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La soap opera del nucleare iraniano

Creato il 28 settembre 2012 da Tnepd

La soap opera del nucleare iraniano

Nel 1992 Bibi disse che l’Iran avrebbe avuto un’arma nucleare entro il 1997. Oggi afferma che l’Iran dovrebbe attraversare la “linea rossa” la prossima estate (foto sotto). I governi e i media sionisti hanno insistito su questo argomento ad nauseam, rilasciando dichiarazioni vuote e contraddittorie. Qual è il loro gioco?

La soap opera del nucleare iraniano

Si chiama “cambio di regime“. I neo conservatori hanno complottato per un cambio di regime in Nord Africa e in Medio Oriente da inizio anni 90. “Cambio di regime” significa “controllo sionista”.

Secondo i Protocolli dei Savi di Sion, l’elite ebrea, ha creato ed affinato un metodo per attuare le modifiche desiderate fomentando guerre e rivoluzioni. Si tratta di una strategia dialettica che li ha dotati di un potere quasi inimmaginabile.

Un esempio ragionevole potrebbe essere fatto riferendosi alle rivoluzioni, almeno per quelle degli ultimi 200-300 anni, le quali non sono mai partite dal basso. Le rivolte sociali e politiche sembrano sempre nascere dall’alto.

Oggi, guardiamo dalle nostre poltrone uomini impazziti come Bibi Netanyahu che minaccia il Medio Oriente fomentando una Terza Guerra Mondiale. Denunciano le “ambizioni nucleari” iraniane, quando anche il Mossad ha ammesso che l’Iran non possiede armi nucleari nel suo arsenale.

La soap opera del nucleare iraniano
Infatti, tali testate richiedono uranio arricchito almeno al 90%. L’arricchimento iraniano è ancorato al 20%. Questo più o meno è noto a tutti. Anche i media di sistema lo hanno ammesso. Eppure i vari Bibi e Barak continuano a vomitare veleno su questo povero popolo … come se stessero aderendo ciecamente ad uno script. Perché?

Perché effettivamente aderiscono ad uno script! I loro metodi dialettici impongono che, se si vuole distruggere un paese, è necessario, prima, demonizzarlo. Dobbiamo ricordare che l’attuale campagna di BiBi contro l’Iran non è che il culmine di una serie di violente prese di posizione iniziate circa venti anni fa.

TIMELINE DELLE ACCUSE CONTRO L’IRAN

Il programma nucleare iraniano iniziò alla fine degli anni 70. Shah Mohammad Reza Pahlavi, il burattino/leader filo occidentale iraniano, avviò un ambizioso programma per costruire 20 reattori nucleari. Le agenzie di intelligence occidentali riferirono, successivamente, che lo Shah aveva intenzione di mettere insieme un programma segreto per la costruzione di armi nucleari.

Nel 1979, una rivoluzione fece perdere il potere allo Shah, ciò diede vita alla Repubblica islamica dell’Iran. Stando ai protocolli, si può tranquillamente supporre che il reale scopo dietro la creazione della Repubblica islamica fu quello di creare uno spauracchio, un Grande Satana da distruggere lungo il cammino verso il potere assoluto.

Il nuovo regime iraniano non stravedeva per il nucleare. Ayatollah Khomeini denunciò tutte le forme di tecnologia e sospese le attività nucleari del paese. Nel 1984, gli ingegneri della Germania Ovest visitarono la struttura nucleare di Bushehr. Il reattore era ancora incompleto, tuttavia poco dopo, gli agenti segreti della Germania Ovest sostennero che lo sforzo iraniano verso la costruzione di armi atomiche stava “entrando nelle sue fasi finali”.

Fu nel 1992 che Israele iniziò a far risuonare incessantemente l’allarme per una supposta minaccia nucleare da parte dell’Iran. Bibi stesso, allora un parlamentare, ruppe il ghiaccio, sostenendo che l’Iran era a 5 anni da avere la bomba atomica, chiedendo “un fronte internazionale guidato dagli Stati Uniti”. Suona familiare?

La soap opera del nucleare iraniano
Nello stesso anno, il ministro degli Esteri, Shimon Peres, apparve in una televisione francese, spostando la data al 1999. “L’Iran”, ha avvertito, “è la più grande minaccia e il più grande problema del Medio Oriente, perché cerca l’opzione nucleare mentre mantiene un atteggiamento molto pericoloso di estremismo religioso.”

Come si dice…il bue che dà del cornuto all’asino – solo che, in questo caso, l’asino non ha neppure le corna. Israele aveva già armi nucleari. L’Iran non ha mai provato a svilupparle.

Il 1992 vide anche il Comitato di Ricerca della Camera repubblicana e il capo della CIA Robert Gates proporre accuse altrettanto vuote. Nel frattempo, il documento “strategia di difesa per il 1990″, trapelò dal Pentagono, ma l’Iran non compariva nei probabili scenari di conflitto. Perché questa discrepanza?

Spostandoci in avanti fino al 1995, abbiamo il New York Times che ripropone lo stesso polpettone, con funzionari americani e israeliani che temono l’arsenale nucleare iraniano, posticipato, ancora una volta di 5 anni. Nel 1997, poi, il The Christian Science Monitor riferì che, a causa di pressioni politiche sui fornitori, l’Iran era stato “costretto … ad adeguare il calendario per la produzione della bomba.” La nuova prospettiva vedeva l’Iran “nucleare” entro 8 – 10 anni.

Questa saga (1998 – 2002) iniziò quando ci dissero che l’Iran provò a lanciare un missile a medio raggio. Stati Uniti e Israele avevano trovato un nuovo pretesto per le loro accuse.

Nel 1998, il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld disse al Congresso che l’Iran sarebbe stato in grado di colpire gli Stati Uniti continentali con un ICBM – volete sapere le stime, su quanto ci avrebbe messo? Cinque anni!

Nel 2002, ci proposero un nuovo e ridicolo spettro chiamato l’Asse del Male, una diabolica chimera formata da tre spauracchi: la Corea del Nord, l’Iraq, e, naturalmente, l’Iran. Il MEK, un gruppo di opposizione iraniano, nel mese di agosto dello stesso anno, accusò l’Iran di nascondere impianti per l’arricchimento. In molti credono sia stato il Mossad a mettere in giro questa voce.

Nel 2004, il Segretario di Stato Colin Powell annunciò che l’Iran stava cercando di creare un missile atomico. Nel 2005, vennero trovati dei disegni dell’arma atomica su un presunto portatile iraniano. L’Iran negò categoricamente la loro autenticità, sostenendo che erano falsi forgiati dalle agenzie di intelligence.

Dal 2006 al 2009, abbiamo visto minacce malcelate da parte dell’amministrazione Bush e dai media sotto il controllo sionista. Tutti sostenevano, come assunto, che l’Iran sarebbe diventato una potenza nucleare e quindi una minaccia per il “mondo libero”.

Nel giugno 2008, l’ambasciatore degli Stati Uniti all’ONU, John Bolton, prevedette un attacco israeliano contro l’Iran entro il gennaio 2009. Nel maggio dello stesso anno, il Comitato per le Relazioni Estere del Senato concluse, con enfasi, che”Non vi è alcun segno che i leader iraniani stiano costruendo una bomba”.

CONCLUSIONE

La soap opera del nucleare iraniano
La timeline sopra rivela le tattiche Illuminati. Ripetendo periodicamente le stesse bugie, condizionano l’opinione pubblica ad accettare una falsa premessa. Usano i False flag (11 settembre) come una forma di controllo mentale basato sul trauma per fissare emotivamente quella premessa.

Nel 2007 il generale Wesley Clark rivelò che Paul Wolfowitz indicò nel 1991 che il piano dei Neo conservatori era quello di destabilizzare e rovesciare i regimi in Iraq, Siria, Libano, Libia, Somalia, Sudan e Iran.

Questa ultima fase consiste nell’utilizzare armi nucleari immaginare come pretesto per soddisfare un arcano requisito legale.

A questo punto, il pubblico è troppo disorientato per sapere cosa pensare e quindi formulare una coerente opposizione. Gli Illuminati sfruttano questa non-reazione per giustificare le loro atrocità. Si tratta di una costante ripetizione, proposta ad nauseam in tutti i media controllati dai sionisti e a Hollywood.

Che dire allora della dissidenza dei militari, sia americani che israeliani, i quali ritengono, un attacco all’Iran una missione suicida? Che dire del recente attrito tra Netanyahu e Obama?

Mi piacerebbe credere che si tratti di segni di un evento inaspettato, qualcosa che neppure il think thank sionista aveva previsto. Ma il mio istinto continua a dirmi che si tratta solo di una immensa soap opera.

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