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La vertigine della libertà

Creato il 18 giugno 2010 da Fabry2010

La vertigine della libertà

Non finisce di stupirci, Caravaggio. Questo Amore, a detta di qualcuno, sarebbe il suo amante, Cecco o Checco Boneri, il garzone discepolo che, secondo una consuetudine dei tempi, viveva col maestro. Lo dimostrerebbero l’ostentata nudità, la posa a gambe larghe, la provocazione eloquente che la tela comunica al lettore. C’è chi afferma il contrario, ricordando che la stessa posa, nell’amato Buonarroti, significava vittoria e trionfo, se non risurrezione. L’amore è sempre ambivalente, reca le tracce di una struttura tripartita - eros, philia, agape – corrispondente al microcosmo umano – corpo, anima e spirito – sempre sulla soglia di un abisso, esposto come pelle nuda alla vertigine della libertà, alla scelta che può farne la meraviglia del creato, il cuore dell’evoluzione universale, o il baratro della depravazione senza ritorno, torpore senza più risveglio.



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