E la storia continua, come si legge su questo articolo che La Stampa pubblica oggi. Richiamiamo i cani, quindi: niente sit-in di protesta, niente cordate su facebook, niente post sui blog.
Sembra che la ragazza se ne stesse tranquilla in Inghilterra. Se è vero, non ha fatto un gran favore alla causa dei suoi conterranei, direi. E nemmeno a quella di chi, come me, alle potenzialità immense della rete ci crede tantissimo, nonostante tutto.