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Maurizio Cattelan. Autobiografia non autorizzata.

Creato il 05 ottobre 2011 da Libriconsigliati
Maurizio Cattelan. Autobiografia non autorizzata.

Maurizio Cattelan. Autobiografia non autorizzata.

Titolo: Maurizio Cattelan. Autobiografia non autorizzata

Autore: Francesco Bonami

Editore: Mondadori
Pagine: 121
Prezzo: € 14,45
Pubblicazione: maggio 2011
ISBN: 978-88-0461-005-2

Valutazione Libriconsigliati: consigliato.

Dicono che la mia arte è l’arte del dispetto. Ha bisogno di qualcuno da colpire, umiliare, imbarazzare. Il giorno che mi mancheranno i dispetti non avrò più nulla da dire: forse nessuna lettura critica sin’ora dedicata all’artista padovano è riuscita a dare una chiara idea della sua arte così come è riuscito a fare Bonami in queste poche righe. Potremmo quasi dire che questa operazione di immedesimazione dello storico dell’arte Bonami nell’artista Cattelan sia riuscita, in questo libro, così bene che il primo parla proprio come parlerebbe il secondo. O meglio, come noi, spettatori abituati alle birbonate del mondo dell’arte e del suo ultimo, più famoso giullare, pensiamo Cattelan possa parlare.

Come lo stesso titolo precisa, quella edita dalla Mondadori è una biografia non autorizzata, nel senso che a parlare non è l’artista padovano bensì Bonami, il quale ricostruisce il vissuto personale e artistico di Cattelan come fosse quest’ultimo a narrarlo, negli stessi toni tragicomici e scanzonati che caratterizzano molte sue opere. Una operazione artistica, prima ancora che letteraria: il personaggio-Cattelan, che indossa una maschera precisa nel mondo dell’arte contemporanea e che questa maschera spesso espone nelle mostre, presta il suo vestito confezionato a Bonami, che lo indossa con così grande naturalezza da sembrare l’autentico Cattelan. Più vero del vero, verrebbe quasi da dire, se non ci fosse quella precisazione nel titolo e nell’introduzione-avvertenza del vero artista a svelare il trucco. Questo iperrealismo “con trucco” sembra essere l’esatto corrispettivo dell’iperrealismo che caratterizza le opere di Cattelan: pensiamo a “Him”, la scultura che raffigura un bambino inginocchiato nel gesto della preghiera; bambino il cui volto ha le fattezze di Hitler. Sino a quando non ci si avvicina, quella che si vede non è che la scultura di un bambino; ma ecco che, posti di fronte al volto, il trucco (o sarebbe meglio dire la trappola) viene svelata e lo spettatore si trova a guardare il volto del dittatore nazista sul corpo magrolino di un infante che prega.


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