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La spartizione generazionale

Creato il 09 dicembre 2013 da Simodisordina @simodisordina

La verità paradossale che le primarie del PD hanno gentilmente donato al paese è condensata in un vecchio detto napoletano che, volendo arbitrariamente italianizzarlo, recita: “Chi sparte ha la meglio parte.”  Il paradosso è il seguente. Renzi può essere fermato solo da Napolitano che è a capo dei Parlamentari del partito di cui Renzi è il segretario, tuttavia Napolitano, che intende riformare la Costituzione, può essere fermato solo da Berlusconi che per opportunismo non intende riformarla.

Renzi, provando a mandare all’aria le larghe intese, può tentare di mettere fine a questo paradosso e dare inizio alla spartizione finale della torta dei beni comuni.
Insomma, credo, che il succo della rivendicazione generazionale del nuovo segretario PD sia nel: ” Ci siamo rotti le palle di fare gli stagisti di D’Alema a 1500 euro al mese! Anche i quarantenni benestanti cresciuti a merendine e Italia 1 vogliono la loro parte di paese da privatizzare!”

Il tutto mentre la sinistra italiana  lascia a Grillo e ai forconi la rappresentanza sociale di chi affonda nella crisi e si divide in due macro gruppi culturalmente eterogenei: c’è chi prova a salire sul trenino renziano e chi piange Rodotà e si commuove per la statua di Lenin buttata giù in Ucraina.

La battuta del giorno è di Woody Allen: ” Dio è morto, Marx è morto e io mi sento poco bene”.


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