Un post, del blog di Claudia De Lillo, chiamato "picio pacio" (la classica fanghiglia post nevicata) ed alcuni commenti al post fra cui uno che definisce il termine "molto meneghino in effetti e incomprensibile per chi non è stato bambino qui" (ossia a Milano) mi hanno fatto riflettere su come Eleonora e Sofia apprendano da me, oltre all'italiano, sia quel "Ginzburghiano" lessico familiare che proviene dalla mia famiglia che una serie di termini strettamente dialettali e milanesi, tipo appunto picio pacio, cadrega (sedia) e bauscia (sbruffone).
E così per Eleonora è normale usare il termine picio pacio come fosse una milanesina "nonostante" stia crescendo a Stoccolma. Inoltre riesce ad utilizzare termini del nostro lessico familiare come "sbrodeghezzi" anche quando parla svedese (del tipo dire a mamma Anette "jag gör inga sbrodeghezzi" per dirle che non sta giocando e pasticciando con del cibo liquido).
