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La profezia dell’esagramma…

Creato il 30 aprile 2012 da Tnepd

La sindrome di fine Millennio sembra deflagrare a scoppio ritardato nelle coscienze dell’Uomo Occidentale degli Anni Duemila.
Non solo fra i teologi apocalittici, ma perfino fra gli scienziati più razionalistici c’è chi formula teorie sull’inevitabilità del collasso ecologico e della fine del Mondo (che ormai avrebbe superato il punto di non ritorno della sostenibilità ambientale rispetto alla sovrappopolazione).
Qualche storico inoltre sostiene che, quasi senza accorgercene,staremmo già combattendo la terza guerra mondiale (quella per accaparrarsi le fonti d’energia, e le fonti idriche).
La speranza è che nel nuovo millennio si compia la profezia del ricongiungimento del triangolo maschile e di quello femminile (l’esagramma di Salomone) per creare una società più giusta ed equilibrata.
E sembra proprio che sia la Massoneria, una scuola iniziatica solare, di soli uomini, a possedere la chiave che può liberare il Femminino dal suo estremo rifugio; l’unico in cui ha potuto trovare segreta protezione e sopravvivenza in questi duemila anni di persecuzioni da parte di un cristianesimo crudelmente misogino.
Tavola del Fr. A:.M:.
La sindrome di fine Millennio sembra deflagrare a scoppio ritardato nelle coscienze dell’Uomo Occidentale degli Anni Duemila. Ben lontano dalle isterie apocalittiche che accompagnarono il trapasso dell’Anno Mille, l’Uomo del Duemila, alla vigilia dell’ultima notte del ‘900, sembrava aver condensato tutte le sue psicosibi-millenaristiche” non più nell’alito del Drago che avrebbe potuto cancellare la sua esistenza terrena, bensì nella più banale paura di un “baco” che tutt’al più avrebbe potuto cancellare il suo estratto conto elettronico. Allo scatto della mezzanotte, anche il “baco informatico” si è però dileguato, e così hanno potuto cominciare in tutta ebbrezza i brindisi al “nuovo Millennio di Pace e Felicità”, senza afflizioni e senza obiezioni di coscienza.
Eppure pochi mesi dopo ci sarebbe stato l’attentato delle Torri Gemelle, la natura ed il clima avrebbero cominciato a palesare le loro terribili nevrosi con uragani e tifoni fuori stagione e il tremendo tsunami orientale, ed i popoli si sarebbero ritrovati alle soglie di conflitti di religione e di civiltà che sembrano riportare indietro la Storia di mille anni… ed ecco allora che, in ritardo, riaffiorano di nuovo le antiche paure millenaristiche dell’Apocalisse.
“Mille e non più Mille”. Non solo fra i teologi apocalittici, ma perfino fra gli scienziati più razionalistici c’è chi formula teorie sull’inevitabilità del collasso ecologico e della fine del Mondo (che ormai avrebbe superato il punto di non ritorno della sostenibilità ambientale rispetto alla sovrappopolazione).
Qualche storico inoltre sostiene che, quasi senza accorgercene, staremmo già combattendo la terza guerra mondiale (quella per accaparrarsi le fonti d’energia, e le fonti idriche).
La televisione distrae e rassicura. Ma l’inquietudine e l’incertezza ci stanno rendendo sempre più psicologicamente fragili, insicuri, diffidenti nei confronti del prossimo, e soprattutto del “diverso da noi”. I pogrom sono purtroppo dietro l’angolo (caccie all’uomo e linciaggi sono già cominciati nei paesi islamici.
In Occidente per ora i principi laici di tolleranza sembrano reggere, ma fino a quando, ci si domanda, le reazioni xenofobe saranno trattenute?). La politica non sembra capace di offrire soluzioni.
Le masse sempre più smarrite cercano rifugi rassicuranti nelle religioni profane.
E qui trovano le stesse “certezze”… che, guarda caso, ci hanno condotto a questo stesso livello di “incertezza” morale e spirituale.
Qual è dunque il bilancio di questi duemila anni di dogmatismi ed integralismi, sia cristiani che islamici? Il soffio di Dio ha spento il fuoco dell’odio e della guerra? Nel suo nome abbiamo cessato di versare fiumi di sangue?
La nostra psiche ha trovato appieno il conforto e l’equilibrio che cercava?
La verità è che in Duemila anni questo equilibrio non è mai stato trovato.
L’uomo vitruviano, nelle sue perfette e sacre simmetrie esteriori, è in realtà stato mantenuto volontariamente in uno stato di menomazione e squilibrio interiore da un sistema di credenze elaborato apposta per renderlo perennemente “peccatore”, succube di sensi di colpa e bisognoso di “guide” e “mediatori” spirituali (il clero) per redimersi e pacificarsi con un “se stesso” inesorabilmente “diviso” fra corpo e anima.
In questo soprattutto la Chiesa Cattolica è stata magistralmente abile e determinata, nel negare ed occultare ogni principio equilibratore del Femminino che potesse incrinare la propria struttura dogmatica e maschile di controllo delle coscienze. In Duemila anni il Cristianesimo Istituzionale ha creato nell’individuo e nella società una Faglia Teologica profonda quanto quella di Sant’Andrea, basata proprio sul rifiuto del Femminino.
Un rifiuto che ha spaccato la psiche umana, e l’ha resa bisognosa di espiazioni compulsive rigorosamente gestite e amministrate da un clero esclusivamente maschile.
La Chiesa Cattolica continua a proporre come modello di santità un figlio celibe ed una vergine madre. In duemila anni questo ha significato la sistematica svalutazione della relazione coniugale e carnale fra due persone. La perdita del Femminino ha così avuto un impatto disastroso e destabilizzante nella nostra cultura. Al termine del secondo millennio di cristianesimo, sia il lato maschile che quello femminile sono quindi profondamente feriti.
Ma è soprattutto il genere maschile, frustrato dall’impossibilità di armonizzare tutte le sue energie, che rivela la crisi più profonda: brandendo armi sempre più potenti e difficili da controllare, aggredendo, distruggendo, stuprando la natura.
Il risultato finale della soppressione del Femminino non è solo l’inquinamento ambientale, l’edonismo, la violenza criminale: l’esito finale corrisponde all’olocausto.
La Storia ne ha già fornito una drammatica conferma, appena due generazioni addietro.
Nel mondo classico le energie erano invece meglio bilanciate.
Pare esistesse fra l’altro , come riporta Erodoto, un’usanza, l’anasymorai, ovvero l’ostentata esibizione dei genitali femminili alzando le gonne, che aveva il potere apotropaico di calmare l’ubris dell’uomo esagitato, di calmare le onde del mare, di scacciare i denomi e perfino di intimidire le divinità. Il pater Osiride, la moglie Iside, il figlio Horus formavano la suprema “triade egizia”, ben più equilibrata, dal punto di vista psicologico, della Trinità della Chiesa, totalmente maschile, “Padre, Figlio e Spirito Santo”… nella quale si può fra l’altro rilevare che l’ossessione misogina della Chiesa ha fatto perfino cambiare sesso allo stesso Spirito Santo che in origine rappresentava proprio la Sapienza Sacra Femminina, ovvero Sophia, o la più antica Shekhina, che nella più profonda tradizione ebraica era indicata come la consorte di Jahvè.E pensare che questa ossessione ha procurato una colossale svista fin dalle origini. Perfino nella Genesi, infatti, c’è una clamorosa contraddizione “grammaticale” che denuncia platealmente l’occultamento del Femminino Sacro da parte della Chiesa ufficiale, laddove il nome singolare di Dio corrisponde in realtà ad un plurale, “Elhoim” (come Cherubim è il plurale di Cherub), plurale che rivelerebbe come nella creazione del mondo avessero operato almeno in due, Maschile eFemminile, sia Dei che Dee.
Il singolare sarebbe El, Dio; Ale o Allah in arabo.Ma come il clero ebraico si è affrettato a negare e far dimenticare che Jahvè avesse avuto una Sposa, una controparte femminile, così il clero cattolico è stato ancor più risoluto nel negare qualsiasi “lato femminile” di Dio, nel negare che Gesù potesse avere avuto una moglie (Maria Maddalena) ed una discendenza, e nell’emendare qualsiasi espressione di sessualità, sacra o profana, dalla genealogia celeste. Sacralizzando piuttosto il celibato di Gesù (del quale non vi è per altro alcuna conferma nei Vangeli, semmai indizi opposti), e di conseguenza il celibato sacerdotale (di cui non vi è nessuna esplicita indicazione nelle Scritture, e che di fatto fu imposto tramite una serie di decreti amministrativi, il primo dei quali risalente al Concilio di Nicea (325), mentre il più esplicito definitivo è stato emanato da papa Callisto II nel 1123 (segno che fino ad allora – e probabilmente anche per molto tempo dopo – lo stesso clero si era concesso molte eccezioni “uxorie”).
La negazione della Sacra Sposa è il nocciolo del problema. E’ su questo che si gioca la partita cruciale della nostra civiltà alle soglie del nuovo millennio.
Ed è in questa partita che la Massoneria può, e forse dovrà, assumere un ruolo di fondamentale importanza. Apparentemente la stessa Massoneria, escludendo le donne dai propri templi, sembrerebbe dover giocare nel campo del Principio Maschile imperante, sostenuto dalla stessa Chiesa Cattolica. Ma (come ho già cercato di dimostrare in un precedente lavoro) i valori, le tradizioni, i simboli delle logge massoniche sembrano andare in tutt’altra direzione.
In realtà la Massoneria, oggi più che mai, può costituire l’arca gnostica della speranza di una società più equilibrata, una società finalmente reintegrata della sua sacralità femminile, in grado di evitare lo scontro fatale di religioni e di civiltà, verso il quale le fedi patriarcali stanno spingendoci, ed in grado anche di riappacificare l’uomo con la natura, evitando, in extremis, una catastrofe culturale e ambientale. E sembra proprio che sia la Massoneria, una scuola iniziatica solare, di soli uomini, a possedere la chiave che può liberare il Femminino dal suo estremo rifugio; l’unico in cui ha potuto trovare segreta protezione e sopravvivenza in questi duemila anni di persecuzioni da parte di un cristianesimo crudelmente misogino:lo stesso Tempio massonico.
Qui si conservano potenti simboli del femminino sacro: i rituali di Iside, le dee della sapienza e della bellezza (ed il quarto pilastro invisibile della dea dell’intelligenza e dell’intuizione), la stella fiammeggiante simbolo della rosa mistica, le melograne, la luna, la colonna Boaz, il Graal o Coppa delle Libagioni; vi sono poi le energie “sinistre” e “femminili” delle Sefiroth, vive ed attive all’interno della Loggia. Ma, soprattutto, all’interno della Loggia vi sono i Massoni, gli uomini che si sono consacrati ad un incessante perfezionamento interiore, proprio per essere “uomini nuovi”, pronti ad un nuovo incontro, più intimo e definitivo, con l’altra metà del genere umano. Per questo sostengo che la separazione dalle donne, durante i lavori del Tempio, ha il significato simbolico di farcene sentire la mancanza e l’importanza per il nostro completamento interiore. Del resto che scopo ha il nostro lavoro? Ricostruire il Tempio perduto di Salomone, ricomporre il suo Esagramma
Spezzato, per ottenere come profetica ricompensa “la Luce”. Ebbene ricostruire il Tempio di Salomone non significa forse ricostruire proprio la camera nuziale di Jahvè e della sua consorte, Matronit, o Shekhinha, che dir si voglia. Una ricongiunzione invocata dalle mitologie cabalistiche fin dalla distruzione del Tempio di Gerusalemme ad opera dei romani nel ’70 dC. Da allora Jahve deve regnare da solo in Cielo, separato dalla sua componente femminile, la Dea Terra. Per riportare equilibrio nella società, secondo gli stessi cabalisti (ma anche secondo molti teologici e filosofi medievali, finiti ovviamente tutti all’indice) bisogna infatti reintegrare il principio femminile nel paradigma celeste. Solo così si potrà applicare appieno il principio esoterico “Come in cielo così in terra”.
Costruire un tempio, una cattedrale, per molti secoli di arte sacra, ha significato creare un immenso corpo femminile per contenere e pacificare il principio divino maschile.
Le similitudine simmetrica fra corpo femminile e le parti architettoniche di una cattedrale sono state ampiamente studiate, e qui non vale la pena di dettagliarle.
Semmai acquista importanza la ricongiunzione dell’esagramma spezzato, che significa appunto celebrare nuovamente le Nozze Sacre fra maschile e femminile.
Significa riportare armonia fra il triangolo all’insù, maschile, ed il triangolo all’ingiù, femminile, che solo intersecati possono rendere davvero potente e benefico questo impareggiabile e magico sigillo. Sono molte le implicazioni – esoteriche, culturali, religiose (in senso profano) e politiche – di quest’opera di ricongiunzione alla quale apprendisti, compagni e maestri massoni è bene che si dedichino con particolare impegno in questo “crocevia” millenaristico, così esiziale ed importante per l’intero genere umano.
Dal punto di vista esoterico, la profezia dell’esagramma, o pentacolo di Salomone, ha un valore di assoluta importanza per la Chiesa Segreta (quella dei Vangeli gnostici, del Graal, dell’eresia albigese e templare) che ha trovato rifugio, più o meno consapevole, nei templi massonici.
Era un simbolo sacro a Venere: in quanto l’orbita del pianeta dedicato alla Dea dell’Amore ogni otto anni formava, attorno al Sole, un perfetto pentacolo.
Tale simbolo era riflesso sul terreno grazie a cinque vette che formavano un perfetto pentagramma nelle terre allora presidiate dagli stessi Templari, nel cuore della Provenza (dove era custodito il segreto del Sangraal, della sua discendenza merovingia), come un tempio naturale dedicato alla loro Signora, la Maddalena.
Dal punto di vista exsoterico, profano, da questo simbolo si possono trarre l’energia e l’impegno necessari per creare una società più giusta ed avanzata, correggendo le distorsioni ed i pericoli di un’immagine esclusivamente maschile di Dio, che, secondo il noto principio “come in cielo così in terra”, porterebbe la società a creare istituzioni basate su un modello autocratico-maschile, Λ, con il potere concentrato nella parte più alta e ristretta, e con il popolo sfruttato costretto a rimanere nella parte basse (la base del triangolo maschile). In una società temperata da principi femminili,V, i bambini sono curati e le vedove consolate; è incoraggiato lo sviluppo delle arti, l’infanzia è felice, il lavoro è produttivo, al gente vive in armonia.
Le esigenze “dei più”, che compongono la base superiore del triangolo femminile, sono all’apice del sistema, che delega al vertice del triangolo femminile. I tanti, esprimono uno.
E’ questa la democrazia. Non è un caso che questa distinzione dualistica – “testa” e “cuore”; autocrazia e democrazia – si rifletta tradizionalmente nella terminologia politica, dove il Lato Destro, maschile, è in genere conservatore, ed il Lato Sinistro, femminile, è in genere liberale, progressista. Di solito, infatti, è proprio la “Sinistra” politica, quella del lato femminile, che tradizionalmente si preoccupa, più della Destra, dei bisogni degli “anawim”, “i più piccoli” delle Scritture ebraiche. Probabilmente sarà proprio l’emancipazione femminile ad aprire dall’interno la strada ad un Islam più laico e tollerante, e sarà probabilmente proprio la donna islamica l’interlocutore privilegiato del dialogo fra Occidente Cristiano ed Oriente Musulmano. E’ quanto meno la speranza più concreta che possiamo avere, visto l’evidente fallimento del confronto maschile di questi ultimi anni.
Un confronto sempre più muscolare, che sembra tendere unicamente ad un nuovo equilibrio del terrore. Un equilibrio per altro assai instabile e pericolosamente precario, fra terrorismo e corsa integralista al nucleare. Ormai basterebbe un colpo di Sole (o una semplice impennata di testerone maschile) per far saltare il mondo. C’è da sperare che la Luna, ovvero l’influsso del Femminino, si faccia presto sentire maggiormente.
E’ un richiamo valido anche per le logge ed il loro viatico iniziatico (quando lo si ritenesse, a torto, esclusivamente solare/maschile): “Dove splende sempre il Sole, sotto c’è il Deserto”. Privato degli influssi e della sua controparte femminile, il principio maschile frustrato si inaridisce. Le foreste saranno bruciate, i fiumi prosciugati, la terra si spaccherà.
Sarà il deserto. E sarà arida anche l’anima dell’Uomo che non potrà più raggiungere una reale intimità con la sua “altra metà”, se non attraverso una reale e sincera valorizzazione del femminino.Sarebbe, al contrario, come vivere lobotomizzati, privi di un emisfero cerebrale, in questo caso il lato orientato verso la mano sinistra, il lato femminile, artistico/intuitivo; per vivere unicamente un incubo di assoluta e deprimente razionalità maschile. Tocca quindi agli iniziati preparare il terreno a questo salvifico recupero del Femminino. Una missione importante, legata anche ad evento cosmico che potrebbe costituire l’occasione, millenaria, di un “nuovo inizio”.
Ogni 2160 anni, infatti, sembra che si susseguano importanti modificazioni nelle civiltà umane, allorché il Sole cambia segna zodiacale, in funzione della variazione dell’orientamento dell’asse polare terrestre (legge della precessione degli equinozi).
Ebbene quella che sta per concludersi è l’Età dei Pesci (iniziata nel primo anno d.C., e contraddistinta appunto dalla vicenda di Gesù, l’Ichtus il Pesce, e del Cristianesimo, così come lo abbiamo descritto finora), mentre sta per aprirsi l’Età dell’Acquario, che ha in sè l’idea di Lavacro, Purificazione, e rimanda ad una nuova era di rinascita spirituale.
Una rinascita sacra, simbolizzata dalle Onde e dall’Acqua, simile alla rinascita battesimale. In altre parole un “nuovo inizio”, che però non può e non deve essere tradito.
Spetta anche a noi massoni vigilare perché questo non avvenga. Innanzi tutto vigilando sui simboli. Il tradimento della Buona Novella annunciata dalla Costellazione dei Pesci, quella che salutò la nascita del redentore ed orientò i Magi, in fondo è cominciato proprio dall’elusione del simbolo astrologico, un simbolo doppio (chiaramente maschile e femminile, ying e yang) trasformato subito dall’iconografia cristiana in un simbolo singolare, il Pesce, usato come riconoscimento dai primissimi cristiani: Ora il simbolo dell’Acquario, sotto forma di onde, ha molte più valenze duali, maschili e femminili, che difficilmente potrà esser alterato. Ma occorre vigilare egualmente.
Il primo passo non potrà che essere la reintegrazione del Femminino nel pensiero e nella mitologia cattolica, il che significa il farsi largo di testi ed esegesi storiche più precise sul ruolo di Maria Maddalena e sul suo rapporto, probabilmente anche carnale, con Gesù.
Le evidenze sono già ora numerose e sempre più diffuse fra le genti, ma la Chiesa riesce ancora ad ignorarle. Fino a quando? Forse saranno proprio le “onde” dell’Acquario a travolgere le sue ultime resistenze… Non a caso queste onde formano schematicamente una doppia M, così come con la doppia M (Maria Maddalena) saranno indicati tutti gli anni del prossimo Millennio, il millennio dell’Acquario.
E quando la Sposa/Sorella sarà reintegrata nel paradigma celeste, toccherà alla Massoneria, probabilmente, riportare alla luce e rendere disponibili tutti i simboli ed i segni che hanno permesso al Femminino Sacro di sopravvivere sulle facciate delle chiese, nei testi segreti, nelle leggende del Graal, nei tarocchi, eccetera, in oltre duemila anni di persecuzioni.
A cominciare dalla stessa M di Massoneria: la decima lettera retrograda dell’alfabeto ebraico; “Mem”, la decima lettera contando a ritroso dall’ultima, “tau”, come una sorta di mistico count-down, il perfetto conto alla rovescia, verso l’ora X, del fato e della storia; “X” simbolo della tetractis pitagorica, basata appunto sull’armonia racchiusa nel numero dieci; un implicito messaggio di annuncio e di attesa di un nuovo avvento storico e spirituale; il conto alla rovescia di una nuova era.In realtà il valore numerico-cabalistico (ghematria) della Mem è 40; la lettera Mem rappresenta il Rivelato ed il Nascosto, Mosè ed il Messia, e per questo la lettera M è un perfetto simbolo anche della Massoneria, l’arte delle verità velate per eccellenza. Quanto al valore ghemantrico: 40 furono i giorni del Diluvio Universale (Genesi 7:4); Mosè stette 40 giorni e 40 notti sul monte Sinai; si ribadisce insomma che la M, “mem”, simboleggia la preparazione ed il realizzarsi di un trapasso, il travaglio di una trasformazione, in ogni caso una radicale catarsi-rigenerazione del mondo, come avvenne appunto in seguito al Diluvio (da cui è fin troppo facile trarre ulteriori analogie simboliche con il prossimo avvento dell’Era dell’Acquario).
La M, come dicevamo, graficamente non richiama solo l’increspatura ondosa del sinbolo zodiacale dell’Acquario; ma anche lo ierogramma animale connesso alla mucca ed evocante il muggito. La mucca che offre il latte della vita. Simbolo materno primigenio.
Unito alla lettera “a”, lettera prima, chiave e gnomone di tutte le lettere, il primo suono(simbolo di principio, vagito), rafforza e raddoppia – “ma-ma – il suo significato di mater, madre, mare, e di tutto ciò che è connesso nell’area indoeuropea al concetto di maternità, parto, generazione…La lettera numero dieci (risalendo l’alfabeto ebraico da destra a sinistra, come vengono normalmente scritti e letti i testi ebraici), la M di Massoneria e di Maria Maddalena, richiama altri due simboli esoterici importantissimi: la “X” (o croce di Sant’Andrea) e la decima carta dei Tarocchi “la Ruota della Fortuna”.
Tutto questo quasi a suggerire che quella che s’avanza – fra ipotesi apocalittiche del presente e speranze del prossimo futuro nell’avvento dell’Acquario – è, come già abbiamo detto, una vera e propria “Ora X”.
La “X” è il simbolo iniziatico dei pitagorici. E’ il simbolo esoterico distintivo degli alchimisti e dei costruttori di cattedrali. E’ il simbolo che intreccia con le gambe il talamone più anziano, alle porte della Cattedrale di Ferrara, quello che attira l’attenzione verso un’entrata secondaria consacrata (con un sacro scongiuro a pollice incrociato ed indice e medio congiunti) alla Dea (in bassorilievo sporgente).
La “X” è sempre stata un potente simbolo ermetico dell’eresia del Graal e della Chiesa Segreta.Si dice generata da una Croce di Lorena inclinata (doppia X) considerata anche un simbolo di appartenenza proprio alla massoneria.
La X è soprattutto il glifo della parola LUX “Luce” scritta in caratteri greci.
Anche in questo caso con un sottinteso femminino: Maria Maddalena era detta dai fedeli in terra di Francia “Maria Lucifera”, portatrice di Luce, con lo stesso appellativo vennero contrassegnate anche “Diana Lucifera” e “Iside Lucifera”, dee illuminatrici della mente e dell’anima, in grado di creare un legame mistico fra corpo e psiche, fra eros e anima. Naturalmente per la Chiesa Cattolica “Lucifero” è un termine satanico.
Scriveva però Eliphas Levi: “Nulla è più assurdo dell’attribuzione del nome di Lucifero al Diavolo. Il Lucifero intellettuale è lo spirito dell’intelligenza e dell’amore; è il paracleto, è lo Spirito Santo, mentre il Lucifero fisico è il grande agente del magnetismo universale”. Lucifero è la Stella del Mattino, che appare come la più luminosa sia al tramonto che all’alba (morte e resurrezione). Il nome di Satana come sinonimo di Lucifero fa parte dunque della solita disinformazione clericale. Divenne ufficiale fra i cristiani solo fra la fine del primo e l’inizio del secondo secolo d.C., ad opera di Origene (185), lo stesso patriarca che non esitò ad evirarsi per imitare quello che riteneva fosse il voto di celibato perfetto ed assoluto fatto da Gesù. Una psiche (maschile) evidentemente con problemi di equilibrio.
La X, come simbolo distintivo del sapere iniziatico e del credo gnostico, appare in moltissimi quadri del medioevo e del rinascimento, in particolare in molte Madonne con Bambino e Maddalene del Botticelli, del Beato Angelico, del Crivelli, eccetera.
Tant’è che ad un certo punto divenne sospetta da parte dell’Inquisizione, ed allora i temi dei quadri gnostici divennero Sant’Andrea, San Giorgio, San Michele, con le loro croci rosse (templari) inclinate. Sant’Andrea, martirizzato su una croce ad X, divenne il patrono della Scozia (terra rifugio dei templari scampati alla persecuzione dell’ordine).
E la sua croce compare tuttora nella bandiera del Regno Unito, sovrapposta, quasi a barrarla con la propria implicita eresia, alla croce della Chiesa Ufficiale.
La X è anche il simbolo del Crocevia: ed è questo il perno della decima carta dei Tarocchi (nati come catechismo gnostico della Chiesa Segreta o della Chiesa della Sposa Perduta): “La Ruota della Fortuna”, detta anche la Ruota del Destino. Il destino è quello che avvolge l’uomo fra due turbini concentrici. Sono le forze opposte che attraggono e si contendono il suo corpo e la sua mente. Egli deve ovviamente bilanciarsi fra queste, ma alla fine deve comunque scegliere una direzione. La Sfinge presiede e sovrasta questa scelta, per la quale l’uomo dovrà VOLERE ed OSARE basandosi sull’intuizione.
E l’unica intuizione di cui non potrà mai pentirsi è quella dettata dall’Amore.
Una scelta promettente, ma non priva di rischi. Perché la Donna è sì catarsi e sublimazione, ma è anche Maat, giudice, è anche Erinni, collera e castigo. Perché, a ben pensarsi, è proprio il nostro atteggiamento verso la Donna, il Femminino, che ci misura come esseri umani, ed è in questo rapporto che finiamo per valutare la nostra intima coscienza virile.
E’ la nostra promessa. E’ la ricerca alla quale ci siamo votati sulla Coppa della Libagioni, allorché ci siamo proclamati seguaci di Hiram… che pronunciato specularmente richiama il nome di Maria/Miriam, Signora delle Onde, Signora dell’Età dell’Acquario.
Signora del nostro passato, e più che mai del nostro futuro.

Andrea Musi :.



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