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Lo stufato che non stufa mai

Da Sorelleinpentola

Lo stufato che non stufa mai.
Lo stufato alla Sangiovannese. Chi di voi sa cos'è? Io, personalmente, non lo conoscevo ... fino a qualche giorno fa.
Sono stata invitata, con estremo piacere, a prendere parte come giuria tecnica, al Palio dello Stufato a San Giovanni Valdarno.
Una sole primaverile ci ha accolto, 16 ottimi stufati preparati con modalità diverse ci hanno tenuto impegnati in gustosi giudizi e una splendida compagnia ha reso questa manifestazione unica.
Un brillante Leonardo Romanelli a presentare e un Sergio Maria Teutonico, giurato ideale e mio"vicino di banco", con cui commentare gli abbinamenti azzardati e non (foto casuale quella qui sotto...)
Lo stufato che non stufa mai.
Lo stufato che non stufa mai.
E altre due splendide blogger, finalmente conosciute: Simona e Cristina.
Una ricetta segreta, quella dello stufato, preparata dai diversi partecipanti con grande utilizzo di spezie e aromi, dal cumino sempre presente, alla noce moscata, ai chiodi di garofalo, alla cannella.
Sapori della tradizione leggermente contagiati da influenze etniche, sempre ben equilibrate.
E, cosa più importante ... due donne vincitrici (ed emozionatissime)!
Volete la ricetta? Ve la lascio in rima :-)
STUFATO DEL CASTEL SAN GIOVANNI

Nello tempo ch’è detto carnevale
alla Basilica, nelle grandi sale,
si riunivano in tempi ormai lontani
per far doni alla chiesa, i parrocchiani.
Racconta una leggenda che una donna,
per onorare meglio la Madonna
fece uno piatto forte e assai drogato
che battezzò col nome di Stufato.
Questa ricetta tanto decantata
da padre in figlio è stata tramandata
e per la gioia di ogni buon palato,
è giunta a noi in original formato.
Se questo piatto buono tu vuoi fare
questi son gli ingredienti da adoprare:
muscolo libbre tre, tagliato a modo
e di osso e zampa a parte, fai del brodo.
Tanto prezzemolo e di cipolle una
fai un bel battuto con la mezzaluna,
vino, olio di oliva, un’impepata,
spezie, garofano e alfin noce moscata.
Indi di coccio un tegam devi pigliare,
ci versi l’olio ma senza esagerare;
perché riesca bene, se ti preme,
metti la carne col battuto insieme.
Allor che tutto principia a rosolare
non ti stancare mai di razzolare,
quando il colore ha preso marroncino,
metti le droghe e un bel bicchier di vino.
Appena il vino s’è tutto consumato
aggiungi il pomodoro concentrato
a questo punto puoi abbassare il fuoco:
cuoci aggiungendo il brodo, poco a poco.
Questo piatto che viene da lontano
saprà ridarti quel rapporto umano
e far capire anche al più somaro
che il tempo è vita e che non è denaro.


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