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Mali / Presidenza ad interim e la nomina del Primo ministro / A che punto è la crisi?

Creato il 17 aprile 2012 da Marianna06

 

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Dopo la nomina del Presidente ad interim e del Primo  ministro, terminata cioé la situazione di pericolo e di precarietà dovuta al colpo di Stato del 22 marzo scorso, golpe voluto dai militari nel Paese a dimostrazione di una situazione difficile per l'esercito, male armato e male equipaggiato, la preoccupazione odierna del Mali  è quella di creare dei corridoi umanitari per inviare cibo e medicine alle popolazioni del Nord, che, sotto la pressione degli uomini del MNLA e di alcuni gruppi di jiadisti, sono completamente tagliati fuori e impossibilitati a ricevere qualsivoglia forma di aiuto.

Si aggiunga inoltre che la fretta di agire tempestivamente  a livello di scorte alimentari e medicinali ,per evitare danni maggiori, riguarda oltre il Mali settentrionale anche altri Paesi vicini dell'area Subsahariana come il Tchad, il Burkina Faso, la Mauritania , il Niger, la Nigeria del Nord, il Camerun e il Senegal.

Sono tutti o quasi Paesi confinanti con il Mali dove, ai prodromi della crisi, prima che le frontiere venissero definitivamente chiuse, i maliani si sono rifugiati e dove attualmente vivono in campi-profughi allestiti alla bene e meglio ma con tutti i disagi che si possono facilmente immaginare.

In base ad un calcolo approssimativo della Caritas Internazionale in tutta l'area subsahariana sono a rischio malnutrizione 16 milioni di persone( ieri dicevamo, ad esempio, di petrolio contro agricoltura in Niger, che quasi certamente risolverà poco o niente) e altri 10 milioni si trovano già in stato d'insicurezza totale.

Evitare per tempo l'ennesimo disastro umanitario è, forse, il meno che si possa pensare di fare.

Un invito in tal senso ci viene anche dall'organizzazione umanitaria internazionale "Medici senza Frontiere" già operante nella zona da tempo.

Sempre secondo i dati della Caritas Internazionale,i profughi e gli sfollati dal Mali sono qualcosa numericamente come 200mila tra uomini, donne, anziani e bambini, privati delle loro povere cose e molto disorientati. 

  

   A cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

 


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