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Non c'è cosa più divina...

Da Wanderer @Inneres_Auge
Tutti abbiamo dei parenti. Chiedo scusa ad eventuali orfani sparsi tra i lettori ma almeno uno zio nel Tennessee o nel Punjabi ce l'avete. Non ci credo che esistano orfani totali. Preambolo a parte, tutti avete dei parenti che magari non sopportate e non vedete per 11 mesi l'anno e ricompaiono durante le feste. Quei parenti che si piazzano in casa vostra e sembrano le persone più buone del mondo per qualche giorno ma in fondo sapete che vi odiano (e la cosa è reciproca) e stanno solo approfittando dell'ospitalità. Da bambini è diverso. Vediamo tutti come delle buone persone. Certo, qualcuno ci sta antipatico perchè ci frega i giocattoli ma non lo odiamo. Può così nascere qualche amicizia vera che va oltre il rapporto biologico tra individui. Un'amicizia che non ha confini. Io ricordo bene i primi anni 90, quando i miei nonni paterni campavano ancora e durante le festività di ogni tipo (anche ferragosto, il 25 aprile) tutti i familiari arrivavano a casa nostra. Una casa grande e accogliente dove mi sembrava che tutti fossero in armonia con le pareti, i tavoli e le stoviglie. Dopo la morte dei miei nonni non ho vissuto più quelle sensazioni di magica spensieratezza, perchè i parenti si facevano vedere sempre di meno e perchè stavo crescendo: ero un ometto e capivo poche cose ma le capivo bene. Avevo un rapporto molto bello con una mia cugina che se non erro ha 8 anni più di me. Io la vedevo come una bambina, una mia coetanea: il suo volto era candido, non aveva nulla di "femminile" come le donne adulte, aveva una voce da bambina. Era molto più alta di me (sto parlando della fine degli anni 90), questo era l'unico particolare che mi faceva pensare Può una bambina essere così alta? Io sono nano? Lei mi mancava quando non c'era, perchè scherzavamo e giocavamo molto. Ci parlavo e mi divertivo tanto. Io avevo circa 10 anni, lei era adolescente eppure sapevamo di poterci confidare tutto. Sapevamo di avere una spalla su cui piangere, sapevamo di essere amici davvero.
Il pomeriggio i nostri rispettivi genitori giocavano ore ed ore a carte in cucina e noi ci "rifugiavamo" in salotto (all'epoca su un divano enorme e morbidissimo) con la luce spenta. Questo particolare non lo dimenticherò mai. Lei spegneva sempre la luce. Prendeva una coperta e la usava per coprirci, poi facevamo la lotta. Aveva sempre la meglio ed io mi irritavo. Un giorno mentre cercavo di divincolarmi dalla sua presa sentii che infilava una mano sotto le mia mutande. Non avevo reazioni da quanto mi ricordo, ero quasi asessuato o sarebbe meglio dire "puro di pensieri". Con il passare del tempo cominciava a venirmi il solletico quando mi toccava e quel solletico nel corso dei mesi sparì, trasformandosi in qualcos'altro. Qualcosa che non saprei come descrivere: voi potete chiamarla eccitazione ma io non lo so bene, era una sensazione molto strana.
Venne il giorno in cui decisi di toccarle il petto. Era piatta ma i capezzoli si sentivano eccome!
Dopo le carezze, i palpeggiamenti, arrivarono anche i baci. In effetti non è vero che il mio primo bacio fu quello a Luisa ma quando ho scritto quel post non avevo pensato al passato più remoto. In fondo quelli erano baci a stampo, dati più per gioco che per piacere. Non ero innamorato nè attratto da mia cugina. una volta lei mi chiese se avessi voluto provare con la lingua e... la mia memoria si blocca.
Poi non la vidi per circa 2 anni, sapevo solo che si era trasferita in una grande città per lavoro. Il giorno in cui ricomparve ebbi modo di constatare la sua trasformazione. Era una femmina adulta, tette grosse come piacciono a me, look da darkettona, voce che ispirava sicurezza. Dai discorsi capii che era diventata una vera donna responsabile, sapeva usare il cervello, era una persona motivata ed indubbiamente zozza. La trovavo molto attraente. Quando rimanemmo soli mi disse "Ricordi cosa facevamo qualche anno fa?". Suonò nelle mie orecchie come un incitamento. Quella volta però i ruoli erano invertiti: io ero quello più alto, più robusto e più forte. Ammetto che dopo quell'incontro rimasi molto tempo in bagno. Fu l'ultima volta in cui ci divertimmo in quel modo: da allora l'ho vista poche volte e di sfuggita, è ambiata parecchio e ultimamente è anche diventata antipatica.
Però quei ricordi legati all'infanzia li ho stranamente rimossi per anni, fino al 2008 quando mi sono fidanzato. Alla mia ex dicevo spesso "Viene mia cugina" e lei si adirava "Chi, quella che ti metteva le mani addosso?". Eh già cari lettori e sdraiabilmente carissime lettrici, tutto questo racconto per dirvi che anch'io sono stato vittima di abusi sessuali. Mi sarebbe piaciuto far riposare la mia fava tra le sue colline ma questo non è mai accaduto e lo consegno alla leggenda.

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