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Le continue promesse non mantenute del governo. tagli solo al popolo , mentre la casta politica continua a vivere dei suoi privilegi.

Creato il 12 settembre 2011 da Madyur

Tante promesse , ma pochi fatti. Questa è la sintesi della manovra ultima di Berlusconi. E non mi sento assolutamente di considerare il Premier il salvatore della patria. Anzi come il rovinaPaese.

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Parliamo dei Tagli alla politica. Annunciati sempre dei tagli sia alla Camera sia al Senato. Ma proclami non veritieri. Se Montecitorio nel 2001 costava 749,9 milioni di euro oggi ne costa un miliardo e 59 milioni. Sforbiciata del solo 0,1%. Se Palazzo Madama dieci anni fa costava 349,1 milioni oggi ne costa 574. Con un aumento del 65%.

E se il Quirinale ha cercato di frenare i costi , non si può dire lo stesso per il Senato (+9,37%), Camera (+12,64%), Corte Costituzionale (+11,48%) e soprattutto il Cnel (20%).

Non diversamente il taglio alle Province, taglio ai seggi e tagli dei stipendi dei Consigli Regionali, tagli dei Comuni sotto i 1000 abitanti , taglio complessivo di 54 mila poltrone . La Padania strillava “LA Casta colpita al cuore”. Ma subito dopo i proclami , tutto si ridimensionava. Il giornale Libero, non ostile al governo, denunciava “Nella manovra non è previsto neppure un euro di ricavi dalle sbandierate soppressioni di Comuni e Province: segno che non ci credono neppure loro”.

Tormentoni inutili. Come quello sulla soppressione degli Enti inutili , bollati addirittura nella prima versione del codice delle autonomie. L’ultima versione non sopprime niente, ci teniamo tutti.

Tagliamo i costi alla politica, o almeno le indennità. Era già utile quest’ultime. Ma il taglio del 50% dell’indennità ai parlamentari con un altro lavoro è stato sostituito con il raddoppio del prelievo di solidarietà: il 20% oltre 90 mila euro di reddito e il 40% oltre i 150 mila euro. Una parvenza di taglio. Infatti il prelievo di solidarietà doppio , che non doveva avere scadenza, ora durerà solo tre anni.

E sul numero di senatori e deputati da tagliare perché troppi, tanto annunciato e dichiarato dalla Lega , non è mai stato detto. Ma soprattutto non è mai stato inserito nella manovra.

L’abolizione delle Province sotto i 300 mila abitanti, con il clamore dei governatori eliminati e la difficile convivenza con la provincia sopravvissuta , è stata stralciata per finire in un disegno di Legge Costituzionale. Dobbiamo dire che l’iter burocratico della Legge è abbastanza lungo, quindi non si sa quando arriverà la soppressione. E se arriverà.

Nei stipendi dei parlamentari si è creata una norma ad hoc. Era previsto che i compensi pubblici non potessero superare quelli dell’Europa. Ma nella norma è stato scritto a quello dei “sei maggiori paesi” dove gli stipendi sono alti. Eliminando la media europea.

Età delle pensioni sempre più alto. Tranne per la Casta. In una prima bozza si diceva che dopo la scadenza dell’incarico nessun titolare di incarichi pubblici può continuare a fruire di pensioni e vitalizi. Riferimento poi scomparso. Inoltre l’incompatibilità assoluta fra incarico parlamentare e altre cariche elettive è diventata fra incarico parlamentare e cariche elettive monocratiche , quindi solo con i Presidenti di Provincia e i sindaci.

Alla fine il calcolo di solidarietà non toccherà la diaria , quindi sono salvi i 3503 euro netti al mese. E per finire la bruttissima legge , o infame secondo altri , sulle donazioni. La quale riconosce a chi regala 100000 euro alla ricerca sul cancro o ai lebbrosi uno sconto fiscale di 392 euro e chi regala gli stessi soldi a un partito politico lo sconto vale 50 volte tanto.

Promesse mai mantenute


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