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Luisa Sello, l'orchestra La Sinfonietta e i Freeboys hanno eseguito un concerto benefico, il 4 dicembre 2014 a Roma.

Creato il 08 dicembre 2014 da Pjazzanetwork
Luisa Sello, l'orchestra La Sinfonietta e i Freeboys hanno eseguito un concerto benefico, il 4 dicembre 2014 a Roma.
Straordinario successo per il concerto di giovedì 4 dicembre a Roma, nella splendida cornice della Cancelleria Pontifica. Nuovo, innovativo, raffinato e di grande carisma, il programma ‘Musica per una passione comune’, che affiancava nomi della musica classica e del pop italiano dell’ultima generazione, ha letteralmente ammaliato il numerosissimo pubblico presente, che ha decretato il successo del debutto romano con entusiastici applausi e ‘standing ovation’. Fascino, competenza e carisma interpretativo, sono le parole per sintetizzare un quadro musicale di assoluta raffinatezza e piacevolezza, di smagliante virtuosismo strumentale e ricco di colori musicali, resi ancora più coinvolgenti per l’accostamento di melodie famose e carols natalizi.
Luisa Sello, flautista di grande interpretazione, la pop band dei Free Boys, con le belle voci di Enrico Nadai, Kevan Gulìa, Simone Aucello, e l’orchestra d’archi La Sinfonietta, hanno suggellato un’immagine nuova del ‘fare musica’ per uno scopo comune. La condivisione nei valori della bellezza artistica, infatti, accomunata dalla ricerca di sinergia tra generazioni e generi musicali diversi, sottolineava l’aspetto solidale dell’evento, il cui ricavato è stato devoluto all’Ospedale Pediatrico ‘Bambin Gesù’.
Il concerto si è aperto con la famosissima Serenata di Mozart ‘Eine Kleine Nachtmusik’, resa con eccellenza di intesa dall’orchestra d’archi La Sinfonietta, con bella scelta dei tempi e del fraseggio, cosa non facile per una composizione così nota da rendere pericolosa un’esecuzione del ‘déjà vu’. Gli archi dell’ensemble, evidentemente già usi alla frequentazione di repertori mitteleuropei, hanno saputo renderne la lettura con la freschezza delle pagine ancora da scoprire, con un bel amalgama sonoro e fraseggio pensato e curato. La sorpresa si è arricchita poi con l’entrata della flautista Luisa Sello, che con un suono letteralmente ‘ammaliante’ ha aperto il sipario sull’atmosfera magica della serata, coinvolgendo i presenti con una piéce teatrale di grande fascino, eseguendo il solo dell’Orfeo di Gluck. La sua bravura si è poi espressa pienamente con il virtuosistico concerto di Carl Philippe Emanuel Bach, le cui pagine hanno trascinato il pubblico in un vorticoso susseguirsi di materia incandescente e pulviscolo di stelle, se dovessimo descrivere con metafore il virtuosismo di questa flautista italiana, allieva tra l’altro del mitico Severino Gazzelloni, e la sua capacità di trascinare l’audience con energia ritmica, suono caldo e coinvolgente, tecnica perfetta, personalità e fascino personale.
Attesissima quindi la seconda parte del concerto, che si apriva con un’opera di Valter Sivilotti, compositore amato da Milva, che dedicava un brano proprio alla flautista. Bellissimo e inaspettato diventa quindi, nelle sue volute notturne di stampo medievale, ‘L’incantesimo della luna nuova’, emerso dall’arcaico profumo dei castelli per fondersi con le stratificazioni della nostra epoca. Anche qui la solista e La Sinfonietta danno prova di grande esperienza esecutiva oltre che di professionismo ad alti livelli.
Ma le sorprese non sono finite; il pubblico viene ancora catturato dall’unione tra l’espressione classica e quella della Boy Band dei Free Boys. Le voci di Enrico Nadai, Kevan Gulìa e Simone Aucello, colpiscono subito per spontanea bellezza e simpatia. L’unione dei generi si fonde in modo perfetto nella lettura di una trascinante ‘Imagine’ di John Lennon, dove flauto, voci e archi si corteggiano e si amalgamano in maniera perfetta, quasi l’elaborazione fosse stata scritta per questo organico da sempre, dal compositore ed arrangiatore Antonio De Angelis. Grande impatto emotivo per il pubblico che, a testimonianza di una perfetta armonia tra repertorio classico e attualità della canzone, si trova immerso in un clima di melodie conosciute, attraverso l’emozionante esecuzione di alcuni carols natalizi e della splendida ‘Mater Jubilaei’, canto anonimo medievale.
Per chi tende a separare i generi musicali in uno sterile accademismo, quella di giovedì sera è stata una squisita dimostrazione che la musica, se eseguita a livelli professionali e con grande talento, può accostare generi diversi per nascita e vocazione, ma non solo, può comunicare immense emozioni e valori ad ascoltatori provenienti da esperienze differenti. Un portafortuna di tutto rilievo e di grande successo, quello romano, che consacra la bravura dei suoi interpreti e l’interessante programma, destinato sicuramente a svilupparsi per arrivare ad un target sempre più vasto. Coloro che non hanno potuto esserci, avrebbero partecipato con gioia alla ‘standing ovation’ di un pubblico entusiasta e testimone di un evento indimenticabile per bellezza e bravura. (MaBi)

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