma non tanto per una qualche affinità tra i due personaggi (Edwards e Spencer Tracy nel ruolo di un sindaco di una cittadina americana che lotta per la sua rielezione) i quali anzi sono parecchio diversi nei caratteri e nelle storie, quanto per il senso della contesa e della democrazia che entrambe le vicende, quella di Edwards e quella della finzione filmica del 1958 narrata in “The last hurrah” ci restituiscono.
Si ha come la sensazione che la democrazia, il suo esercizio, e le sue regole siano proprio un’altra cosa da ciò che abbiamo conosciuto e ancora forse ci illudiamo di conoscere in questa nostra Italia.
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