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Lo schifo On The Road

Creato il 10 marzo 2015 da Postscriptum

Non ce la faccio a volere troppo male a Jack Kerouac e al suo perchè ricordo che quando lessi il romanzo mi piacque veramente molto: avevo 18 anni e quell'idea di libertà spensierata e di viaggi verso mete lontane tanto nella realtà quanto nel pensiero era molto seducente. Poi però qualche anno dopo fui costretto a confrontarmi con una realtà che tendeva a legarti a doppio filo a un luogo e a un certo modo di pensare e ho finito per considerare On The Road solo un romanzo beat che seppur sia costruito bene non fa altro che descrivere il sogno di un'epoca indipendentemente dal fatto che un sogno sia rimasto.

Però non posso non volere bene a On The Road così come non posso non odiare quello scempio che è l'omonimo film. Due ore e 14 minuti - dico ben due ore e 14 minuti - per non riuscire a sollevare neanche un grammo del peso culturale che ha il romanzo. E non è uno di quei casi in cui il film compensa il libro o una di quelle critiche stantie che vogliono sancire il primato della parola stampata sull'immagine: è proprio che il film è brutto. Non brutto come un trash, proprio brutto da fare schifo.

Non si salva la sceneggiatura, nè il montaggio e neanche lontanamente il cast che pure avrebbe avuto un guizzo se Garrett Hedlund avesse capito bene come interpretare la figura portante di Dean.

Lo schifo On The Road

Nel romanzo Dean è una figura centrale che attira l'interesse del lettore e da spessore alla trama: anche Sal, il protagonista, viene fagocitato nel vortice psicologico di Dean e ne esce fuori compiendo un sforzo immane.

Nel film non v'è traccia di psicologia. Ci sono solo dei giovanotti che vanno in giro per gli USA ubriacandosi a più riprese, fumando erba come se non ci fosse un domani e compiendo delle azioni senza alcuna connessione schematica tra loro nè tantomeno riferimenti culturali. Questa non è beat generation: questa è merda.

Inoltre un altro grave errore è che Il protagonista racconta la storia in prima persona e non nei ritagli di tempo tra Dean che si droga, Dean che dice frasi senza senso, Dean che si scopa qualcuna,Dean che pontifica su questo e su quello...

Detto ciò apriamo una parentesi sanguinosa su Kristen Stewart.

Lo schifo On The Road

E' evidente che questa ragazza non ha familiari che le vogliono bene perchè quando una persona ti vuole bene veramente non si fa scrupoli a dirti che hai l'espressività di un lavandino otturato e che piuttosto che fare l'attrice avresti potuto cercare fortuna in una panetteria o alla biblioteca comunale.

La faccetta simpatica ce l'avrebbe pure ma è l'espressione che le manca. Questa ragazza non riesce a trasmettere nulla e quando dico nulla intendo che anche se si spogliasse completamente in un film non susciterebbe nemmeno un grammo di sensualità. Non ci credete?

Lo schifo On The Road

Ad un certo punto in On The Road Marylou, il suo personaggio, deve masturbare contemporaneamente Dean e Sal: questa scena dovrebbe essere in qualche modo erotica invece è brutta in modo inverosimile. Cioè il tuo cervello immagina quello che sta succedendo e dovrebbero partire gli stimoli per la libido ma i tuoi ormoni si rifiutano di collaborare perchè sono troppo impegnati a vedere Uomini&Donne con Maria De Filippi.

Ricordo una scena simile nel primo film in cui mi accorsi della sua pochezza espressiva. No, non sto parlando di Twilight, un giorno riuscirò a distruggere recensire pure quello, ma di Into The Wild. In una scena il personaggio della Stewart, che è invaghita del protagonista Chris, dovrebbe invitarlo a sollazzarsi allegramente sul di lei letto ma appena il ragazzo vede la sua faccia preferisce andarsene a mangiare bacche velenose in Alaska solo come un cane. Ho detto tutto.

Quand'è che Kristen Stewart ha dato prova di saper recitare per dover essere tenuta così tanto in considerazione? Forse in un universo dove non ci siano Scarlett Johansson e Mila Kunis (giusto per citarne un paio) avrebbe potuto avere qualche chance...

Fatto sta che questo On The Road diretto da tale Walter Salles (che ha diretto solo Central Do Brasil e I diari della motocicletta, tra l'altro) ti lascia l'amaro in bocca e vorresti non aver mai deciso di recuperarlo. Più che di adattamento parlerei di disadattamento e farei internare chi ha deciso di guadagnare consensi e soldi snaturando così il lavoro di Kerouac che magari non sarà un capolavoro della letteratura ma sapeva trasmettere il messaggio: cosa che il film non fa.

Tags: kristen stewart, On The Road


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