Magazine Diario personale

Le 150 sfumature del corteggiatore per errore (lettera D 2).

Da Gattolona1964

 

D come dandy o damerino oppure, confidenzialmente “dindirindindino”. A Reggio Emilia e dintorni, lo chiamano appiccicandogli il nome di “DINEIN” se è di bassa statura, “DINETT”, se arriva a malapena al metro e settanta, “DINOUN”, se non entra negli ascensori. Simpatici vezzeggiativi, che lui non ama, essendo molto fine ed altezzoso, ma per consuetudine e per differenziarlo dagli altri corteggiatori per errore, continueremo a chiamarlo così. E’ un uomo, (ci si augura!) singolare e atipico, raro ed introvabile esemplare di corteggiatore perfetto e senza difetto, fermo restando il Capostipite per eccellenza,l ‘unico ed il solo, riposto nella teca di cristallo Swarovski al Museo. Per le caratteristiche eleganti e sopraffine, in lui intrinseche dalla nascita, risulta molto difficile da gestire, quasi incompatibile con la razza umana femminile, semplice, normale e bonacciona, che vorrebbe andare al sodo in tempi ragionevolmente brevi. Mi spiego meglio: le femmine, desiderano copulare con susseguente procreazione, prima di andare in pensione. Anch’egli però un difettuccio ce l’ha: è una puzza di naftalina e trielina mescolate con una punta di Sassolino, che si diffonde dal naso in poi. E’ bene che le papabili, ma non le papamobili, attenzione, si preparino ad un’impresa titanica o ai tempi nostri “concordianica”, per essere portare da Sua Raffinatezza all’altare maggiore e poi al talamo nuziale. Elle, o esse, insomma le dame, si preparino in casa una grossa scorta di deodoranti per ascelle e intimità varie, di diverse profumazioni: suderanno parecchio e ne abbisogneranno spessissimo! Non credano le amate puritane di essere da Sua Eleganza, corteggiate ed irretite al primo appuntamento. In tutta probabilità, con il caratterino che si ritrova, pretenderà il contrario. Vorrà essere lui essere adulato ed ossequiato dalle prede, che diventeranno, loro malgrado, corteggiatrici, con regole ferree imparate nei college esclusivi di Oxford. Dindirindindino, dal canto suo e dall’alto del suo sguardo di ciglia con mascara in abbondanza, sempre misterioso e sfuggente, farà già la grazia ed il regalo di esistere. Ma vediamo di restare calme e serene, focalizzandoci sulle componenti del suo essere, tenendo bene a mente, che Egli, cioè Sua Eleganza, non nasce nudo e sporco come noi miserrimi, ma esce allo scoperto già lavato, pettinato, vestito di tutto punto e con le scarpe lucidate. Dicendo all’ostetrica, che è appena ritornato da un ballo durato nove mesi e assai movimentato, la poverina incredula ma basita, fa finta di credergli! Da qui in poi, condurrà tutta la sua vita, all’insegna dell’eleganza, della finezza, della perfezione e dell’originalità, non solo nel vestire e nell’abbigliarsi, ma anche nei gusti personali in fatto di scelta delle pulzelle, mature al punto giusto, naturalmente illibate, con tanto di certificato del ginecologo e senza un boccolo fuori posto. Il suo tipo di donna, reincarna alla perfezione il prototipo “Rossella O’Hara” lui naturalmente se la incontrerà, se la svignerà via col vento, pur somigliando a quel manico di scopa con le tarme, di Ashley Wilkes. Per il dispiacere di donne bene in carne, morbide, accoglienti e materne, non corteggerà mai una contadinotta della bassa padana, oppure una preda con davanzale fuori misura. Ricercherà nelle presunte “corteggiande”, una superiorità intellettiva,che Sua Sapienza possiede. Uomo tutto d’un pezzo, soffre per questo spesso di mal di schiena e cervicale, usa incipriarsi il naso, i pochi e cadenti peli che ha sotto alle ascelle e all’interno narici, emulando la sua musa per eccellenza Wanda Osiris. Si adorna con campanellini di bisquit, che nasconde tra le basette o appende alle orecchie, per annunciare il suo arrivo con un lieve tintinnio natalizio. In questo modo, discreto ma deciso, le appetibili ed appetitose damine, potranno avere il tempo di srotolare il tappeto rosso d’ordinanza, di lana mohair, rara fibra ottenuta dalla lavorazione del pelo della capra d’angora. In questo modo, il manichino vestito, camminerà su di esso, ondeggiando, e a tratti, si solleverà da terra, possedendo anche il dono della levitazione. Tra un balzo e un ondeggio, arriverà al cospetto del corpetto con pizzetto della leggiadra creatura. Non appena sarà a distanza di abbraccio, Sua Levissima, con mani scarne e lunghe, le dita con unghie appuntite e dipinte, farà un tentativo di abbracciare colei che ansima. Ma, levitando in continuazione, non vi riuscirà, risulterà sfuggente, viscido come un’anguilla del Po ed anacchiappabile(traduzione: non acchiappabile). Grazie alla levitazione che gli consente di farsi parecchi giretti qua e là, può conversare amabilmente con più di una ragazza per volta, mostrando anche il dono dell’ubiquità. Confonderà le proposte amorose, le dichiarazioni con intenti, questo è certo, sbaglierà i nomi delle pedine, ma per quella sua totale rigidità e fermezza, in tutti i sensi, non è ritenuto adatto alla procreazione. Ebbene sì, mie dolci meringhe, Sua Rigidità, mancherà sempre e con chiunque tenti l’approccio, di un componente essenziale per l’ottima riuscita del connubio carnale atto al proseguo della specie dei Corteggiatori per errore: il raro e oramai introvabile dono della lievitazione naturale.

per le vostre torte e ciambelle, usate sempre Lievito Bertolini: fa tanto bene a grandi e piccini!

Instancabilmente vostra e mia Fabiana.



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