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La Tregua

Creato il 27 ottobre 2011 da Dagored
La Tregua
Finalmente pare che l'accordo si sia trovato, anzi che si siano trovati gli accordi, quello sul fondo salva stati, che sarà dotato di un migliaio di miliardi di euro, sulla ricapitalizzazione delle banche, con un altro centinaio di miliardi di dotazione e, quello che più ci interessava, un accordo tra Unione Europea, ovvero con Francia e Germania, e Italia sulle manovre da porre in atto per rientrare nel debito.
Gli effetti sui mercati si vedono già questa mattina, con le borse che salgono di 3/4 punti percentuali, con le banche a farla da padrone, e gli spread dei titoli di stato italiani che ritornano intorno ai 350 punti. L'unica cosa che possiamo ora domandarci è: fino a quando durerà?
Il governo italiano si è impegnato a ridurre il  debito pubblico statale mettendo in atto una serie di disposizioni molto severe in ordine al regime previdenziale, alla liberalizzazione del lavoro e alla vendita del patrimonio pubblico che potrebbero essere ricomprese, in un panorama di carattere privatistico, in un contratto stipulato in caso di necessità e , volendo spingersi un po' oltre, si potrebbe configurare quasi una estorsione dei partners europei verso il loro compagno in difficoltà.
D'altra parte questa è la compagnia che ci siamo scelti, o hanno scelto per noi, perché in realtà nessuno ci ha mai interpellati sulle scelte di politica internazionale e ci siamo tutti ritrovati in questa unione così poco unita solo grazie all'opera di alcuni "illuminati" politici il cui nome è inutile ricordare ancora una volta.
Saranno rispettati gli impegni presi? Il prossimo governo si sentirà in dovere di perseguire questi impegni presi per l'appunto in caso di necessità, oppure preferirà rescindere unilateralmente l'accordo?
In sostanza siamo davanti all'ennesima incognita politico amministrativa, specialmente se, come in molti sostengono, si dovesse andare alle elezioni anticipate già nella prossima primavera, con le disposizioni concordate con la UE ancora tutte da attuare.
Vale la pena di osservare che nulla più ormai si dice sui tagli agli sprechi della spesa pubblica e in primis su quelli della politica, rimasta intoccata da qualsiasi forma di risparmio di spesa. Una dimenticanza né intelligente  né furba, perché è la sola mossa che potrebbe far risalire la fiducia degli elettori verso l'esecutivo Berlusconi e la classe politica in genere.
Dobbiamo allora prepararci, per le prossime elezioni politiche,  al trionfo dei movimenti populisti e qualunquisti, oltre che all'aumento esponenziale dell'astensione.
Sto cominciando seriamente a pensare che in realtà l'unica seria risposta alla mancanza di vere riforme strutturali, quelle sulla organizzazione dello Stato, sarebbe proprio l'astensione dal voto degli italiani tutti, ma proprio tutti.
Probabilmente solo il lasciare completamente deserte le sezioni elettorali potrebbe finalmente far cambiare qualcosa in questo Paese, che potrebbe liberarsi finalmente di una classe politica pletorica, parassitaria, più dannosa che inutile.

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