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Le Caratteristiche Nazionali

Creato il 02 giugno 2010 da Albix

posteitalianeOggi è la Festa della Repubblica.

E’ superfluo che io esprima il mio orgoglio di appartenere alla progenie di Dante, Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, di Giotto, di Verdi, di Tiziano, di Goldoni, di Macchiavelli (l’elenco è casuale ed a continuarlo, sarebbe infinito).

Ma in questo giorno di festa voglio segnalare alcuni di quelli che secondo me sono dei difetti che pesano sulla fama italica all’interno ed all’esterno dei confini nazionali (peraltro ormai estensibili in termini UE).

Tralascio la corruzione, la mafia, il nepotismo perchè in realtà, checcè se ne dica, non sono difetti tipicamente italiani; basta guardarsi in gioro per capirlo: le bustarelle le prende perfino la ex nuora della regina, la mafia cinese impazza (ma anche quella colombiana, americana, marsigliese ecc.); d’altronde chi è che essendo vicino al fuoco non si riscalda e fa riscaldare i parenti e gli amici?

No, il difetto che voglio segnalare è l’inefficienza e la disorganizzazione degli uffici e della burocrazia.

I miei strali oggi si indirizzano verso l’inefficienza delle Poste. L’esempio può sembrare strano a qualcuno, dato che le Poste sono state trasformate in Società per Azioni di natura privatistica. Ma è bene che si sappia che il 100% delle azioni è nelle mani dello Stato Italiano. D’altronde se tu cambi il recipiente,  un pomodoro pelato resta tale, perfino se tu scrivessi sul recipiente, che ne so, “oro colato!”

Le Poste dicevo. Avevo appena smesso i calzoni corti che già mi recavo negli uffici postali a sbrigare commissioni di famiglia. Parlo di non  pochi decenni or sono.

L’ambiente non è cambiato nel 2010.

File interminabili, litigi, caldo in estate e freddo in inverno. Gente in fila costretta a pagare bollette, bollettini, fatture, multe, sanzioni, servizi, imposte, tasse, balzelli, contributi, tributi vari e gabelle, coi visi sofferenti e tristi, rassegnati e senza speranza.

Eppure ricordo bene quella volta in Olanda che accompagnai un amico all’Ufficio Postale di Amsterdam: doveva fare il passaggio di proprietà di una 2C Citroen. Cinque minuti e tanta cortesia.

Ed anche di quell’altra a Vienna: due minuti per spedire un telegramma.

E ancora mi chiedo: ma perchè in Italia le Poste sono sempre affollate?

Ma non si potrebbero assumere dei giovani disoccupati?

Siamo o non siamo nell’era di Internet?

Ma allora perchè le Poste danno un servizio standard degli anni cinquanta?

E’ ineludibile il destino dell’Italia, condannata per sempre alla disfunzione del servizio postale?

Ma quanti governi ci dovranno ancora promettere che le Poste funzioneranno bene?


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