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La rosa della banlieue

Da Dragor

DDDDDDDDDDDDDDD108_rose_rouge_red_naomi    Sono andato a trovare degli amici che si  sono appena trasferiti nella cité Vallons des Fleurs, nella banlieue nord di Nizza, e ho avuto una straordinaria sorpresa: Vallons des Fleurs è tutta diversa dalle altre cités HLM (Abitazioni ad Affitto Moderato, quelle che in Italia si chiamano case popolari). Niente bombardamento di sassi sulla macchina del forestiero. Niente tentativo di aprire la portiera per rubare la borsetta della signora. Niente tag sui muri. Niente lampioni fracassati. Niente spacciatori di droga nelle hall degli immobili. Niente cassette delle lettere vandalizzate. Niente ascensori bloccati. Niente cantine trasformate in depositi di armi e di oggetti rubati. Niente discariche selvagge. Niente visitatori sgozzati perché scattano fotografie. Niente pittbull o rottweiler. Niente bianchi barricati in appartamenti decorati con croci uncinate e ritratti di Le Pen. Siamo lontani mille miglia dalle cités come L’Ariane o i Moulins, dove  perfino la polizia ha paura di mettere piede. Non soltanto la cité Vallons des Fleurs, 15.000 abitanti, edifici  degli anni Sessanta ma ristrutturati e dotati di porte elettroniche, ha un clima idillico,  ma potrebbe servire di modello a molti quartieri borghesi. Quando s’incrociano, gli abitanti si salutano con un sorriso. Le madri socializzano portando i bambini  nel campo di giochi. C’è anche un autentico campo di calcio per i ragazzi più grandi nel quale ogni tanto si organizzano feste o svendite. Eppure c’è gente di tutte le razze: blacks, beurs, rom, magrebini, ceceni, afghani, cambogiani, cinesi, curdi e perfino qualche bianco. Tutti vanno perfettamente d’accordo e la cité è un  modello d’integrazione sociale.

 

   Incuriosito, ho cercato di  capire la causa, chiedendomi se fosse possibile riprodurla altrove per eliminare per sempre il problema delle periferie “calde” e risolvere una volta per tutte il problema dell’integrazione degli immigrati. Perché, mentre le altre banlieues sembrano la Striscia di Gaza, Vallons des Fleurs sembra un paradiso terrestre? Ho fatto due passi nella cité e ho interrogato un’anziana signora che portava a spasso il suo Yorkshire (che detto per inciso salutava sorridendo i bellissimi gatti che incontrava sul suo cammino invece di ringhiare come fanno gli Yorkshire delle altre cités). “Perché andate così d’accordo?”, le ho chiesto. “Perché?” , ha detto lei. “Perché?” Si è guardata intorno e ha inspirato a pieni polmoni. “Sarà l’aria buona che viene dalle montagne.” Ha ridacchiato. “No, guardi, glielo dico io perché andiamo d’accordo.  Vede questi fiori?” Ha accennato a uno splendido arbusto di rose. “Secondo lei la gente può essere cattiva, con  dei fiori così belli?” “Infatti il quartiere si chiama Vallons des Fleurs”, ho osservato. “Proprio così” ha detto lei. “Non puoi abitare a Vallons des Fleurs ed essere cattivo. I fiori fanno diventare buona la gente.”

 

   Che sia vero? Se i fiori funzionano con i cannoni, forse funzionano anche con le banlieues. Mettete dei fiori nella vostra banlieue.

  Dragor

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