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La truffa nascosta della legge elettorale

Creato il 16 novembre 2012 da Postpopuli @PostPopuli

di Alberto Giusti

I giornalisti delle grandi testate nazionali sono il mezzo principale tramite il quale veniamo informati del lavoro dei nostri politici nelle istituzioni più importanti dello Stato e sui temi di maggiore rilevanza per il paese. Peccato però che quando l’argomento è tecnico, profondamente tecnico, come nel caso di una legge elettorale, prendano per semplicità i primi numeri che capitano loro a tiro, e trasmettano un’informazione al cittadino che ad un’analisi più attenta si rivela sbagliata e deviante.

LA TRUFFA NASCOSTA DELLA LEGGE ELETTORALE

foto adnkronos.com

Così abbiamo scoperto io e i miei compagni di corso di Scienze Politiche, grazie ad una lezione incentrata sull’attualità del Prof. Chiaramonte, docente di Analisi dei sistemi elettorali alla Cesare Alfieri.

La cosiddetta “bozza Malan” infatti ci è stata raccontata in questi giorni come una legge elettorale che attribuisce alla lista o coalizione che raggiunga il 42,5% dei voti validi, il 12,5% dei seggi. I giornalisti e gli italiani che li ascoltano e leggono hanno fatto un 2+2 fin troppo evidente: 42,5+12,5 fa 55%, e quindi wow, è una legge che conferisce una maggioranza assoluta, e non solo: risolve il problema del porcellum di non avere una soglia da raggiungere (e quindi tendenzialmente di poter regalare la maggioranza a chiunque sia il più forte, anche col 24%), e anche la differenza attuale fra Camera e Senato per cui è possibile che vengano fuori 2 maggioranze diverse. Quindi, fatta questa operazione aritmetica elementare, gli unici a lamentarsi erano le persone preoccupate di dover fare di nuovo un governo di larghe intese dopo le elezioni, perché in questo momento nessuno può aspirare a raggiungere il 42,5% dei voti, e quindi a ricevere il premio per avere la maggioranza in parlamento e poter governare.

Ma la realtà è ancora più incredibile. Ancora più stupefacente. Perché per come è scritta la legge oggi in discussione, è possibile che nemmeno col 42,5% dei voti e ricevendo il premio di 12,5% dei seggi  si raggiunga la maggioranza assoluta. Quel 55% è solo un miraggio, un calcolo privo di significato. Vado a spiegarvi perché, ragionando per semplicità sulla sola Camera dei deputati.

Il porcellum, se ricordate, non diceva che avrebbe attribuito un premio di qualche entità alla prima lista o coalizione. Diceva semplicemente che il vincente aveva diritto al 54% dei seggi. Che è ben diverso. Invece qui il 12,5% dei seggi (alla Camera, escludendo Val d’Aosta e Circoscrizione estero, 76 seggi, cioè il 12,5% di 617) è come se fosse un’arena a parte, per raggiungere la quale i partiti devono ottenere sì il 42,5% dei voti, ma con quei VOTI non prendono il 42,5% dei SEGGI, cioè 262, perché i seggi in palio non sono davvero 617, ma 541. E il 42.5% di 541 fa 230. Provate a sommarci il PREMIO: vi verrà SOLO 306 SEGGI. Anche ipotizzando di vincere mezza circoscrizione estero (6 seggi) e la Val d’Aosta (1 seggio), si arriva solo a 313. E la MAGGIORANZA ASSOLUTA alla Camera è 316.

L’ipotesi che vi ho descritto è la peggiore in assoluto, ovvero quella in cui nessuna lista vada “sotto” le soglie di sbarramento (che sarebbero 5% nazionale, 4% in coalizione, e 7% territoriale pro lega), perché l’uscita di qualche lista dall’assegnazione dei seggi fa “aumentare” il valore dei voti, perché con meno voti si vincono così più seggi. Ma la SOGLIA REALE per avere la maggioranza assoluta è, in ogni caso, più alta di quella attualmente propagandata: nell’ipotesi di prima, è del 44,4% dei voti, e per avere la vecchia supermaggioranza del porcellum di 340 seggi serve addirittura il 48,8% dei voti.

Per questa “bozza Malan”, dopo il mattarellum e il porcellum, un mio compagno di corso, Nicola Rosellini (che cito per diritti d’autore!), ha trovato il nome giusto: “malannum”.

E il particolare sottotono è che se il premio non scatta (e come sappiamo, col 42,5% come soglia, non scatta, perché nessuno ci arriva) abbiamo un proporzionale puro, purissimo, e con la più democristiana delle correzioni: ben 3 preferenze, anche se almeno una dev’essere “di genere”, cioè di un sesso diverso dalle altre 2.

Un bel proporzionale con 3 preferenze, senza nessuno che abbia la maggioranza, obbligati a fare governi di coalizione. Siete pronti a tornare alla Prima Repubblica?

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