Magazine Africa

Mai più gioventù di "scarto"/Le cosiddette scuole del "dialogo" basate sulla cultura dell'incontro

Creato il 05 febbraio 2015 da Marianna06

 

0010642249

 

Un’idea dell’allora cardinal Bergoglio oggi  è realtà certa  per il mondo tutto.

Dall’Argentina al resto del mondo  un progetto  per mettere al riparo i giovani dall’emarginazione.

Ecco cosa sono le Scholas occurrentes”, le “scuole del dialogo”, di cui si è parlato a Roma in questi giorni al IV Congresso internazionale.

Scuole di senso. Scuole di formazione. Scuole d’impegno.

Tra l’altro in numero  destinato a crescere,  se si considera, e le cifre sono abbastanza chiare, che ne fanno parte già al presente circa 400 mila istituti.

Certi accadimenti, per chi crede nella divina Provvidenza, hanno quasi sempre  un po’ il taglio della “profezia”.

Infatti, in un giorno d’autunno di quindici anni fa, accadde che, colui che oggi è Papa Francesco, quel pontefice che in tanti amano, anche coloro che si dicono non credenti, nella famosa Plaza de Mayo, a Buenos Aires, tra giovani e meno giovani, studenti e docenti, di differenti culture, estrazioni e religioni, pala alla mano, piantasse alla presenza di una piccola folla festante un  alberello d’ ulivo.

Ulivo che, come sappiamo, da milioni di anni è simbolo di pace universale e che in  quel giorno”speciale” significò probabilmente anche “qualcos’altro”.

E cioè, ad esempio, un “impariamo a dialogare”.

Un  dialoghiamo tutti e tra di noi. Sul vicino e sul lontano. E su tutto quanto  ci riguarda o ci può riguardare come abitanti del pianeta Terra.

Su temi modesti e su temi importanti. E, assieme, impegniamoci, in modo da rendere il nostro mondo, se ci riesce, un po’ migliore.

Allora quelle scuole, che nacquero con molto consenso (pace e dialogo, a dirla tutta, vanno inevitabilmente a braccetto), si chiamavano “escuelas de vicinos", traducibile per noi italiani in scuole di quartiere.

Modeste certo ma  novità stimolanti in un periodo storico-politico piuttosto complesso per l’Argentina del dopo dittatura.

Oggi le stesse, e non solo quelle in Argentina, sono diventate “Scholas Occurrentes” ossia  “scuole per il dialogo”, promosse dalla Pontificia Accademia delle Scienze e presenti in ben quindici  differenti Paesi del mondo.

Molto presto, si è detto nel corso dei lavori a Roma,  avremo una sede delle “Scholas Occurrentes” anche in Mozambico, dopo quella dell’Argentina e di  Città del Vaticano.

E questo ci riempie di gioia in quanto conosciamo la voglia di apprendere e di realizzarsi dei tantissimi giovani mozambicani, nati anch’essi in un Paese, che ha conosciuto, attraverso i genitori e i nonni, la guerra civile e le conseguenze gravose in termini di povertà di una tale calamità.

Poiché nulla è per caso, dietro tutto questo ossia dietro le “Scholas Occurrentes”, si cela un’esperienza pluriennale nelle periferie povere dell’Argentina(Bergoglio l’ha vissuta quella povertà in prima persona, apportando, quando poteva, il suo sostegno ai poveri) e un uomo, un sacerdote, teologo e formatore, il cui nome è José Maria del Corral.

Due anni fa, nel 2013, Papa Francesco parlò proprio con José Maria del Corral, direttore dell’Istituto San Martin de Tours a Buenos Aires, di un progetto per giovani, i quali attualmente si trovano a vivere, un po’ dappertutto nel mondo,in grosse difficoltà a causa di assenza di prospettive certe per il proprio  futuro.

E quindi dell’urgenza che egli, Papa Francesco, avvertiva d’intervenire.

Suo desiderio era voler fare qualcosa per impedire assolutamente tale scoraggiamento e tale perdita di speranza.

I giovani sono il futuro di ogni Paese. Papa Francesco questo concetto lo ribadisce spesso.

Una risorsa incommensurabile – ripete. Occorre però-aggiunge subito- che si offra loro la dovuta cura e  la giusta attenzione nel percorso di crescita.

E così, a ogni possibile forma di emarginazione giovanile, compresa quella legata purtroppo alle disabilità fisiche e mentali, oltre alla povertà, al pregiudizio,al razzismo, si è giunti, che non è molto, a poter rispondere finalmente e, grazie a quella “famosa” Provvidenza,  con un’ “aula mondo”, dove giovani di diverse provenienze si possono scambiare esperienze e imparano così a convivere, maturando progressivamente in quella che Papa Francesco chiama la “cultura dell’incontro”.

Una cultura indispensabile ai nostri giorni per quel che ci è dato di assistere. E che lo sarà ancora di più , avanti nel tempo, quando i giovani di oggi saranno gli uomini e le donne di domani.

Ecco, allora, una rete internazionale di scuole pubbliche e private, confessionali e non, distribuite nei cinque continenti.

E per l’Onu,che ultimamente mostra di apprezzarla particolarmente,quella delle “Scholas Occurrentes” è addirittura la maggior rete scolastica del pianeta per estensione.

Scegliere di aderire dipende dall’accreditamento del responsabile di un determinato istituto al sito www.scholasoccurentes.org e  dall’impegno serio di condivisione con gli altri dei progetti, che sono in corso.

Una priorità specifica nelle “Scholas Occurrentes” è data all’Arte e allo Sport. Una scelta, io direi, oculata e significativa se si considerano le attitudini e gli entusiasmi, che sono proprie dei giovani, in particolare nell’adolescenza, in questi due rispettivi ambiti.

 

                             Marianna Micheluzzi


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :