Luna sotto le stelle ..

Creato il 31 luglio 2014 da Madameg

Prima di andare in vacanza vi regalo un nuovo racconto di Deborah R. Una nuova avventura di Luna..alle prese con il suo desiderio travolgente di Luca.  Vi auguro buona lettura e Luna vi dà appuntamento alla prossima stagione!

Con l’estate scoppiata le serate sono tutte da bere! Luna rientra in casa vestita di tutto punto dopo un’intensa giornata di lavoro. Le scarpe restano accanto alla porta, il tailleur pantaloni chiaro si smonta in pezzi dalla sala alla camera, la serietà della giornata è presto lavata sotto una doccia rigenerante.

Luca.. anche sotto la doccia. Il suo pensiero le batte in testa sempre in modo forte. “Devo pensare a me.. devo godere del mio tempo; devo.. voglio.. Luca..”

La luce abbagliante e l’afa volgare lasciano il posto ad un cielo di fuoco e ad una brezza che sembra portata dal mare. Disseta la pelle spalmando la crema con le mani, muovendole dalle gambe, al sedere, dall’inguine ai seni, al collo. Si mette un paio di open toe con il tacco alto, nere con la fascia che chiude il piede in una deliziosa fantasia animalier e nuda si ferma davanti all’armadio. “Tutto ruoterà intorno a voi stasera!” .. guardando le sue scarpe seducenti con un mezzo sorriso. Sceglie la leggerezza di un vestitino che è come una sottoveste, di seta color bronzo e ricoperto poi con tulle nero, che dà movimento e volume all’esile corpo di Luna.

Lo specchio: “Mmmhhh, manca qualcosa”

Luna apre il cassetto delle calze e prende un paio di calzini neri, estivi. Toglie le open toe e li indossa; rimette le scarpe.

Wow, ora si! I calzini sono un soffio sulle caviglie, appositamente morbidi per scivolare e fare onde di tessuto come carezza. Hanno nastrini di raso da avvolgere dolcemente intorno alla caviglia, come fossero lì.. per caso.

Ore 22,00 Giardini, polmoni verdi nel cuore della città. Gli amici sono tutti intorno ad un tavolo, Luna parla, sorride, con un bicchiere di gin tonic in mano ed una sicurezza che fa luce.

Si volta un attimo e.. Luca! Anche lui al tavolo con amici, gente, amiche.. La vede. Le fa un cenno di saluto con la mano. Lei fa in tempo a rispondere al saluto, lui è già tornato ai suoi discorsi. Gira la testa, qualche stella si è spenta, il gin tonic sembra caldo e il sorriso boh, forse è ubriaco. In cinque minuti i pensieri si affollano, spingono come per fuggire da un incendio e “Luna?”

“Si?” E’ Luca.

“Ti va di andare via?”

 “S, si”.

Gli amici la guardano, nessuno sa, nessuno presenta qualcuno ad un altro, nessuno si presenta. Solo un rapimento consenziente e il visibile e colpevole imbarazzo di Luna per l’istantanea scelta di lasciare tutti e scappare via con “lo sconosciuto”. Via. Silenzio. Qualche km fuori dalla città, su verso i colli, cercando il buio. La macchina si ferma, Luca sposta indietro il sedile, si allunga per baciarla, la trova e con un gesto la prende e la fa sedere su di lui; ansima lei..

Le prende la gonna e le sfila il vestito dalla testa, le tiene le braccia, la guarda, la biancheria chiara disegna il suo corpo, poi le guarda la schiena, il culo appoggiato sulle gambe, lei sul suo membro, ancora nascosto ma pronto come un animale. Le gambe di Luna piegate lasciano allo sguardo di Luca la grazia dei suoi polpacci agili, le caviglie coperte in una sera d’estate e la malizia dei fiocchetti che cadono abbandonati come lei.

In un attimo sono un corpo solo, lui ancora vestito, ha solo abbassato i pantaloni scoprendo la sua irruenta voglia, lei con la biancheria che ad ogni movimento diventa più sgualcita, tirata, umida.

Sembra pazzo Luca, ora. Le tiene il culo con le mani, le infila le dita nella carne, la soffoca di baci, le morde una spalla e lei geme, gli graffia la schiena, gli accarezza i capelli. Poi urla e si appoggia con la testa sulla spalla di lui che le dà un bacio su una guancia e l’allontana.

Silenzio. Km verso la città. Un bacio veloce sulle labbra, Luca è già lontano, Luna riprende la sua macchina e vola a casa, stordita, con più punti interrogativi che lacrime e con l’altro mezzo sorriso: “Però forse un po’ gli piaccio…”

Deborah R.



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