Magazine Diario personale

Non perdiamo il tempo dell’amicizia.

Da Gattolona1964

 

Ripubblico più che volentieri questa lettera scritta nel dicembre 2012, qualcuno di voi non riusciva a trovarla e per approfondire meglio il tema dell’AMICIZIA, eccola qua per Voi. Sto notando che le festività vi hanno tolto un pò di quel mordente che avevate nel commentare, manca un pizzico di sale e pepe. Una minestra senza sale è un pò come l’amore senza i baci, ingrediente principale di un rapporto. Che cosa sta succedendo? Non leggo più con una certa regolarità i commenti e le osservazioni che mi arrivavano da alcune persone, ciò mi addolora! Tante persone iscritte al mio blog, non si fanno mai o quasi mai, vive!  Se c’è qualcosa di antipatico nei temi trattati non avete che da farmelo sapere, pubblicamente o privatamente via mail. Non vi è nulla di male nell’ammettere che alcuni argomenti non vi piacciono, il non parlare aumenta le distanze, ricordiamocelo sempre. Poi una persona si fa dei voli pindarici, non comprende e pensa strane cose. Ora mi raccomando di non sentirvi chiamati in causa e di non mandarmi “finti commenti” di circostanza per farmi capire che mi siete vicini, poi per altri sei mesi non vi sento più. L’amiciza quella vera che tutti vanno tanto predicando, ma che pochi riescono a mettere in pratica, significa anche parlare apertamente senza vergogna o senza remore, in termini educati e garbati ma parlare. Il tacere e capire che questo commento triste per me che lo pronunzio, è rivolto a te, sì proprio a te che mi leggi non deve far sì che mi scrivi le solite banali parole: sono molto impegnato/a, sai la scuola, i figli, i miei genitori da accudire, devo fare dieci chilogrammi di tortellini, buon week end e un bacione a te e famiglia. Non per favore, questo no! Piuttosto un bel silenzio assenso che mi farà comprendere che le mie supposizioni sono esatte e corrette! Se non è vero son pronta ad dialogo e al mite e costruttivo confronto: non ho mai mangiato un essere umano in vita mia, non comincerò certo stamane! Vi voglio bene, ma parliamone con apertura mentale e sincerità estreme!

Ed ora la lettera:

Vorrei ringraziare pubblicamente le amiche che con  mariti e i figli,  ieri sera hanno trasformato una serata nebbiosa e uggiosa in una magica serata pre Natalizia. Senza far nulla di eclatante, ma semplicemente condividendo un desco insieme, con il calore di una stufa accesa, le lucine del nostro Presepio e i balocchi luccicanti del nostro albero, scambiandoci auguri tutti felici nel vedere i nostri amati bambini aprire i regali natalizi. Serata magica davvero, non programmata ma venuta così per caso, senza sceneggiate fasulle, in semplicità e serenità con tanto di reportage fotografico! Sono più che convinta e ne ho la riprova ogni giorno, che e amiche vere, quelle con la A maiuscola che mi sono rimaste sono veramente poche. Poche ma buone si dice in questi casi! Riconosco che per mettere nuovamente in gioco le componenti necessarie per costruire una solida amicizia sono tante e troppo impegnative per avventurarmi in una nuova amicizia, solida, duratura e affidabile. Ci ho provato qualche anno fa, buttandomi a pesce e dando tutta me stessa come mi è consono: non ho ricevuto altrettanto affetto e mio malgrado, ho dovuto battere in ritirata. Non essendo più una ragazzina sprovveduta ed ingenua, ho ritenuto opportuno non regalare più la mia fiducia, la mia stima, il mio affetto, il mio aiuto morale o fisico non ha importanza, senza avere in mano motivazioni più che valide. La paura e la riprova di essere tradita o non ricambiata è troppo forte, ed io non me la sento più di investire su persone nuove. Sono troppo prevenuta o diffidente? Ammetto che di delusioni in fatto di amicizie, sicuramente ne ho procurate anche io, me ne rammarico ancora e i sensi di colpa non allentano la presa. Però da qualche tempo a questa parte, sto riscoprendo il piacere di mangiare una pizza con un’amica, o prendere un caffè, mi riscopro gelosa delle mie amiche vere e faccio di tutto per conservarle come un tesoro prezioso. Perché? Perché questo bisogno primordiale mi avviluppa, facendomi riallacciare o mantenere amicizie, per ridere di niente, per chiacchierare di figli, per scoprire che il mio vissuto è identico al loro. Sto mettendomi molto in discussione, sto chiedendo pareri ed opinioni e non ho paura di chiedere ragioni o motivi di qualche comportamento che non comprendo o non mi è chiaro. Negli anni trascorsi, quelli della gioventù e dell’incoscienza, gli anni fatui dove non mi domandavo mai se sbagliavo io, ma reputavo che fossero sempre gli altri a farlo, non domandavo: traevo le mie conclusioni sbagliate o giuste che fossero. Presuntuosa e superficiale, lo ammetto solo ora. Forse proprio per questo non accettata da tante persone, donne o uomini, in fatto di amicizie. Devo e dobbiamo saper ascoltare, che secondo me non vuol dire stare a sentire con le orecchie mezze aperte, ma capire e fare nostro quello che l’altro/a vuole trasmetterci. Ho sempre pensato di essere originale, di avere una vita e un trascorso diverso dagli altri, di essere più sfortunata perché divorziata e risposata, con un figli oda un marito e una figlia dall’altro. Ho sempre creduto che chi aveva una famiglia apparentemente normale e regolare fosse più felice ed appagato di me. Non è vero! Mai menzogna fu più plateale: tante famiglie o coppie che conosco benissimo, con figli o senza non importa, solo all’apparenza sono felici, contenti, con la casa del Mulino Bianco sempre tutta lucida e perfetta. Sotto sotto, scava scava anche loro, hanno le loro problematiche, le loro frustrazioni e purtroppo! Alcune/i di loro hanno purtroppo le loro belle corna da indossare! Accessorio dal quale nessuno di noi è immune, ancora non hanno inventato il vaccino anticorna e vi dirò di più: non occorre lavorare fuori dalla propria città o dal proprio paesello, anzi! Le statistiche parlano chiaro: il maggior numero di storie clandestine si svolgono proprio negli ambienti di lavoro, quando i due protagonisti lavorano magari fianco a fianco, sfruttando la solita banale scusa della riunione serale o la fritta e rifritta pausa pranzo, per consumare l’amplesso clandestino. Per il palese fatto, che tutti e tutte ci assomigliamo, che i miei problemi possono essere i vostri e viceversa, non sprechiamo per favore un solo giorno della nostra vita ad arrabbiarci, a lottare per conquistare qualcuno che non gradisce la nostra amicizia o ci dimostra, seppur “sottobanco” che qualcosa si è rotto o qualcosina sta cambiando. Ci si rode il fegato, io personalmente soffro e non mi do pace, in generale non otteniamo nulla, tanto l’altra/o ha già deciso. Diventiamo solo più brutte e vecchie a furia di corrugare la fronte nel pensare ai motivi , poi arrivano le “zampe di gallina” o le “valigie sotto agli occhi” a furia di piangere. Occorre farsene una ragione, valutando con raziocinio che un giorno trascorso a discutere o ad arrabbiarsi per un nonnulla, è un giorno in meno che abbiamo vissuto, è un giorno in meno di tranquillità che abbiamo tolto ai nostri figli, sono ventiquattro ore in meno che ci restano da vivere. Insomma cari amici, lasciamo da parte una volta per tutte invidie e le ripicche sterili e inutili, non barrichiamoci dietro a false scuse, ma troviamo il coraggio per guardarci negli occhi e dirci se qualcosa non va. Diciamocelo davanti, non dietro le spalle, impariamo ad accettare che abbiamo sbagliato, se ci viene detto ci possiamo migliorare e non ripetere più l’errore commesso. Solo così si può proseguire un discorso serio di amicizia vera e rispetto reciproco: non si può e non si deve tacere o rimurginare, occorre parlare e parlare chiaro, se si tiene veramente ad un’amica. Perdonatemi la solita nota franchezza: mi infastidiscono molto le persone che si fanno vive con me solo a Natale o per il mio compleanno, trascurandomi palesemente tutto l’Anno. Mi fanno repulsione le solite sciocche e banali frasi di auguri, stentate e fatti di malavoglia solo perché a Natale si è tutti più buoni. Un par de balle! Scusatemi la chiarezza, ma è proprio a Natale o giù di lì che ne saltano fuori di tutti i colori dai famosi elastici delle mutande: i rancori, le rabbie represse, le delusioni, le sconfitte, le tristezze, i brutti voti dei figli a scuola, la fidanzatina che molla il nostro figliolo, l’amante che deve passare le festività obbligate con la povera moglie cornuta e mazziata, ma per favore! L’Amicizia, come l’Amore vero si devono dare e si devono ricevere tutto l’Anno solare, in una progressione continua, anche se gli impegni di lavoro e di famiglia ci soffocano. Cinque minuti per un caffè o due minuti per incontrarci, telefonarci passare da casa dell’altra per portare una piantina da due euro, in segno di amicizia anche se non è Natale o Pasqua, li dobbiamo trovare, ce li abbiamo, non venitemi a dire il contrario:volere è potere. O almeno, io la penso così.

La penso così come scrissi allora, esattamente così, non cambierei una virgola di quanto scrissi. Lasci oa voi, se ve la sentite le vostre opinioni. Buon lunedì mattina a tutti quanti!

 



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