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La Scuola Italiana.

Da Marlenetrn
La Scuola Italiana.

Ieri sera mentre eravamo a cena la Rana, tra un boccone e l’altro, così senza pensarci, parlando tra se e se, ha borbottato: “Brutto Marocchino”. Silenzio, il gelo, io e il Socio ci guardiamo esterrefatti, poi guardiamo lei con gli occhi sgranati. Lei ci guarda, ha capito di aver detto qualcosa di non proprio giustissimo, allora abbozza un sorriso furbetto poi butta giù il boccone e continua: “devi addare a casa tua, bai bia!”.

Il Socio sta per partire con un rimprovero a tutto volume, lo blocco e propongo di fare finta di niente. Lui protesta, io invece, sono convinta che la rana non conosca il significato di quello che ha detto, lo ha sentito e lo ha ripetuto e rimproverandola le avremmo solo dato la certezza che era una cosa trasgressiva da fare, e da ripete all’occorrenza per farci arrabbiare. Ne parlerò con le maestre all’asilo.

Stamattina porto la Rana in classe e parlo dell’accaduto con la maestra. Lei cerca di giustificarsi scongiurando l’ipotesi che l’abbia sentito in classe. Ma questo lo sapevo già, anzi ne ero più che sicura, voglio dire, in classe sono solo in 7 dai 2 anni in giù e per di più la metà parla appena. Quindi va da se che non è una cosa di classe. Il problema sono i momenti di gioco comune con i più grandi ed è li che ho chiesto ci fosse più attenzione. Sapete cosa mi ha detto la maestra? Che non è compito suo, ma delle altre insegnati, che lei si occupa della sua classe e nella sua classe certe cose non accadono, (grazie! Facile con dei bambini piccolissimi) e che ognuno deve badare ai suoi piccoli, lei non interferisce con il lavoro delle altre insegnanti, riferirà l’accaduto, ma più di tanto non può fare, poi del resto sono solo bambini.

Orrore. Come sono solo bambini? A maggior ragione che sono solo bambini si dovrebbe evitare che certi concetti entrino nei loro giochi. Come pretendi in un asilo di insegnare l’educazione e il rispetto se poi lasci che escano certi fiori dalle bocche di nani alti meno di un metro e mezzo? L’asilo, come la scuola non è solo un posto in cui imparare poesie, fare lavoretti, cartelloni e recite. Sono posti in cui si impara a vivere, a essere tolleranti, a vedere gli altri come altri noi, da rispettare ed ascoltare. E invece no. Questa è solo la visione romantica di quel che dovrebbe essere la scuola. Sempre più specchio della società. Dove i bambini riversano gli stati d’animo assorbiti dai genitori, la paura per gli immigrati, le tensioni lavorative e famigliari, la violenza verbale e fisica. Dove le maestre invece di collaborare per il bene comune si beccano una con l’altra per interessi personali a discapito poi dei piccoli. Dove i genitori fanno a gara per non candidarsi alla rappresentanza di classe, perché sono troppo impegnati, non hanno tempo, hanno altro da fare. Per carità ci può stare però non mi sembra una cosa di cui vantarsi addirittura.

Questo è lo spaccato della scuola che vedo oggi, il mio sarà un caso disperato, ci saranno sicuramente realtà più felici, lo spero, me lo auguro, ma il punto e che nella scuola ma un po’ ovunque quel che manca è la passione, la partecipazione, il senso del dovere. Che si è perso nelle generazioni e ci è arrivato a piccoli frammenti, a volte così deboli, da farci desistere e arrendere.

Ieri ho visto il film: “C’è chi dice NO!” e io dico No! Perché la scuola è troppo importante per lasciare che si sgretoli senza fare niente. E basta cominciare da noi, dai nostri figli, basta cominciare ad interessarci un po’ di più delle cose, invece di farle marcire nell’indifferenza. Ci vorrà tempo ma a furia di sbatterci il muso mille volte, contro le riforme, contro i tagli, contro il precariato che demotiva gli insegnati, la risaliamo la china e ce la leviamo da dosso alla scuola italiana questa patina grigia che ce la fa vedere solo tutta brutta e sgangherata. Perché la scuola è soprattutto anche ALTRO.

Questo post partecipa all’iniziativaGiornata di Blogging sulla Scuola italiana: verrà pubblicato su twitter con hastag #bloggerperlascuola e #scuolaitaliana. Qui la pagina Facebook dove troverete anche la lista degli altri blog partecipanti.

Song:La canzone della Rivoluzione - Baustelle


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