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Latitante ex Mala del Brenta vuol tornare In Italia, ma non ci sono i soldi per il rimpatrio

Creato il 04 luglio 2012 da Nottecriminale9 @NotteCriminale

Latitante ex Mala del Brenta vuol tornare In Italia. Non ci sono i soldi per il rimpatrio.

Non sempre la vita del latitante è fatta di lussi e piacere, nemmeno per chi ha partecipato, ormai 20 anni fa, all’epopea della Mala del Brenta. 
«Sono un vecchio rapinatore e voglio tornare in Italia per pagare il mio debito con la giustizia e così dare un nome ai miei tre figli» è questo che Alfredo Pinton, di 63 anni, di Dosson di Casier (Tv) ha detto ai funzionari dell’Ambasciata di Bogotà. Vuole essere rimpatriato per pagare quegli 8 anni e sei mesi che deve ancora scontare per una serie di rapine nella marca trevigiana e in tutto il Veneto. 
Tutto molto giusto, tutto molto corretto: un latitante ha deciso di smettere di nascondersi e chiede di tornare in patria per saldare il suo debito con la giustiza. Peccato che la risposta sia stata di tono inusuale: «Non abbiamo un euro - gli hanno risposto - se ne torni a casa». Si può capire la crisi, si può capire che il trasferimento di un condannato e latitante da 20 anni non sia sicuramente esente da costi, ma francamente il tutto prende i contorni del ridicolo. E la farsa non finisce. Infatti il Pinton dopo essersene ritornato a casa a Cali, si è rivolto al Gazzettino per rendere pubblica questa storia paradossale. 
La latitanza di Pinton iniziò subito dopo l’arresto per una rapina fallita. Riuscì a lasciare l’Italia e a trovare rifugio in Colombia, dove cambiò nome e si ricostruì un futuro sereno. Come Roberto, trovò lavoro in un piccolo ristorante di Cali. Poi si sposò e diventò padre di tre figli: Luigi, 14 anni, Isabella, 11 e Veronica 6. Per Pinton la vita si è arricchita di responsabilità e di tanti problemi. 
Un unico tarlo gli rodeva il cervello: non poter dare il proprio nome e la cittadinanza italiana ai figli. "Per favore - scrive Pinton, chiedendo aiuto al Gazzettino - fate sapere al pm Giovanni Zorzi che voglio tornare in Italia a scontare gli 8 anni di reclusione. Io resto a disposizione dell’Ambasciata italiana". Ma la burocrazia è un cane che si morde la coda. 
La confessione di Pinton non è stata creduta. Il 53enne di Dosson di Casier è ricercato in tutto il mondo da quando le sentenze passarono in giudicato e lo Stato italiano spedì la sua foto all’Interpol. Ma nessuno sapeva che Alfredo, sotto il falso nome di Roberto, si era nascosto in Colombia, diventando un padre e un marito esemplare. 

Tutti pensavano che con i soldi delle rapine si fosse costruito un futuro dorato in qualche isola dei mari del Sud. Alfredo invece, vive nella semi indigenza a Cali, lavorando dall’alba al tramonto per sfamare moglie e tre figli.


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