E’ il pezzo più rilevante dei circa duemila reperti custoditi dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, trovarsi in presenza di questo reperto è un’esperienza che ti fa battere il cuore, gli occhi non si stancano di percepirne i particolari, risulta difficile distogliere lo sguardo, vieni praticamente rapita e catapultata in un’altra epoca. “La Tazza Farnese” è un piatto da libagione di epoca ellenistica, fabbricato in agata. Fu proprietà di Federico II, di Alfonso di Aragona, quindi già era a Napoli, poi l’acquistò Lorenzo il Magnifico, finchè finì nelle mani dei Farnese, quando ne acquisirono la collezione.La “Raccolta” inizia contemporaneamente a Roma e a Parma e i reperti, venivano custoditi nel Palazzo Ducale di Colorno e nel Palazzo di famiglia a Piacenza, non essendo ancora realizzato il
magnifico Palazzo Farnese di Caprarola su disegno del Vignola(1507-1573) e ultimato due anni dopo la morte dell’architetto, nel 1575.La “Collezione” fu arricchita negli anni da diversi ritrovamenti archeologici avvenuti a Caracalla e in altri siti di Roma, da opere di Raffaello, Sebastiano del Piombo, Tiziano, Michelangelo e tante altre.Furono acquisite le “collezioni di Orsini “ ( Bibliotecario dei Farnese) e una notevole quantità di Pitture Fiamminghe, essendo Alessandro Farnese, comandante dell’Armata delle Fiandre e nominato reggente dei Paesi Bassi.Verso la metà del XVII secolo a Parma, inizia la raccolta di gemme con pezzi che provengono dalle collezioni di Papa Paolo III (Alessandro Farnese) e Lorenzo il Magnifico, che si andarono ad aggiungere a quella di Ranuccio II Farnese.Nel 1731 morto senza eredi Antonio Farnese, l’ultimo della dinastia, il patrimonio passò a sua nipote Elisabetta.Avendo Filippo V di Spagna sposato Elisabetta (Farnese), il loro primogenito Carlo di Borbone, duca di Parma e Piacenza, re di Napoli e Sicilia, e poi alla morte del padre, re di Spagna col nome di Carlo III, spostò la collezione a Napoli, nella sua Reggia, tra il 1735 e il 1739.Carlo ordinò la costruzione di una <<Illustre dimora>> che ospitasse queste opere. Nacque LA REGGIA DI CAPODIMONTE, ideata e pensata per dare sistemazione alla collezione Farnese .Il trasferimento della collezione fu portato a termine quasi 60 anni dopo da Ferdinando IV di Borbone, che fece spostare a Napoli anche la “Collezione Romana”, costituita soprattutto da sculture e reperti archeologici.Oggi “La Collezione Farnese” è dislocata, una parte al Museo Archeologico Nazionale (gemme e reperti archeologici e sculture) , una parte alla Reggia di Capodimonte (la pinacoteca), un’altra al Palazzo Reale, senza considerare che un centinaio di dipinti furono restituiti a Parma nei primi decenni del Novecento. La Biblioteca Farnesiana è confluita invece nella Biblioteca Nazionale di Napoli.Passeggiare in questi Palazzi riempie il cuore di gioia, è da cotanta bellezza, che abbiamo l’onore di custodire, che nasce l’orgoglio di essere napoletani.
