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La “libellula” e 7 galassie nane

Creato il 11 luglio 2014 da Media Inaf
Questa immagine mostra il campo di vista del Dragonfly Telephoto Array, al centro la galassia a girandola M101. Nelle piccole immagini si vedono le sette nuove galassie. Crediti:  Yale University

Questa immagine mostra il campo di vista del Dragonfly Telephoto Array, al centro la galassia a girandola M101. Nelle piccole immagini si vedono le sette nuove galassie. Crediti: Yale University

Pensavate che solo i simpatici nani di Biancaneve fossero sette? Beh, non è così. Di recente, un team di astronomi dell’Università di Yale (Stati Uniti) è riuscito a fotografare un gruppo di ben sette galassie nane tutte orbitanti attorno alla Galassia Girandola M101. La particolarità di questa scoperta, oltre al numero di galassie, sta nel fatto che è stata realizzata grazie a un nuovo telescopio, il Dragonfly Telephoto Arraysi tratta di un sistema di imaging robotizzato che usa simultaneam  otto teleobiettivi Canon 400mm f/2.8 montati su altrettante camere CCD (Charge Coupled Device – dispositivo ad Accoppiamento di Carica) usate per la ricerca scientifica. Il telescopio è stato chiamato Dragonfly perché le lenti assomigliano all’occhio composto di un insetto.

Questo inedito gruppo di galassie può aiutare gli scienziati a fare un passo in avanti nello studio della materia oscura e dell’evoluzione delle galassie stesse. Le sette galassie nane sono state precedentemente trascurate a causa della loro natura di corpi celesti con luminosità diffusa e della loro bassa luminosità superficiale. I ricercatori hanno detto che la scoperta è avvenuta in un tempo di osservazione relativamente breve e tutto si è concentrato in una piccola porzione di cielo: “Abbiamo ottenuto un risultato unico già dalle prima immagini”, ha detto Allison Merritt, prima autrice di un articolo pubblicato su Astrophysical Journal Letters. “È stato molto emozionante”. Le proprietà delle sette galassie sono simili a quelle delle galassie nane già osservate nel Gruppo Locale, come Sextans I e Phoenix.

Il Dragonfly Telephoto Array è stato progettato da Pieter van Dokkum, a capo del Dipartimento di Astronomia dell’Università di Yale, e da Roberto Abraham, ricercatore dell’Università di Toronto. Sono stati utilizzati otto teleobiettivi con rivestimenti speciali che sopprimono la luce spuria all’interno delle ottiche. Questo rende il telescopio unico nel suo genere e adatto a rilevare la bassa luminosità superficiale delle galassie appena scoperte. Si tratta dello “stesso tipo di lenti che vengono utilizzate negli eventi sportivi importanti come la Coppa del Mondo. Questa volta, però, abbiamo deciso di puntarle verso l’alto” ha spiegato van Dokkum. Il telescopio compatto (delle dimensioni simili a un forno da cucina) è stato costruito nel 2012 presso l’osservatorio New Mexico Skies, a Mayhill (Nuovo Messico). “Stiamo esplorando una regione dello spazio con dei parametri che non erano mai stati considerati prima”, ha detto van Dokkum.

Gli scienziati di Yale, però, non si fermeranno qui: il passo successivo con ulteriori osservazioni sarà quello di determinarne la distanza per capire se queste galassie sono effettivamente associate a M101, se si trovano nel suo piano o solo sullo sfondo. Se è solo un caso che siano state osservate nella stessa direzione della Galassia Girandola, Merritt ha detto che questi oggetti rappresentano qualcosa di completamente diverso: “Può essere che queste sette galassie siano la punta di un iceberg e che ci siano migliaia di altri esemplari simili a loro nel cielo che non abbiamo ancora individuato. Magari si tratta di una nuova tipologia di oggetti celesti”. Merrit ha aggiunto: “Non rimarrei sorpresa se si trattasse di satelliti di M101″.

Per saperne di più:

Leggi qui l’articolo “The discovery of seven extremely low surface brightness galaxies in the field of the nearby spiral galaxy M101″di Allison Merritt, Pieter van Dokkum e Roberto Abraham

Fonte: Media INAF | Scritto da Eleonora Ferroni


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