Milwaukee Bucks: giovani si, ma con le idee chiare

Creato il 06 marzo 2015 da Basketcaffe @basketcaffe

Nel panorama della Eastern Conference, dominato perlopiù da franchigie con la testa al futuro e con progetti tecnici momentaneamente in stand-by, si distinguono in poche per qualità di roster e progetto tecnico a breve-medio termine: tra queste si segnalano Atlanta, Cleveland, Chicago e poche altre.
In questa speciale sub classifica della Eastern Conference in rampa di lancio si collocano i giovani (ed ambiziosi) Milwaukee Bucks.

La franchigia del Wisconsin ha recitato nelle stagioni passate il ruolo dell’ultima ruota del carrozzone-est dell’NBA, come da prassi per quelle franchigie che dopo aver investito tanto nel progetto tecnico (di cui hanno fatto parte tra gli altri coach Scott Skiles, Andrew Bogut, Michael Redd, Brandon Jennings e Monta Ellis) necessita di ritrovare nuovi equilibri.

Il nuovo corso Bucks inizia la passata stagione con l’ingaggio in panchina di Jason Kidd, l’uomo giusto per far crescere un gruppo di giovani che ha voglia di crescere in fretta, anche se i modi della sua separazione dai Nets e l’arrivo ai Bucks ha fatto molto discutere. L’idea principale portata avanti da head coach e dirigenza si riassume in una sola parola: “small-ball”.

In buona sostanza i Bucks del presente-futuro hanno 4 caratteristiche peculiari che li differenziano:

  • il quintetto titolare è composto da guardie oversize ed una frontline senza veri lunghi di ruolo,
  • difendono molto bene dal perimetro, sono aggressivi e rubano tanti palloni,
  • i principali giochi offensivi si basano sul contropiede e sul tiro dalla lunga distanza,
  • Si divertono e fanno divertire attirando tanta gente al palazzetto, il che non guasta.

A conferma di quanto detto nel primo punto si può osservare che, nella recente trade deadline, Milwaukee ha dovuto sostituire Larry Sanders (che ha detto basta all’NBA) partecipando ad una trade a tre squadre (insieme a Phoenix Suns e Philadelphia 76ers) portandosi a casa Michael Carter Willams, Miles Plumlee (centro che di fatto sostituisce Sanders) e Tyler Ennis in cambio dei playmaker Brandon Knight e Kendall Marshall, spediti entrambi a Phoenix.

L’aggiunta di MCW rientra nei parametri giovane di belle speranze – altezza oversize richiesto dal backcourt di Kidd. Per confermare tale principio basta osservare la lineup che ha affrontato recentemente i Golden State Warriors:

  1. Playmaker: Michael Carter Williams – 2.01m
  2. Shooting Guard: Kris Middleton – 2.04m
  3. Small Forward: Giannis Antetokounmpo – 2.11m
  4. Power Foward: Jared Dudley – 2.04m
  5. Center: Zaza Pachulia – 2.11m

Interessante considerare la posizione di Dudley e Middleton: il primo è chiaramente un’ala piccola adattato come ala grande undersize che fatica in difesa contro un lungo di ruolo ma allarga il campo nelle transizioni offensive, mentre il secondo pur essendo in realtà un’ala piccola gioca come guardia sfruttando la sua altezza quando si trova a difendere contro gli avversari di backcourt mediamente più bassi.

Le statistiche allegate di seguito giustificano i punti di forza (sopratutto nel tiro pesante e nella media di palle rubate a partita) e le debolezze (sopratutto a rimbalzo) di questi giovani e un po “strani” Bucks:

Al momento i Milwaukee Bucks occupano la sesta posizione in classifica, con 2 gare di svantaggio dai Washington Wizards e 4.5 gare di vantaggio nei confronti dei Miami Heat.
Nelle ultime 4 partite sono arrivate altrettante sconfitte (contro i Warriors, i non irresistibili Lakers e Jazz oltre ai Nuggets del nuovo corso targato Melvin Hunt) e ciò segnala un piccolo campanello d’allarme che si potrebbe giudicare come fisiologico per un gruppo giovane che deve trovare la quadra anche in virtù delle ultime operazioni di mercato.

Il disputare i prossimi playoffs  permetterebbe a Milwaukee di sviluppare al meglio il talento offerto dal “Great Freak” Antetokounmpo e dagli altri giovani interessanti in maglia Bucks, in un contesto dove sul parquet ogni squadra dà fondo al proprio 110%.
E se per il presente la squadra del Wisconsin strappa qualche sorriso ai più, nel prossimo futuro quei sorrisi potrebbero trasformarsi in espressioni di timore nei confronti di una squadra matura per confrontarsi con le migliori squadre dell’intera lega.

 

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