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Lodo Mondadori

Creato il 10 luglio 2011 da Alboino
Lodo Mondadori
E’ giusto che la signora Marina Berlusconi in quanto presidente di Fininvest e responsabile del gruppo Mondadori esprima le proprie opinioni riguardo la sentenza del “lodo Mondadori”. In una diatriba, seppur forte e accesa, è importante che tutti esprimono le proprie idee e si arrivi ad un giudizio definitivo. Per cui ben accette sono le tesi della signora in questione a patto che la stessa non spari cazzate megagalattiche. All’indomani della sentenza, la Berlusconina ha espresso i seguenti giudizi:
"E' inaccettabile che qualunque norma possa risultare utile anche a Silvio Berlusconi o alle sue azienda venga definita ad personam. Siamo al conflitto d'interessi al contrario. (…) L'aggressione verso mio padre dura da 17 anni e è evidente come dietro tutto questo ci sia una parte della magistratura e certa stampa, che ha nei giornali di De Benedetti la sua punta di diamante. E' una vera e propria tenaglia, che con questa sentenza si è chiusa. (…) Il giudizio è stato completamente sostituito dal pregiudizio per cercare di distruggere un uomo e quello che rappresenta, si rischia di far male a un intero Paese. (…) In questa storia siamo totalmente nel giusto. Abbiamo sempre rispettato le regole e rispetteremo le sentenze, ma è nostro sacrosanto diritto denunciare un verdetto indegno per un paese civile. E' indegno che per colpire mio padre vengano colpite le sue aziende, costringendole perfino a finanziare proprio il gruppo De Benedetti che ha un'unica missione: cancellare dalla scena politica il presidente del Consiglio. (…) La realtà è che Carlo De Benedetti avrebbe sempre voluto essere come Silvio Berlusconi, sia nelle imprese che in politica, ma non c’è mai riuscito. Il suo è un capitalismo cannibale, che non costruisce ma distrugge. Penso alle tante rovine finanziarie e industriali che si è lasciato alle spalle come ad esempio la Olivetti. Penso alle rovine politiche, e non solo perchè tutti i suoi candidati alla guida della sinistra hanno fatto la fine che hanno fatto. (…) Penso alla televisione, un sogno che ha sempre coltivato e che non è stato capace di realizzare. E ora, magari, a lui non dispiacerebbe comprarsi La7 con i nostri soldi".
Ora, tralasciamo pure i giudizi su Carlo De Benedetti e sul suo operato nell’ambito del capitalismo italiano (vorrei solo ricordare alla signora Berlusconi di come era gestita l’azienda Olivetti e di come ancora oggi ne parlano gli operai che ne hanno fatto parte) e limitiamoci ad osservare la sentenza sul lodo Mondadori:
“In 283 pagine la sentenza civile d'Appello, che gli fa lo sconto, è molto più incisiva e stringente nell'indicarlo (Silvio Berlusconi) “corresponsabile” della medesima “corruzione” costata nel 2007 all'avvocato Cesare Previti e al giudice Vittorio Metta condanne penali definitive, e invece sfociata per Berlusconi nel 2001 nella prescrizione. E sancisce che il controllo della prima casa editrice del Paese è in mano a chi 20 anni fa si avvantaggiò della compravendita di una sentenza. (…) Quel lodo arbitrale era stato favorevole a De Benedetti, ma il suo annullamento spianò la strada a Berlusconi, giacché pose la Cir nella condizione di trattare da una posizione molto più debole il compromesso con Fininvest. (…) Nel penale un'altalena di 7 processi tra il 1996 e il 2007 ha infine stabilito in via definitiva che in cambio dell'annullamento del lodo arbitrale Previti, nell'interesse dell'azienda di Berlusconi, insieme ai legali Attilio Pacifico e Giovanni Acampora fece pervenire al giudice Metta 400 milioni di lire in contanti. (…) Già 10 anni fa in sede penale “in base al materiale probatorio disponibile non è emersa l'evidente innocenza dell'imputato” (Silvio Berlusconi), e “il proscioglimento fu disposto solo a seguito della concessione delle attenuanti generiche”.
Questi i fatti nudi e crudi, Berlusconi come molti affermano doveva essere in galera già dieci anni fa e invece, qui ci si lamenta che la giustizia ha imposto di pagare il giusto dovuto per una rapina bella e buona compiuta dalla famiglia Berlusconi a suo tempo.

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