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Occupy Wall Street, può un meme cambiare il mondo?

Creato il 01 dicembre 2011 da Newfractals @NewFractals

Di recente ho trovato un video del famoso sito knowyourmeme.com, che di solito tratta degli aspetti più divertenti della cultura di internet, riguardo al movimento di protesta Occupy Wall Street.

Il sito ha deciso infatti che, vista l’importanza della situazione (e l’indissolubile legame del movimento con i social network) era il caso di rispolverare la vecchia definizione di “meme”, data da Dawkins… Ma, aspettate.

Invece di scrivere un articolo su questo video, ho deciso di fare un esperimento un po’ diverso. Ho tradotto il video e ho rimaneggiato un po’ la traduzione per farne un buon post, per tutti quelli di voi che non riescono a seguirlo in inglese. Se questo esperimento vi piace, vi prego di farmelo sapere nei commenti.

Trovate il video originale in fondo al post.

Know Your Meme: Occupy Wall Street

Occupy Wall Street, può un meme cambiare il mondo?

Can a meme change our nation?

Sentendo la parola meme normalmente vengono in mente video virali, immagini di demotivational e lolcats e inside joke. Ma, secondo la definizione di Richard Dawkins, creatore del termine, un meme è:

“Un idea, un comportamento o stile che si diffonde da persona a persona all’interno di una cultura”

Cosa succede quando video virali e immagini non sono dei memi in se stessi, ma piuttosto parti di un’idea più grande? Un’idea che si sta rapidamente diffondendo? Può un meme cambiare la nostra nazione?

Gente che protesta

Occupy Wall Street è una serie di proteste tuttora in corso a New York ed in altre città degli Stati Uniti, che mirano a risolvere il problema della disuguaglianza economica e l’influenza delle lobby aziendali su Washington e sulla politica.
Per lo più coordinate tramite i social network, senza un organizzatore centrale, le dimostrazioni e i flash-mob sono iniziati il 17 settembre del 2011.

Piazza TahrirIl 13 luglio il magazine di contro-cultura Adbusters, con base a Toronto, postò un’articolo dal titolo #OCCUPYWALLSTREET, che chiamava 20.000 persone a riunirsi nella lower Manhattan, per chiedere al presidente Obama o ad una commissione presidenziale di interrompere l’influenza dei soldi delle lobby nelle politiche di Washington.
Secondo il post sul blog, la campagna di flash-mob di Adbusters fu ispirata dal successo delle proteste di piazza Tahrir, in Egitto, a gennaio.

Fra luglio e agosto le voci riguardanti la protesta si diffusero tramite i social network, con gli hashtag #occupywallstreet e #s17 su twitter ed un evento su facebook che si riempì di migliaia di persone che diedero la propria adesione.

Occupy Wall Street, può un meme cambiare il mondo?Nel frattempo, su Tublr, un blog con un unico argomento “WE ARE THE 99 PERCENT” venne lanciato per ispirare chi stava progettando di unirsi alla manifestazione del 17 settembre.
Il blog mostrava cittadini americani di svariata estrazione sociale, che mostravano le loro storie personali di problemi economici e battaglie, uniti dallo slogan “Noi siamo il 99%”.
“99%” è un numero simbolico, che rappresenta l’idea che la ricchezza dei ricchi, l’1% della popolazione, è ormai stata troppo a lungo la principale influenza sulle politiche governative. Questo a svantaggio del resto dell’America, il 99%.
Il numero non è usato solo simbolicamente, ma è anche un modo per dare forza alla gente comune.
Il 17 settembre 2011 un gruppo di manifestanti che si stima essere intorno al migliaio si è radunato nella lower Manhattan, nonostante le barricate che circondavano la Borsa di New York.

Due donne spruzzate con spray al peperoncino urlano

In netto contrasto con la mobilitazione che era avvenuta nella rete, la manifestazione ricevette poca copertura mediatica nella sua prima settimana, ma questo cambiò il 24 settembre, quando i dimostranti nel distretto finanziario marciarono verso nord, verso i quartieri alti.
La folla fu affrontata da poliziotti del dipartimento di polizia di New York, portando a dozzine di arresti. Nella mischia, due manifestanti donne vennero spruzzate con spray al peperoncino, cosa che venne filmata in un video che si diffuse velocemente su youtube .
Molti si scandalizzarono per questa dimostrazione di violenza eccessiva e inappropriata alla situazione.
Il video fece scattare la risposta dei “vigilantes” del web. I membri di Anonymous pubblicarono sul web l’identità degli ufficiali di polizia.

Potete trovare una buona versione di questo video, con commenti scritti e fermo-immagine, qui, su youtube.

A questo punto si contavano centinaia di migliaia di tweets all’ora con l’hashtag #occupywallstreet.
Rafforzati nei numeri, il 2 ottobre circa 1.500 persone cercarono di marciare sul ponte di Brooklyn, incontrando una dura opposizione della polizia più di 700 dimostranti vennero arrestati per violazione della legge sull’occupazione delle strade. Molti dei dimostranti dissero in seguito che gli sembrò di essere attirati in una trappola, essendo stati scortati dalla polizia per parte del ponte prima di venire trattenuti. Il trattamento ricevuto dai manifestanti in questa occasione può in effetti farci capire come mai questo avvenga…

Diventa a questo punto necessaria una precisazione, che non compare nel video originale di knowyourmeme.com: le manifestazioni negli Stati Uniti contano normalmente molti meno partecipanti di quelle a cui siamo abituati in Italia. Nonostante una città come New York conti circa 8 milioni di abitanti, contro i 2,7 milioni di Roma, una manifestazione che raggiunga il migliaio di partecipanti è una grossa manifestazione.

affluenza alle manifestazioni negli Stati Uniti

Organizzati attraverso gruppi di facebook e hashtag di twitter, proteste simili stanno avendo luogo a Boston, Washington DC, Philadelphia, New Jersey, Minneapolis, Austin e Seattle.
Si può dire che il movimento è diventato il primo, fra quelli organizzati on-line, a dare origine a manifestazioni di portata nazionale negli Stati Uniti.

Nonostante il fango che vi viene gettato contro e le accuse di una mancanza di obbiettivi, i partecipanti del movimento Occupy Wall Street sentono di avere uno scopo ben preciso: portare alla fine dell’enorme influenza delle aziende sulle scelte politiche del governo; promuovere un sistema economico che dia vantaggi a più dell’1% della popolazione, ma che piuttosto garantisca giustizia e libertà per tutte le fasce economiche della popolazione.

Know Your Meme sta mantenendo costantemente aggiornata la sua pagina su Occupy Wall Street, su cui potete trovare gli ultimi aggiornamenti.


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