Se l'uomo primitivo aveva ben poche necessità, quelle di soddisfare bisogni essenziali: alimentarsi, proteggersi e far fronte alle necessità fisiologiche, nella sua evoluzione, il miglioramento delle sue condizioni ha fatto sì che si moltiplicassero a dismisura i suoi bisogni. Questo ha portato l'uomo a concentrare su questi bisogni tutte le sue attenzioni, allontanandolo di fatto da quel senso di appagamento, latore di serenità e benessere interiore. Ciò non significa che auspicarsi un ritorno al passato, ma che i nostri maggiori sforzi doverebbero essere indirizzati verso l'apprezzamento e la compiacenza di godere ciò che abbiamo, cercando sì, sempre di migliorarci, ma nel contempo gioire delle piccole soddisfazioni quotidiane (l'abbraccio di un amico o di un familiare, un sorriso, un bacio). Nell'attitudine ad apprezzare queste piccole cose e a vedere il lato positivo anche nelle maggiori avversità è racchiuso il segreto della gioia di vivere; in due parole possiamo dire che la nostra serenità e il nostro benessere dipendono dalla nostra capacità di "pensare positivo". Non ci accorgiamo quasi mai quanto l'atteggiamento verso ciò che ci accade, anche modeste sventure, può condizionare la nostra vita. Un esempio? Pensiamo ad una mattina tipo, stiamo per prendere il nostro adorato caffè e rovesciamo la tazzina e il suo contenuto. Come reagite? Ci sono due modi totalemente contrapposti: "fortuna che non mi sono scottato e non ho macchiato i vestiti, ora corro al lavoro"! Oppure: "Ecco la giornata inizia male, chissà cos'altro mi capiterà oggi"!Senza che ce ne rendiamo conto il nostro cervello, registrerà la nostra reazione condizionando l'intero organismo e gli eventi futuri; vedremo passo passo di capire questo meccanismi. Domani parleremo del cervello e del suo ruolo nella malattia.
Magazine Poesie
Oggi nella mia rubrica: Pensiero positivo, il presupposto essenziale per la guarigione dalle malattie
Da Lifarnur @silvialazzerini
Se l'uomo primitivo aveva ben poche necessità, quelle di soddisfare bisogni essenziali: alimentarsi, proteggersi e far fronte alle necessità fisiologiche, nella sua evoluzione, il miglioramento delle sue condizioni ha fatto sì che si moltiplicassero a dismisura i suoi bisogni. Questo ha portato l'uomo a concentrare su questi bisogni tutte le sue attenzioni, allontanandolo di fatto da quel senso di appagamento, latore di serenità e benessere interiore. Ciò non significa che auspicarsi un ritorno al passato, ma che i nostri maggiori sforzi doverebbero essere indirizzati verso l'apprezzamento e la compiacenza di godere ciò che abbiamo, cercando sì, sempre di migliorarci, ma nel contempo gioire delle piccole soddisfazioni quotidiane (l'abbraccio di un amico o di un familiare, un sorriso, un bacio). Nell'attitudine ad apprezzare queste piccole cose e a vedere il lato positivo anche nelle maggiori avversità è racchiuso il segreto della gioia di vivere; in due parole possiamo dire che la nostra serenità e il nostro benessere dipendono dalla nostra capacità di "pensare positivo". Non ci accorgiamo quasi mai quanto l'atteggiamento verso ciò che ci accade, anche modeste sventure, può condizionare la nostra vita. Un esempio? Pensiamo ad una mattina tipo, stiamo per prendere il nostro adorato caffè e rovesciamo la tazzina e il suo contenuto. Come reagite? Ci sono due modi totalemente contrapposti: "fortuna che non mi sono scottato e non ho macchiato i vestiti, ora corro al lavoro"! Oppure: "Ecco la giornata inizia male, chissà cos'altro mi capiterà oggi"!Senza che ce ne rendiamo conto il nostro cervello, registrerà la nostra reazione condizionando l'intero organismo e gli eventi futuri; vedremo passo passo di capire questo meccanismi. Domani parleremo del cervello e del suo ruolo nella malattia.
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