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Luigi Chiatti, il mostro di Foligno è pericoloso ma torna libero

Creato il 06 settembre 2015 da Mrinvest

Luigi Chiatti ha lasciato il carcere di Prato dopo 22 anni ed ha raggiunto il Rems di Capoterra, vicino Cagliari, dove dovrà rimanere per almeno tre anni.

Luigi Chiatti, il mostro di Foligno è pericoloso ma torna liberoLuigi Chiatti è libero. Dopo solo 22 anni di carcere trascorsi a Prato, il geometra di 47 anni è arrivato ieri mattina a Capoterra, a 30 km da Cagliari, in una Rems (Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza), una struttura di custodia sanitaria, dove sarà sorvegliato da vigilantes, e dove dovrà rimanere per almeno tre anni, come stabilito dalla Corte di Assise di Perugia.

La condanna definitiva prevedeva, a fine pena, il trasferimento per almeno tre anni in un Ospedale psichiatrico giudiziario. Ma dal 1 aprile gli Opg sono stati aboliti e sostituiti appunto dalle Rems, residenze senza sbarre e senza sorveglianza da parte delle forze dell'ordine, per malati psichiatrici che hanno commesso reati.

Luigi Chiatti era stato condannato a due ergastoli.

Il "mostro di Foligno" era stato condannato in primo grado a due ergastoli per avere rapito, seviziato e ucciso, nell'ottobre del 1992 Simone Allegretti, un bimbo di 4 anni, e dieci mesi dopo, nell'agosto del 1993, il tredicenne Lorenzo Paolucci. Al processo di appello la pena gli fu ridotta a 30 anni, con sentenza passata in giudicato, per l'accertata seminfermità mentale (che significa?), poi ulteriormente ridotta di 8 anni tra indulto e buona condotta.

Dovrà ancora essere curato Luigi Chiatti, è ritenuto pericoloso socialmente e la custodia nella Rems potrebbe superare i tre anni se la sua pericolosità continuerà ad essere accertata.

Polemiche e dubbi su tutta la vicenda di Luigi Chiatti.

Il killer seriale pedofilo di Foligno non ha mai mostrato né pentimento né rimorso per ciò che ha fatto, per le mostruosità da lui commesse, per le sofferenze fatte subire a due bambini, vittime innocenti della sua lucida follia.

Inoltre continua ad essere una persona pericolosa e dunque non meritevole di essere riammesso nella vita sociale. D'altra parte lui stesso aveva detto che nel suo Dna esiste la voglia di uccidere e che lo avrebbe rifatto se lo avessero lasciato libero ( "tornerò a uccidere, ma farò più attenzione").

E se fra tre anni fosse rimesso in libertà e dovesse uccidere di nuovo, chi ne risponderà? Chi si assumerà la responsabilità di decidere che questo non succederà più? Chi garantisce l'incolumità dei cittadini?

Come al solito, poi, in Italia non esiste la certezza della pena. Certi reati, come la violenza sui bambini, non devono ottenere sconti di pena o da indulto o per buona condotta. Io non sono un giudice, sono semplicemente un padre e non sono neanche un tipo violento, anzi, ma secondo me, certe follie criminali, come quella di Luigi Chiatti, devono essere punite con la pena di morte. Non esiste la pena di morte? Allora ergastolo sia, ma che il colpevole rimanga veramente a marcire in galera a vita.

E sembra che anche Luciano Paolucci, il padre di Lorenzo, abbia cambiato idea sul perdono che aveva concesso al mostro. L'aveva perdonato, visto le violenze subite da piccolo e la sua malattia mentale, ma adesso, di fronte alla sua scarcerazione, ha cambiato idea, e condanna anche chi lo farà tornare in libertà.

Insomma, i due poveri bambini, Simone e Lorenzo, sono stati uccisi di nuovo dalla giustizia e dalle leggi permissive italiane.

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