Matteo! Hai letto il tweettino che ti è arrivato dalla Magistratura?

Da Pukos

Erano tante le riforme promesse da Matteo Renzi, e dato che non è il momento migliore per parlare di questioni economiche, il Premier alcuni giorni fa ha pensato bene (anzi male! per lui) che fosse giunta l’ora  di cominciare a trattare l’argomento Giustizia.

Ora, qualsiasi persona in Italia sa che tutto ciò che è “pubblico” non funziona, non sono un esempio di efficienza le Poste, sappiamo tutti in quale stato pietoso sono ridotti gli Ospedali, ma se c’è un settore pubblico completamente allo sfascio, beh, senza dubbio questo è la “Giustizia”.

La Giustizia, in Italia è una cosa vergognosa, una vera e propria ignominia, tra l’altro una delle cause principali per cui gli stranieri non investono nel nostro Paese.

In Italia infatti non si può dire che esista giustizia, i tempi biblici per arrivare ad una sentenza sono di per sé un’ingiustizia, visto che privilegiano il torto rispetto alla ragione.

Naturalmente le cause della situazione disastrosa in cui versa il nostro apparato giudiziario sono molteplici, e non tutti imputabili a chi vi opera, ma dato che il nostro Stato impiega una sovrabbondanza di risorse rispetto alla media europea e i Giudici ed i Magistrati italiani sono fra i più pagati sempre a livello continentale, beh! Questi ultimi non possono certo tirarsi indietro quando si cercano le cause di un simile sfacelo.

Insomma se in Italia per arrivare ad una sentenza di primo grado ci vuole un tempo di tre volte superiore, mediamente, rispetto alla Germania o alla Francia, una certa inefficienza fra coloro che operano nel settore non può essere messa in discussione.

Ed allora all’inizio del dibattito politico sulla riforma della Giustizia si è anche parlato di un riduzione delle interminabili ferie di cui godono Giudici e Magistrati italiani, forse il governo pensava che fosse l’argomento meno spinoso e che invece fossero altri i temi che avrebbero scatenato la polemica, come la responsabilità civile.

Invece appena si è parlato di ridurre le ferie dall’Anm (Associazione Nazionale Magistrati) è immediatamente arrivato un altolà! Naturalmente i Magistrati non hanno alcuna argomentazione valida per continuare a godere di privilegi che non hanno uguali al mondo, ed allora da loro è arrivata la più banale delle obiezioni, la solita “… non è qui il problema …”

Il “problema” è sempre da un’altra parte, ogni volta che in Italia si cerca di cambiare qualcosa, per i fruitori di quei privilegi, qualsiasi siano le proposte, il problema “non è mai lì”.

Ok cari Magistrati, il problema non è lì, ma vogliamo ammettere che se fate qualche giorno di meno all’anno di ferie magari qualche causa, civile o penale che sia, avrà una durata inferiore? Capite che se negate questo semplice assunto è come dire che in quei giorni di lavoro in più voi non fate nulla?

Detto questo alle rimostranze piccate dei Magistrati il nostro Presidente del Consiglio ha risposto in maniera sorprendente, devo essere sincero, non mi aspettavo che Renzi avesse il coraggio di essere così sferzante nei loro confronti, quel “Brrr che paura che mi fanno …” è stata una stilettata.

L’Anm ha risposto in maniera dura, con una frase “Atteggiamento irridente verso la Magistratura” che alcuni hanno letto come una specie di minaccia, forse è troppo, ma …

… ma da quel momento le cose sono precipitate, in un solo colpo sono stati “cecchinati” i due candidati alla Presidenza della regione Emilia Romagna, e poco dopo ecco un bell’avviso di garanzia per l’AD di Eni Claudio Descalzi da poco nominato al vertice della più importante azienda italiana proprio da Matteo Renzi.

Il Premier, chiaramente irritato dal comportamento della Procura di Milano, anziché abbassare la testa e chinarsi al potere giudiziario ha rilanciato, parlando di “avvisi di garanzia, più o meno citofonati sui giornali” ed ecco allora che si alza il tiro ed ora l’avviso di garanzia è arrivato direttamente a Tiziano Renzi, il papà del nostro Presidente del Consiglio.

Naturalmente per cose che si riferiscono a “tempo fa”, certamente non si fa un’inchiesta in un giorno, però, guarda che combinazione, sui giornali la notizia esce oggi, a volte il caso!!!

Ora siamo proprio curiosi di vedere gli sviluppi di questo “scontro istituzionale”, quello che ha avuto protagonista Silvio Berlusconi sappiamo come è andato a finire.

Cari lettori, sono forse la persona che più ha criticato il nostro Presidente del Consiglio fin dal suo primo giorno di insediamento, quindi sono davvero l’ultimo al quale si può attribuire una “simpatia politica” verso il Premier, ma sono anche una persona che crede fermamente nei valori, e l’onestà intellettuale della quale mi vanto mi porta a riconoscere comportamenti virtuosi anche nel mio più acerrimo avversario, per questo sono ansioso di vedere fin dove si spingerà lo scontro.

Vediamo se Matteo Renzi avrà la forza, ed il coraggio, di non chinare il capo.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro


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