Magazine Cinema

La tragedia di un uomo ridicolo – Bernardo Bertolucci

Creato il 03 aprile 2012 da Maxscorda @MaxScorda

3 aprile 2012 Lascia un commento

La tragedia di un uomo ridicolo
A Ugo Tognazzi, piccolo industriale caseario della provincia parmense, viene rapito il figlio e il miliardo chiesto per il riscatto e’ in realta’ la scelta tra cedere alla violenza dei rapitori e il distruggere un’intera vita di lavoro che per un uomo di quel tipo equivale al suicidio.
Primo premio a Tognazzi come miglior interprete maschile al Festival di Cannes, non voglio dire immeritato ma ha fatto molto, molto meglio e pare piu’ un premio di consolazione al regista, qualcosa che facesse parlare di un film che definire modesto e’ offendere a morte la modestia, riuscendo nell’indiretta missione di premiare l’amico Bertolucci senza svergognarsi, uno che piace e piaceva molto, specie in Francia.
Modestia per cosi’ dire, del film a parte, cio’ che piu’ m’infastidisce e’ l’idea strisciante e neppure troppo che in fondo non e’ colpa dei rapitori se commettono un crimine vigliacco e ripugnante come il rapimento ma la colpa e’ di coloro che si fanno il mazzo un’intera vita e riescono a costruire qualcosa e magari a farci anche i soldi.
Un po’ come dire che non sono da condannare i borseggiatori ma le vecchiette che escono con la borsetta.
Confesso che il ragionamento potrebbe filare nel cervelletto marxista di Bertolucci e di coloro che magari dei tragici rapimenti di pochi anni prima, attribuivano le responsabilita’ non agli assassini ma a chi a detta loro non li ha accontentati. A Bertolucci va pero’ dato il merito dell’equazione che ammorbidisce i terroristi comparandoli ai partigiani, tesi del resto adoperata di recente anche da qualche solerte giudice che ripesca la formula non trovando sbagliato che qualcuno piazzi bombe o ammazzi il prossimo suo. Per cio’ che mi concerne fa solo schifo e deve aver suscitato un senso di altrettanto schifo e vergogna anche negli "amici" di Bertolucci se di questa sua pellicola non si parla mai, se la colonna sonora di Morricone, invero insignificante, non v’e’ praticamente traccia.
L’unica cosa che davvero merita e’ una giovane Laura Morante quando ancora aveva ciglia da Ferilli pre-pasionaria e faccia da grande ratto alla Prince. Le tette no, quelle non sono male per quanto esposte in un nudo totalmente fuori contesto e in spregio al femminismo, gesto inutile, persino pacchiano ma sono certo di essere io a non comprendere il lato artistico, soltanto quello pruriginoso.
Dopo due minuti dall’inizio gia’ si sa come andra’ a finire, una serie di pacchianate  verso la meta’ del film completano i pochi tasselli mancanti e si capisce come nessuno abbia osato premiare Bertolucci nemmeno con una pacca sulle spalle. Accidenti che orrore.
Ebbene si, e’ la tragedia di un uomo ridicolo e questi non e’ il protagonista.

Scheda IMDB


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :