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Paolo Zardi: XXI SECOLO.

Da Mariellas

Paolo Zardi: XXI SECOLO.
Titolo: XXI SECOLO
Autore: PAOLO ZARDI
Editore: NEO EDIZIONI
Candidato al Premio Strega 2015
 I LUOGHI E IL TEMPO:
"Sua madre abitava ai bordi della città, al sesto piano di un palazzo di dieci che ne dimostrava venti, un armadio di cemento alto e stretto tappezzato di finestre, tapparelle rotte e parabole sulle terrazze. Da ragazzo anche lui aveva vissuto lì. Aveva una camera che divideva con sua sorella, stretta tra la cucina e il bagno. Dalla finestra vedeva il parcheggio di un'officina per pullman, un prato arso dove i tossici si davano il cambio, le gru delle case popolari mai finite e una distesa di abitazioni basse e traballanti che piani regolatori mafiosi si mangiavano tre ettari l'anno." (pag.13)"L'odio di classe aveva lasciato il posto all'odio razziale che andava lasciando spazio a una forma inedita di risentimento primitivo, inclassificabile, destrutturato, totalizzante. La gente odiava la gente tutto il giorno, tutti i giorni." (pag.30)"L'invasione degli extracomunitari, nei primi anni duemila,  - effetto collaterale di una prosperità consolidata - si era fermato da un pezzo: da qualche anno era iniziato il riflusso, un'era di evasioni silenziose. La gente spariva di notte, nel buio, lasciando case vuote, mutui appena firmati, frigoriferi non pagati. Il Paese si svuotava un po' alla volta, inesorabilmente: dalle frontiere osmotiche filtrava un percolato umano intriso di fallimento e rassegnazione. Scappavano tutti, anche i suoi coetanei." (pag. 39)
L'AMORE:
" Guardò il naso di Eleonore. La fronte, le orecchie. In che modo quella faccia era di sua moglie? In che modo l'amore passava attraverso quel corpo? Sapeva che da qualche altra parte - forse in una delle due Coree - avevano tentato il primo trapianto di cervello: era stato un fiasco da incubo, ma la strada era aperta, e prima o poi qualcuno ci sarebbe riuscito. E lui, che cosa avrebbe voluto conservare di Eleonore? Il corpo o quello che c'era dentro? Amare quella carne senza i suoi ricordi, o amare i suoi pensieri in un corpo nuovo e innocente? Oppure lasciar perdere tutto -  morire, dormire, sognare, dimenticare... Staccarle la spina e ripartire da zero." (pag.63)

" Tornando a casa non dissero una parola. Erano seduti dietro uno accanto all'altra immobili e guardavano fuori i giganteschi palazzi della periferia, le carcasse dei pullman bruciati. Dal lato di Miriam, il sol calava dietro un banco di nuvole grigie. Quando la macchina prendeva una buca, dondolavano un po', come le teste snodate che si attaccavano al cruscotto negli anni '70. Avrebbe voluto farli ridere ma non sapeva da dove iniziare. Eleonore aveva deciso di accoglierli con la voragine della sua bocca aperta come un cratere sulla faccia smagrita." (pag.74).
"Quando succedeva che lui amasse sua moglie e che sua moglie fosse amata da lui, si consumava un ulteriore tradimento. Tradiva sempre Eleonore, in entrambe le direzioni: tradiva il marito e poi tradiva l'amante con il marito, Ed era sua moglie, la sua unica moglie - aveva sposato proprio quella donna lì, su quella aveva puntato. Era la sua vita. Non ne aveva altre. Tutta la sua vita."(pag.110-111)

LA SPERANZA:"Superò la frontiera alle nove di sera. Aveva fatto bene a portare il cane.La sua vitalità era contagiosa. Alzò gli occhi al cielo: si intravedevano Orione, ancora basso, e l'Orsa maggiore. Avrebbe messo da parte un po' di soldi per comprare un telescopio a Marco, prima o poi. E prima o poi sarebbero andati in vacanza da qualche parte, d'estate, a guardare le stelle. La crisi sarebbe passata: forse sarebbero tornati a essere ricchi, forse si sarebbero accontentati di vivere in capanne sulla spiaggia. Non sarebbe stato poi così diverso. Potevano andare avanti e indietro: ciò che gli sembrò necessario, in quel momento, era iniziare a muoversi in qualche direzione... sarebbero sopravvissuti." pag.(136-137)

E' una recensione un po' diversa dalle mie solite, me ne rendo conto. Allo stesso modo sono sicura che non ci sia modo migliore di presentare PAOLO ZARDI se non attraverso le sue stesse parole. Le mie sarebbero superflue. Non andiamo troppo lontano nella nostra a volte vana ricerca di trovare chi, attraversando tempo e spazio, ci regali emozioni, riflessioni anche tragiche sul nostro tempo e sulla natura di noi stessi "poveri uomini". Grandi nomi, grandi parole, nazioni diverse. Ma la Letteratura nella sua forma più sublime, è molto più vicina di quanto possiamo immaginare. Lasciamo solo che ci colga liberi. Paolo Zardi ci riesce, perfettamente e amaramente. Senza negarci la speranza.

 LEGGETELO.


Note bibliografiche dell'autore.Paolo Zardi - 43 anni ingegnere. Ama scrivere. ( tratto dal suo blog - GRAFEMI)
Pubblicazioni:
IL SIGNOR BOVARY - INTERMEZZI EDITORE - 2014IL GIORNO CHE DIVENTAMMO UMANI - NEO EDIZIONI - 2013

LA FELICITA' ESISTE - ALET EDIZIONI - 2012ANTROPOMETRIA - NEO EDIZIONI - 2010
Ha inoltre pubblicato diversi racconti per antologie di autori vari, tra il 2008 e il 2014.

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