Magazine Per Lei

La moglie di

Creato il 15 aprile 2015 da Barbaragiorgi @gattabarbara
Hillary Clinton

Hillary Clinton

Ho resistito giorni: non volevo scrivere di lei, di HILLARY CLINTON e della sua corsa alla Casa Bianca, per la Presidenza USA: esattamente, si è candidata alle primarie democratiche per le PRESIDENZIALI DEL 2016.

http://www.repubblica.it/esteri/2015/04/12/news/usa_hillary_clinton_annuncio_ufficiale_candidatura_presidenza-111780165/

Avevo deciso di non scriverne qui nel blog, ma intanto ne ho discusso ampiamente con amiche femministe in vari gruppi Facebook e altrove: ho notato una grande adesione e sostegno virtuale alla neo candidata. Molte, moltissime donne che vedono in lei una sorta di paladina del potere al femminile: della serie, “Hillary è la nostra riscossa”. O “riscatto” da secoli di …”accontentiamoci, stiamo da parte, domani andrà meglio”.

Io non la penso come la maggior parte delle donne con cui mi sono confrontata. Sono stata criticata. Ma va bene così, il confronto costruttivo è il sale della vita e delle teste intelligenti (non solo la mia, ovvio, anche quella delle mie interlocutrici, donne in gamba ed impegnate).

Perché – secondo me – HILLARY non è la “mia riscossa” o meglio la “nostra riscossa”? Perché nel corso del tempo ho necessariamente cambiato idea sul concetto del “basta che sia donna”. No, non basta, non mi basta: ci sono donne e donne, come ci sono uomini e uomini. Certo, è pur vero che agli uomini non vengono chiesti gli stessi tremendi requisiti che vengono chiesti ad una donna (tipo la stupidaggine dell’età), ma è anche vero che se la Politica (intendo quella  con la P maiuscola, quella del Potere) deve cambiare, non potrà mai avvenire con una donna che fa il copia-incolla di strategie al maschile. E Hillary ha sempre fatto un copia-incolla.

Non arrabbiatevi se menziono velocemente il sexgate, scandalo della relazione sessuale tra il marito Bill e la stagista Lewinsky: Hillary rimase incollata al suo ruolo di moglie ferita e magnanima che perdonava il coniuge traditore. Per amore di cosa? Del marito o del Potere? Perdonatemi, ma non credo alle favole da un po’ di anni.

E gli altri scandali? Quelli che la riguardano in prima persona: dal denaro di finanziamenti stranieri non meglio precisati alla Fondazione Clinton (da cui si è dimessa da pochi giorni) fino all’utilizzo di un account di posta elettronica personale durante lo svolgimento del suo incarico come Segretari* di Stato USA (andando contro le regole di sicurezza nazionali)… quelli li cestiniamo perché non sono rilevanti? Se chiedo trasparenza e correttezza a un uomo, sappiate, li chiedo pure a una donna (anche di più, sì, perché mi devo identificare in lei).

Non continuo con i peccati politici di Hillary, mi fermo qui. Dico solo che questa non è la POLITICA AL FEMMINILE che vorrei vedere. La Politica al femminile deve fare tabula rasa di quella al maschile, che ha prodotto danni nei secoli, devastando il Pianeta di guerre, stermini etnici, violenza, collassi economici ad effetto farfalla…  and so on.

No, non è questa la POLITICA AL FEMMINILE che vorrei vedere.

E non vorrei vedere soprattutto una donna che compie la sua corsa alla Casa Bianca solo grazie al fatto di essere una “moglie di”: perché Hillary Rodham Clinton, donna molto molto intelligente e molto molto astuta, non sarebbe ora a correre per queste primarie democratiche se fosse semplicemente una delle tante donne che sputano sangue per farsi largo da sole. Da sole, sottolineo. Non con la strada asfaltata dal marito e dalla fondazione di famiglia del marito.

Le amiche femministe mi dicono che compio errori di valutazione perché il Potere, in fondo è questo: non si può cambiare dall’oggi al domani e questa è l’unica strada da percorrere per avere una donna al comando.

Care amiche, ma è giusto continuare su una strada già tracciata? E’ questo il cambiamento? E’ questa la nostra “rivoluzione globale”?  E’ questa la Politica al femminile che vogliamo? Un copia-incolla delle logiche al maschile?

Non so se Hillary ce la farà. Vedremo. Ma, in ogni caso, la sua vittoria o la sua sconfitta non cambieranno la realtà delle donne.

Le donne salveranno il mondo: ma una di quelle donne non è Hillary Clinton.

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CONTATTI   15 APRILE  2015:   51.668

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