Magazine Politica

LETTONIA: Riga e la sua memoria divisa. Vietata la marcia russa del 9 maggio

Creato il 07 maggio 2014 da Eastjournal @EaSTJournal

Posted 7 maggio 2014 in Lettonia, Slider with 1 Comment
di Paolo Pantaleo

Riga 9maja Baltica

Il direttore generale del comune di Riga Juris Radzevičs ha accolto la richiesta della polizia di sicurezza lettone ed ha deciso di vietare per motivi di ordine pubblico lo svolgimento della “marcia russa” il prossimo 9 maggio. L’associazione “Rodina” ha già preannunciato ricorso al Tribunale competente contro la decisione del comune di Riga.

Una giornata quella del 9 maggio a Riga che si preannuncia carica di rischi e tensione. Il 9 maggio è infatti la giornata in cui i russi festeggiano la vittoria sul nazismo, ed è l’occasione per i russofoni lettoni per celebrare la loro “giornata dell’orgoglio” in Uzvaras Parks, il parco della vittoria.

Il 9 maggio è da sempre una giornata di tensioni e di divisione all’interno della società lettone, fra comunità russofona e comunità lettone [l'anno scorso si discuteva della rimozione del monumento sovietico alla vittoria, ndr]. Quest’anno la tensione è ancora più alta a causa dei noti avvenimenti in Ucraina.

La polizia lettone ha chiesto al comune di Riga di vietare la marcia, perché considera “Rodina” un’associazione in cui sarebbero infiltrati radicali ed estremisti, personaggi considerati pericolosi per l’ordine pubblico. La “Rodina” inoltre ha pubblicato volantini e annunci sui social network, invitando i russofoni a partecipare alla marcia, in quanto “Riga e il territorio lettone appartengono fin dall’antichità alla Russia. Riga è una nostra città e la Lettonia è una nostra terra”, oltre a rivendicare la lingua russa come lingua ufficiale dello stato lettone.

Dall’altra parte in questi ultimi giorni si sono registrate numerose lettere anonime, inviate ad autorità, giornali, media, in cui si minacciano attentati terroristici se verrà concessa l’autorizzazione alla “marcia russa”. Il clima quindi è particolarmente teso e i rischi quest’anno appaiono decisamente superiori al passato, quando gli eventi del 9 maggio scatenavano al massimo polemiche politiche e scontri verbali sui social network.

Gli eventi legati alle celebrazioni della vittoria sul nazismo inizieranno già giovedì 8 maggio, ma il clou è previsto il 9 maggio, con vari spettacoli e concerti in piazza della Vittoria, oltre al consueto intervento del sindaco russofono di Riga Nils Ušakovs.

A pochi giorni dalla festa dell’indipendenza lettone del 4 maggio

Solo pochi giorni fa, il 4 maggio, la Lettonia festeggiava l’anniversario del ripristino della dichiarazione d’indipendenza (Latvijas Republikas Neatkarības atjaunošanas diena). Il 4 maggio del 1990 l’allora Soviet Supremo della Repubblica sovietica lettone votava una dichiarazione che reintroduceva l’indipendenza della repubblica lettone, come era fissata dalla Costituzione del 1922, anche se passerà circa un anno prima dell’indipendenza effettiva dall’Urss.

Nel tardo pomeriggio del 4 maggio 1990, al Soviet Supremo lettone (l’allora parlamento della repubblica sovietica lettone), al termine di una lunga seduta, 134 deputati su 201 votarono la dichiarazione “Par Latvijas Republikas neatkarības atjaunošanu” (Sul ripristino dell’indipendenza della Repubblica di Lettonia). Il Soviet supremo lettone dichiarava di prendere “de facto” il potere fino alla convocazione della nuova Saeima lettone, il ripristinato parlamento del primo periodo di indipendenza del paese (dal 1918 al 1940). Si era giunti a quella votazione dopo numerose riunioni svoltesi fra i deputati in quattro diverse sedi, dove si era discusso sulla delicatezza e l’importanza di quella decisione, ma anche delle possibili conseguenze e reazioni che avrebbe potuto scatenare da parte del regime sovietico di Mosca.

Quel 4 maggio tutto il giorno di fronte al palazzo del Parlamento sostarono migliaia di persone, per seguire la votazione sulla dichiarazione di indipendenza. I deputati che dopo aver votato a favore della dichiarazione di indipendenza si riunirono in Daugavmala (sulla riva della Daugava in prossimità del centro cittadino), furono salutati dalla folla con fiori e scene di festa. I deputati comunisti e dell’Interfronte, che avevano rifiutato di partecipare alla votazione, lasciarono il parlamento da una porta secondaria.

Dopo la votazione il presidente del Soviet supremo lettone, Anatolijs Gorbunovs, inviò un messaggio al presidente dell’Urss Mihail Gorbaciov, in cui si diceva che nella Repubblica di Lettonia era iniziato un nuovo periodo. La lettera fu inviata anche a tutti i governi del mondo. L’acquisizione dell’indipendenza divenne definitiva il 21 agosto del 1991, quando la Lettonia riacquistò la piena indipendenza dall’Urss che stava crollando. Il 6 settembre 1991 la Russia ricobbe ufficialmente la Lettonia.

Tags: 4 maggio, 9 maggio, giorno della vittoria, indipendenza, Lettonia, marcia russa, memoria, memoria divisa, Paolo Pantaleo, Riga, Rodina Categories: Lettonia, Slider


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog