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LifeGate, così fighi e così poco comunicativi

Creato il 09 marzo 2011 da Greenkika

LifeGate, così fighi e così poco comunicativiSono anni che conosco LifeGate: per un periodo ho avuto la mail presso il loro sito (ki[email protected], piena di spam fino a scoppiare), ho ricevuto l’iMagazine stampato su carta riciclata e spedito in un imballo biodegradabile, inoltre ho mangiato nel loro ristorante Lifegate Café con gran soddisfazione pel mio stomaco e pei miei occhi (piatti bellissimi e camerieri ancor più belli) e ho ascoltato la loro radio abbastanza spesso. Bella la musica, rassicurante la voce di Claudio Vigolo.

Ma perché tutte queste parole per LifeGate? Due sono i motivi per cui scrivo oggi:

1 – mi stanno antipatici
2 – mi stanno simpatici

Motivo numero 1: ho scritto loro in quattro occasioni per quattro motivi diversi. Sicuramente avere un indirizzo email specifico mi sarebbe stato più utile del semplice form “contatti”, MA quale può essere il motivo per non rispondere MAI ai messaggi dei propri visitatori/clienti/fan?

Argomento dei miei messaggi erano in sequenza: il MusiCamp 2010 per parlare di un’eventuale sponsorship, il mio progetto di vita a impatto 1 (per conoscere meglio i vantaggi di Zero Impact Web), il MusiCamp 2011 per rendere la musica del prossimo evento (che si svolgerà a settembre) sostenibile, per condividere il mio primo comunicato stampa su questa vita ecologica.

Numero risposte: zero. O per dirla con un francesismo, non mi hanno cagato di pezza.
Peccato, perché avremmo potuto avviare numerose interessanti collaborazioni a tutto campo, o almeno parlarci, e invece ciccia.

Motivo numero 2: ho comprato all’Hobby Show di qualche mese fa due paia di jeans LifeGate (di cotone biologico, colorati con indaco, slavati con acqua e pietra pomice, solidali e sostenibili) al superprezzo di 15 euri al paio.
Siccome di solito costano più o meno 70 euri e probabilmente sono in pochi a comprarli, oggi che si possono acquistare online a 19 euri, segnalo questa occasione a tutti voi che volete provarli.
Io li trovo veramente comodi, ho scelto quelli a zampa d’elefante, il mio formato preferito, e noto anche che mi fanno un bel culo.

Insomma, se volete essere equi e solidali anche nel vestire, se volete testare la differenza con le stoffe prodotte senza pesticidi senza inquinare e spendere consapevolmente, questa è un’occasione molto carina e tutto sommato economica.

Ma non confidate nella loro capacità dialogica e di ascolto. No, no.


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