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Amore ricambiato dalle ragazze di mister Pierini (ancora sugli spalti per squalifica) che cercano il sostegno del loro pubblico e lo cavalcano per dieci incredibili minuti del secondo tempo nei quali rimontano il doppio svantaggio. Purtroppo le ferelle vanno a corrente alternata e non riescono ancora ad esprimersi con quella continuità e convinzione indispensabili per portare in archivio un risultato positivo contro squadre prestigiose.
Chi invece ha fatto passi da gigante in meno di un mese è l’AZ Gold Women. Le campionesse d’Italia rispetto alla partita di Supercoppa persa contro il Sinnai, presentano in campo anche il talento spagnolo Sara Moreno ed Aida Xhaxho mentre Pastorini, Noe e Mascia hanno recuperato totalmente dagli acciacchi muscolari. La squadra di mister Segundo appare ora più completa ed aggressiva e dimostra grande carattere. Partono convinte le teatine che con delle ripartenze velocissime mettono in difficoltà una sbadata retroguardia rossoverde.
Un uno-due micidiale prima con Silvetti che mette seduta Salinetti e conclude in rete e pochi minuti dopo con la rivelazione Elisane Sgarbi, una forza della natura, brasiliana di neanche 22 anni ma piedi buoni e personalità da vendere. Elisane e Cristina Olivieri, oltre a Iannucci sono state portate alla corte di Zulli dall’attuale vice-presidente dell’AZ ed ex presidente del città di Pescara Luigi Palladino, grande conoscitore del calcio a 5 femminile e si sono subito integrate perfettamente, risultando a mio avviso, le migliori dell’AZ in Supercoppa ed andando in gol anche domenica a Terni.Nel primo tempo va in scena un buon AZ, solido e compatto che a volte si intestardisce nei lanci ma quando gioca palla al piede è molto più incisivo. Le ferelle sembrano dormire, subiscono il doppio colpo ma non creano più di tanti problemi a Mascia ed il primo tempo arride totalmente alle campionesse che vanno all’intervallo avanti per 2-0.
Metamorfosi della Ternana nel secondo tempo, il pubblico incita le sue beniamine che finalmente si scuotono dal torpore con la pantera Patri Sanchez che mette a segno la sua doppietta in due minuti. Esplode il Di Vittorio incitato dallo speaker che scandisce ed inneggia, seguito dal pubblico, il nome di bomber “Sanchez Pa-tri-cia!". Davvero le ferelle ora giocano con il “sesto uomo” in campo.
Sembra la svolta, il pubblico è in delirio, tremano le pareti del Di Vittorio ed Ampi e compagne spingono a testa bassa. L’AZ è frastornata e ci si attende da un momento all’altro che la squadra di casa metta a segno il colpo di grazia. Invece no, l’AZ ha giocatrici che non mollano, che sono abituate a cadere e a rialzarsi, è una squadra operaia quest’anno, che sa soffrire e sa lottare insieme. Ci pensa Cristina Olivieri a gelare tutto l’entusiasmo rossoverde con un gol di testa dopo una parata non perfetta di Salinetti su tiro di Moreno. Mancano pochi minuti e la Ternana schiera Donati portiere di movimento ma l’AZ si difende con ordine, Mascia è sempre pronta e c’è anche il tempo per Sarita di segnare da metà campo con la porta sguarnita.
Finisce 4-2 per l’AZ che ora è finalmente una squadra e di sicuro darà filo da torcere a tutti. Come mi disse un mese fa il suo capitano Mascia, “lo scudetto sul petto ce l’abbiamo noi" e chi glielo vorrà scucire non avrà certo vita facile. Più che scucire il tricolore all’AZ la sensazione è che glielo devi proprio strappare, perché è una squadra caratteriale che si carica e si esalta nelle difficoltà.
Le ferelle sembrano una bella incompiuta. Manca qualcosa e lo sappiamo. Neka e Jessiquinha non sono due giocatrici qualunque, ma tutto il gruppo non sembra ancora riuscire a dare in campo tutto ciò di cui è capace. Lo dimostrano i 10 minuti di grande intensità nel secondo tempo quando la Ternana sembrava aver messo alle corde l’AZ, recuperando il doppio passivo ma senza però trovare la freddezza di mettere a segno il ko. Anche a Montesilvano per 10 minuti le ferelle avevano messo in seria difficoltà le abruzzesi segnando un gol, ma a questi livelli e contro certe avversarie, è indispensabile elevare lo standard di gioco e cercare la continuità.
di Letizia Costanzi





