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L’EA7 Milano 2.0 tra certezze (poche) e dubbi (molti)

Creato il 23 giugno 2015 da Basketcaffe @basketcaffe
Olimpia Milano - © 2015 Simone Lucarelli

Olimpia Milano – © 2015 Simone Lucarelli

Il volto scuro del patron Giorgio Armani, le lacrime di capitan Gentile e l’incredulità di coach Luca Banchi. La stagione dell’Emporio Armani Milano si può riassumere nelle espressioni sconsolate dei protagonisti al termine di gara sette delle semifinali scudetto. La sconfitta rimediata contro Sassari, oltre che togliere alle scarpette rosse la possibilità di bissare lo scudetto dello scorso anno, rappresenta una svolta nella storia della società. La formazione di coach Banchi conclude la stagione a zero tituli, per usare un’espressione storica di Mourinho, un bottino ingiustificabile per un team cosi ambizioso e importante.

Consegnata la Supercoppa nelle mani di Sassari, compromesso il cammino europeo causa troppi passaggi a vuoto e persa in finale la Coppa Italia, il campionato era l’ultima chance per l’Emporio Armani di salvare un’annata altrimenti fallimentare. Le triple di Logan e compagni hanno decretato la fine di un ciclo che ora attende una nuova infarinatura. Un tonfo inaspettato quello accusato in campionato, che assume maggior rimpianti dopo una regular season condotta a livelli eccezionali. Il record di ventisei vittorie e quattro sconfitte rappresentava una dimostrazione di forza e profondità, condita dalla sensazione di non avere rivali nella corsa al tricolore numero ventisette. La striscia di diciannove successi consecutivi maturata a cavallo dell’anno nuovo ha contribuito ad alzare le quotazioni di Milano, che con un budget di venti milioni di euro sembrava pronta a riconfermarsi.

Dopo un agevole vittoria contro Bologna la sfida contro Sassari rappresentava una dolce vendetta contro la bestia nera di Banchi e compagni. La perdita del fattore campo in gara 1, le difficoltà di alcuni protagonisti, le scelte di Banchi, il nervosismo di Hackett e i cronici problemi alla schiena accusati da capitan Gentile hanno contribuito alla debacle menenghina. Diverso il percorso europeo, che ha bocciato Milano sin dai primi match. L’EA7 non ha retto il confronto contro team più blasonati e competitivi, cedendo con Olympiacos, Fenerbahce, Cska Mosca, Efes Istanbul e Nizhny Novgorod, accumulando un record di dieci sconfitte nelle Top-16. Un passo indietro rispetto alla passata stagione, quando i biancorossi hanno accarezzato il sogno di disputare le Final Four al Forum.

Molti sono i pensieri del patron Armani, uscito nero dal Forum dopo gara sette. Scongiurata l’uscita di scena dello stilista che avrebbe compromesso il futuro della squadra, la prima pietra è stato richiamare Livio Proli in qualità di presidente. Il neo presidente si è concesso dieci giorni di riflessione prima di intraprendere la costruzione della Armani 2.0 ma alcune operazioni proseguono nell’ombra. Il capitolo allenatore è la questione più spinosa su cui concentrarsi nell’immediato. Coach Banchi è stato additato come responsabile principale della debacle, specialmente per come ha gestito i cambi durante la serie contro Sassari con Brooks e Kleiza seduti in panchina nei momenti decisivi. Proli a parole ha confermato il coach ex Siena, trasmettendogli la personale fiducia, ma la sensazione è che la scelta al momento sia dettata più da mancanze di alternative che da un sincero attestato di stima. La candidatura di Djordevic non convince a causa dell’alternanza con la nazionale serba e quella di Pianigiani per l’impegno con gli azzurri, mentre è arrivato un secco No da parte di Joan Plaza, coach di Malaga, che ha rifiutato un ricco contratto offerto dai milanesi. Il futuro di Banchi sulla panchina dell’Olimpia quindi traballa pericolosamente.

l’intenzione di metterlo al centro del progetto. Le lacrime sincere versate al termine di gara sette testimoniano l’attaccamento della guardia alla formazione milanese. L’esperienza NBA aleggia minacciosa all’orizzonte, con la chiamata di Houston al secondo giro del draft 2014, ma difficilmente il prossimo anno vedremo Gentile indossare una maglia diversa, a meno di offerte irrinunciabili (Cska Mosca, Fenerbahce, Barcellona interessate). Il capitano sembra l’unico certo di una conferma insieme verosimilmente a Cerella a Samuels, in particolare il centro ex Cleveland, autore di una buona stagione (14 punti e 6,4 rimbalzi in 25 minuti) spesso condizionata dai falli.

Il capitolo cessioni si apre con il fresco addio di Daniel Hackett (9 punti e 4 assist) svelato sul profilo Instagram nel pomeriggio di venerdì. Stagione difficile quella vissuta dal play di Forlimpopoli, cominciata con la lunga squalifica a causa dei problemi con la nazionale e conclusa con l’espulsione in semifinale per insulti alla terna arbitrale. Il futuro della guardia della nazionale è diviso tra una chiamata NBA, con Dallas in prima linea, e diverse offerte provenienti dalla Liga ACB. Certo anche l’addio di Linas Kleiza (8,5 pt), autentico flop stagionale mai inseritosi negli schemi di Banchi, mentre Shawn James, approdato a Milano da trionfatore con il Maccabi, ha accusato numerosi problemi fisici che hanno compromesso la stagione. Ultimo in ordine di tempo a salutare Milano è l’altro Golden Boy Azzurro Niccolò Melli (6 punti e 4 rimbalzi) che volerà in Germania.

Un altro pezzo lascia @OlimpiaEA7Mi. @NikMelli avrebbe firmato un triennale con il @BroseBaskets di @andreatrinkieri https://t.co/TLJ7WcoZNN

— Basketcaffe.com (@Basketcaffe) June 22, 2015

L’Armani 2.0 è ancora un cantiere aperto, costruito attorno a dubbi, delusioni e poche certezze. La mente di Proli e i soldi di Armani partoriranno le idee giuste per riempire le caselle vuote, dipingere l’affresco definitivo e portare l’Emporio Armani ancora in alto? È quello che i dodicimila del Forum si augurano.

 

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