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La schiuma dei giorni di Boris Vian

Creato il 22 settembre 2013 da Gorgibus @chiaragorgibus
La schiuma dei giorni di Boris Vian La schiuma dei giorni, di Boris Vian
 Traduzione: G. Turchetta Edito: Marcos y Marcos Pagine: 268 ISBN: 9788871680712 Prezzo di copertina:  14,50 €
"E' terribile" disse Colin. "Sono allo stesso tempo disperato e terribilmente felice. E' molto piacevole avere così tanta voglia di qualcosa."   
La schiuma dei giorni è un libro caleidoscopico in cui le parole, i concetti, gli oggetti e persino gli esseri animati si mescolano per restituire al lettore qualcosa di nuovo e totalmente originale. 
La storia si apre su Colin e sulla sua enorme e ridente abitazione, sin dalla prima pagina ci si accorge che Vian non è uno scrittore come gli altri, che il surrealismo è portato ai limiti più estremi, e la cosa un po’ ci disorienta e un po’ ci diverte. Se da un lato le strane invenzioni come il pianocktail abitano un mondo di fiaba, dall’altro la leggerezza con cui è descritta e affrontata la morte, quasi da cartone animato, restituisce la sensazione di una società grottesca fatta di persone concentrate esclusivamente su se stesse.
Colin è un ricco rampollo che ha come unica occupazione quella di divertirsi e di tenersi lontano dal lavoro. Quando il suo amico Chick conosce una ragazza, Colin si sente escluso e decide di doversi innamorare, ed è così che conosce Chloè, la giovane fanciulla che gli ruberà il cuore. La schiuma dei giorni non è tuttavia una commedia romantica ma un libro drammatico e, al ritorno dal viaggio di nozze, Chloè si ammala prosciugando Colin dai soldi e dalla propria vitalità. 
Non vi è luogo come la Parigi di Vian in letteratura che rispecchi altrettanto fedelmente l’animo e gli intenti dei protagonisti che la abitano. Tutto si modella sullo stato d’animo di Colin e dei suoi amici, mentre le loro anime cadono a pezzi, l’abitazione involve, invecchia, si restringe fino a diventare soffocante come la vita stessa. Il mondo perde luce e colore. Il lettore è trascinato senza sosta nell’evoluzione catastrofica della storia e se I’entrata in scena di Fiffero e Spancino in occasione del matrimonio strappa un sorriso, andando avanti con la storia gli strani personaggi che popolano questa città diventano motivo di ansia e smarrimento.
Accanto allo scontro di Colin con la malattia e con la realtà, c’è la storia del suo migliore amico Chick, che sembra non riuscire a crescere e che diventa l’espediente di Vian per prendersi gioco della corrente esistenzialista contemporanea alla scrittura del romanzo. Sartre diventa un prolifico Jean Sol Partre e i suoi seguaci dei folli disposti a lasciarsi calpestare da zampe elefantiache e a spendere tutti i propri soldi per l’acquisto di una reliquia del proprio beniamino, considerato alla stregua di un santo.
Lo stile di Vian è vivo e colorato, riesce a conservare la musicalità del francese anche in traduzione. La sua lingua è contaminata da giochi di parole, neologismi, calembour, doppi sensi, allusioni. L’autore riesce a creare immagini bellissime o terribilmente sgradevoli, grottesche, senza mai perdere la poesia e la dolcezza che pervadono tutto il romanzo. Le immagini che si stagliano vivide nell’immaginario del lettore sono spesso accompagnate da una colonna sonora che è scelta e scandita dall’autore, che sceglie l’ amato jazz per deliziarci anche l’udito.
La schiuma dei giorni è un romanzo pubblicato la prima volta nel 1947 che non è invecchiato di un solo giorno.
“Non mi ringraziare” disse Colin.
“A me non interessa che tutti gli uomini siano felici, ma che ciascuno lo sia”


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