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Grillo, i giornalisti e…

Creato il 07 dicembre 2013 da Simodisordina @simodisordina

E’indubbio che i vecchi media trattino il Movimento 5 Stelle in maniera ingiusta e ai limiti della diffamazione, tuttavia, quando Grillo attacca i giornalisti riesce a collocarsi decisamente “oltre” Berlusconi.

Vi faccio un esempio: io credo che le banche abbiano una grossa responsabilità nella attuale crisi economica ma, per affermare questo mio punto di vista, non mi passerebbe mai per la testa di pubblicare su Facebook la foto del cassiere della mia filiale per esporlo alla pubblica gogna.

Grillo, con quella stupida campagna, non fa altro che peggiorare la situazione già grave della libertà d’informazione.
Anche perché la storia dei soldi pubblici all’editoria, come quella dei finanziamenti ai partiti, è un falso problema.
Uno Stato deve sostenere la libertà di pensiero e di associazione e, per far sì che ciò accada, deve aiutare alcuni settori che garantiscono che questo diritto sia accessibile a tutti.
Come farlo è la questione su cui discutere, anche in vista di nuove modalità di partecipazione alla vita pubblica che il web sta rendendo possibili.
Il vero problema risiede quindi nelle modalità attraverso le quali, oggi, la libertà di pensiero viene tutelata e nel fatto che questo sistema è gestito in maniera antiquata e corrotta dai partiti.

Questa situazione porta il PDL a dire che la sinistra controlla i giornalisti, porta il PD ad augurare  a Travaglio e Sallusti le peggio cose e i 5 Stelle, ultimi arrivati, ad augurarle a tutti.In sostanza l’adagio sul quale ci culliamo prevede che quelli che non la pensano come la pensano quelli del tuo partito sono dei servi del potere, vittime di una super congiura mediatica che offusca le loro menti e le rende non più libere. C’è anche da dire che quando due o tre persone si insultano, e ognuno da’ del servo del potere all’altro, una sola cosa è certa: in quel contesto la servitù è un atteggiamento abbastanza diffuso.

Tutto ciò porta al quotidiano riprodursi di uno stucchevole schema di contrapposizione di massa che mira solo a una spartizione del consenso per ciascuna delle parti in causa, senza comprendere che la questione di una informazione libera è un prerequisito alla dialettica politica e non una virtuosa capacità del pensiero che ogni partito o movimento tende ad auto-attribuirsi. In questo sistema la libera circolazione delle idee è sostenuta solo quando essa si limita a conformare le opinioni a ciò che i partiti dicono, pensano e fanno…proprio come, involontariamente, ci ha mostrato Grillo con la sua stupida campagna.


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