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Ludwig Mies van der Rohe La filosofia diventa concreta

Da Maurizio Picinali @blogagenzie

ARCHITETTURA
Ludwig Mies van der Rohe La filosofia diventa concretaL'architetto e designer Ludwig Mies van der Rohe nasce il giorno 27 marzo 1886 ad Aachen, Aquisgrana (in Germania). Il suo nome completo è Maria Ludwig Michael Mies. Assieme ad altri illustri architetti come Frank Lloyd Wright, Le Corbusier, Walter Gropius, e Alvar Aalto, van der Rohe è ricordato come uno dei maestri del Movimento Moderno.

Nella sua famiglia è l'ultimo di cinque fratelli; il padre Michael è uno scalpellino di professione e nel suo laboratorio realizza monumenti d'arte funeraria, aiutato dal Ewald, il maggiore dei figli. Ludwig Mies aiuta a gestire la cava di famiglia e frequenta le scuole fino ai suoi tredici anni, senza arrivare a conseguire il diploma. Considerata la modesta condizione economica, lavora anche per Max Fischer, uno specialista in decorazione a stucco d'interni.sotto la volla di BRNO CZ

Ludwig Mies van der Rohe La filosofia diventa concreta

E' in questi anni che Mies sviluppa una grande capacità di disegno a mano libera; sempre in questi anni gli ambienti che più frequenta sono quelli dei cantieri, luoghi in cui ha modo di confrontarsi con gli architetti locali. Collabora parallelamente anche come mastro apprendista (a titolo gratuito) per un costruttore del posto.

Ludwig Mies van der Rohe La filosofia diventa concreta
Nel suo peregrinare professionale il futuro architetto passa prima per lo studio Goebbles come disegnatore, poi da Albert Schneider dove ha modo di leggere la rivista "Die Zukunft", che lo avvicina alla filosofia e alla spiritualità. In questo periodo conosce l'architetto Dülow che lo sprona ad andare a Berlino per cercare lavoro.
Ludwig Mies van der Rohe La filosofia diventa concreta

Ludwig Mies van der Rohe si trasferisce a Berlino nel 1905, dove lavora senza salario in vari cantieri della città. Entra poi nello studio di Bruno Paul come disegnatore di mobili e qui inizia ad apprendere i primi rudimenti di architettura. Il suo primo incarico è Casa Riehl a Neubabelsberg, nel Potsdam-Babelsberg, (1906). Dal 1906 al 1908 frequenta due accademie di belle arti.

Nel 1907 Mies entra nello studio di Behrens dove rimane fino al 1912, lavorando al fianco di Gropius e per breve tempo anche di Le Corbusier.

In seguito il tedesco prende grande ispirazione dalle opere neoclassiche di Karl Friedrich Schinkel, il cui rigore delle forme gli permetteranno di creare un personale linguaggio architettonico. In questo periodo ha anche la fortuna di conoscere due protagonisti dell'architettura del suo secolo: Frank Lloyd Wright durante una sua mostra di disegni nel 1910 e Hendrik Petrus Berlage durante un soggiorno in Olanda del 1912.

Nel 1910 torna nella sua città natale e partecipa assieme al fratello Ewald al concorso per il Monumento commemorativo a Bismarck. Nello stesso anno progetta Casa Perls a Berlino. È in questo periodo che decide di aggiungere il cognome della madre di origine olandese al suo, diventando Ludwig Mies van der Rohe, nome più suggestivo e altisonante che meglio suona - secondo lui - nelle orecchie dei clienti di alto livello, a cui vuole rivolgere i suoi servizi di architetto e designer.

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Come primo incarico arriva la costruzione di Casa Riehl: ha modo di conoscere Adele Auguste Bruhn, figlia di un industriale, che sposerà il giorno 10 aprile 1913: dall'unione nascono tre figlie Dorothea, Marianne e Waltraut.Lascia lo studio di Behrens e l'anno successivo, è il 1913, apre il proprio studio a Berlino presso la propria abitazione. La famiglia decide di trasferirsi a Berlino: Am Karlsbad 24 diventa l'indirizzo anche del suo studio. Con lo scoppio della Grande Guerra la sua carriera di architetto subisce un brusco rallentamento: fortunatamente non partecipa attivamente all'evento bellico in quanto troppo in là con gli anni.Nel 1921 partecipa al concorso per un grattacielo sulla Friedrichstrasse, che con la sua pianta cristalliforme, può richiamare il sogno espressionista dell'architettura del vetro, primo di una serie di progetti mai realizzati, a cui si aggiungono il "Grattacielo in vetro" (1922), "Edificio in cemento armato per uffici", "Casa in campagna in cemento armato" (1923), "Casa in campagna in mattoni" (1924).
Quest'ultimo materiale viene tuttavia sperimentato da Mies nella costruzione di Casa Wolf nel 1927, il Monumento a Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg a Berlino nel 1926, oltre che a Casa Lange e Casa Esters a Krefeld rispettivamente del 1927 e nel 1930, opere in cui la proporzione e la costruzione sono correlate al modulo del singolo mattone.

Diventa successivamente direttore artistico del Weissenhof, e direttore della Bauhaus, ambiti in cui ha modo di lasciare i suoi maggiori contributi alla corrente della filosofia architettonica del suo tempo. Con la partecipazione all'Expo 1929 - in qualità di rappresentante della Germania - Mies van der Rohe esprimere in pieno le sue idee. Il suo padiglione di Barcellona offre la possibilità di sperimentare quegli elementi che caratterizzano la sua architettura futura (come ad esempio il pilastro in acciaio assieme al telaio in acciaio e vetro).

A causa dell'ascesa del potere nazista nei tardi anni trenta lascia il paese con spirito fortemente amareggiato. Arriva negli Stati Uniti e la sua fama lo precede. Famosi sono i suoi motti "il meno è più" (less is more), e "Dio è nei dettagli" (God is in the details).

Negli ultimi vent'anni della sua vita l'architetto tedesco giunge alla visione di un'architettura monumentale chiamata letteralmente "pelle e ossa" ("skin and bone"). I suoi ultimi lavori offrono la visione di una vita dedicata all'idea di un'architettura universale semplificata ed essenziale.

Stabilitosi a Chicago diventa il preside della scuola di architettura al "Chicago's Armour Institute of Technology" (che cambierà in seguito il nome in Illinois Institute of Technology - IIT). La condizione che pone per accettare l'offerta di quel ruolo è quella la libertà di ridisegnare il campus. Ancora oggi alcuni dei suoi più famosi edifici si trovano qui, come ad esempio la Crown Hall, la sede dell'IIT.

Dal 1946 al 1950, per Edith Farnsworth, ricco medico della città, progetta e realizza la Casa Farnsworth. E' la sua prima casa costruita aldilà dell'oceano. La famosa costruzione è rettangolare, con otto colonne d'acciaio divise in due file parallele. Sospeso tra le colonne si trovano due superfici (il pavimento e il tetto) e un semplice spazio abitabile racchiuso da pareti di vetro. Tutti i muri esterni sono di vetro, e l'interno è interamente aperto, fatta eccezione per un'area racchiusa da pannelli di legno contenente due bagni, la cucina e camere di servizio. L'aspetto generale della casa, oltre ai vetri, è di un bianco splendente.

Nel 1958 realizza il Seagram Building, a New York, opera considerata l'espressione massima dell'International Style dell'architettura: si tratta di un grande edificio di vetro, dove sceglie di inserire una grande piazza con fontana davanti alla struttura, creando uno spazio aperto a Park Avenue. FOTO SOTTO

Ludwig Mies van der Rohe La filosofia diventa concreta

Tra le altre importanti opere di Mies van der Rohe ricordiamo queste il Federal Building (1959), l'IBM Building (1966) e la 860-880 Lake Shore Drive (1948-1952).

Ormai anziano e malato, Mies assume l'incarico nel 1962 di realizzare il museo di arte contemporanea di Berlino. La "Neue Nationalgalerie" è la sua opera più grandiosa e tragica: si tratta di un'aula quadrata di circa sessantacinque metri di lato con un tetto che poggia solo su otto pilastri in acciaio: appare come un'opera di architettura classica, senza tempo, paragonabile a quella dei templi dell'antica Grecia.Un anno dopo, nel 1963, riceve dal Presidente americano J.F. Kennedy la Medaglia presidenziale della Libertà.Ludwig Mies van der Rohe muore a Chicago (Usa) il giorno 17 agosto 1969, all'età di 83 anni. Dopo la cremazione le sue ceneri vengono sepolte vicino a Chicago, insieme a quelle di altri architetti, nel Graceland Cemetery. La sua tomba è composta da una semplice lastra di granito nero con un albero di spino di Giuda.


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