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Neil young 1963-2003: 40 anni di rock imbizzarrito

Da Robyp
NEIL YOUNG  1963-2003: 40 ANNI DI ROCK IMBIZZARRITOOltre ad essere un grande artista, Neil Young è un tipo tosto, abituato a fare di testa sua sempre e comunque. A Woodstock rifiutò categoricamente di farsi riprendere dalle telecamere. A HARVEST, il suo album più famoso ed acclamato, fece seguire TIME FADES AWAY, ON THE BEACH e TONIGHT'S THE NIGHT, dischi spiazzanti e controversi che gli alienarono buona parte dei consensi appena ottenuti. Scelse di lasciare nel cassetto HOMEGROWN, un doppio album pronto per essere pubblicato, proprio in virtù del sofferto e oscuro TONIGHT'S THE NIGHT. Piantò in asso Stephen Stills, a mezzo telegramma, nel corso del tour promozionale di LONG MAY YOU RUN. E poi dichiarò guerra alla Geffen, che pure lo aveva messo sotto contratto per cinque album, pagandolo profumatamente. Quando la casa discografica rifiutò il suo ISLAND IN THE SUN, esortandolo ad osare di più, lui rispose con la durezza elettronica ed estraniante di TRANS. Alla richiesta di fare qualcosa di "rock'n'roll oriented", consegnò per ripicca EVERYBODY'S ROCKIN', disco che sembrava provenire direttamente dagli anni cinquanta. Diventò un vero cowboy quando qualcuno della Geffen, che poi gli fece causa, trovò le sue ultime incisioni "troppo country". Di tutto questo parla NEIL YOUNG 1963-2003: 40 ANNI DI ROCK IMBIZZARRITO, uno splendido libro scritto con grande competenza e in modo molto scorrevole dal bravissimo Marco Grompi. All'interno ci sono naturalmente i Buffalo Springfield, Crosby Stills Nash & Young, i fedeli Crazy Horse, David Briggs, il produttore di alcuni fra i migliori lavori dell'imprevedibile canadese e tantissimo altro.NEIL YOUNG  1963-2003: 40 ANNI DI ROCK IMBIZZARRITODopo il primo capitolo, riguardante la parentesi con i Buffalo Springfield, l'autore ne dedica trentuno ad altrettanti album del musicista (inclusi quelli riusciti e meno riusciti dei CSN&Y;), fino a ARE YOU PASSIONATE?, al 2003 ultima fatica in studio di Young. In appendice spiccano, fra mille interessantissime notizie, una lunga sezione inerente la sua attività concertistica, e una discografia dettagliata, comprensiva di album dal vivo e antologici non trattati in modo approfondito nel libro. Quello che salta fuori dalla lettura di queste pagine, è il ritratto di un artista tanto atipico quanto straordinariamente credibile, mai banale in qualsiasi cosa decida di fare. Il Neil Young di oggi non è mai simile a quello di ieri, ma è ugualmente riconoscibile nella sua particolarissima voce, nel suono di una chitarra acustica e nel frastuono di una montagna di feedback, in un indigesto momento di fredda tecnologia e in una sferzante scarica di pura energia Rock. E' anche uno che scrive testi ai quali vale sempre la pena dare un'occhiata. Marco Grompi, con passione e imparzialità, riesce a rendere quasi musicali le pagine di un libro che nel corso del tempo ho letto molte volte. L'ho fatto anche in questi giorni, con lo stesso piacere, la stessa intensità di quasi dieci anni fa. Imperdibile.

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